Home | Chi Siamo | Archivio News | Contatti | E-mail |

 
  Le arance bionde di Fondi tra gli ingredienti del gelato più buono d'Europa  
 

Fondi 14 febbraio 2017

Le arance bionde di Fondi tra gli ingredienti del gelato più buono d'Europa

Il gelato più buono d`Europa? Al Pigneto. Il gelato «made in Lazio» campione d`eccellenza

Nel quartiere considerato tra i più «cool» del Vecchio Continente spicca l'artigiano doc.
La storia di Eugenio Morrone, da aspirante pasticciere in Calabria ad ambasciatore dei prodotti regionali nel mondo Dopo aver vinto il titolo europeo, si prepara a sbarcare negli Usa. Gli ingredienti: pinoli del Circeo e arance di Fondi.

di Maria Egizia Fiaschetti
Pubblicato su “Il Corriere della Sera” - Roma – a pagina 7

 

Il gelato europa arance di Fondi1 web

È il «mascarpino», con i pinoli resinosi del Circeo, il gusto vincitore del Premio eccellenza al Sigep di Rimini. L'artefice? Eugenio Morrone, 33 anni, di origini calabresi, titolare di una pasticceria al Pigneto. Campione europeo, rappresenterà il Lazio nelle tappe statunitensi del Gelato festival. La sua filosofia è no ai semilavorati, si ai prodotti a chilometro zero: arance di Fondi, nocciole di Viterbo e olio di Roiate.

II campionato europeo lo ha vinto con un mandarino calabrese tardivo, insaporito da un infuso di zenzero e menta piperita. E pensare che gli agrumi per lui sono sempre stati un tabù: «Ne mangerei a chili, ma soffro di ulcera sin da quando ero piccolo e devo evitarli» racconta Eugenio Morrone, 33 anni, che al Sigep di Rimini si è aggiudicato il Premio eccellenza con il gelato «mascarpino»: un mix tra il formaggio cremoso e pinoli del Circeo.

Già, perché Morrone — nato a Zagarise, poche anime in provincia di Catanzaro — nei suoi dodici anni a Roma non solo ha perfezionato la tecnica, ma è diventato anche delegato della Regione Lazio. «Ho iniziato a lavorare in pasticceria da ragazzino — ricorda — il gelatiere si era infortunato e toccò a me sostituirlo: scoprii un mondo e la stagione successiva chiesi di essere confermato».

Dopo un periodo di formazione in Sicilia, decide di trasferirsi nella Capitale: «In questa città mi sono subito sentito a casa e ho incontrato le persone giuste». Tra i suoi mentori Alberto Manassei, proprietario della gelateria dei Gracchi: «Mi ha spronato a studiare chimica e lavorare sugli abbinamenti». Risultato: una filosofia, per certi versi estrema, che punta sul naturale.

Nella sua gelateria al Pigneto, «Il cannolo siciliano» di piazza Malatesta, il gusto alla fragola si trova solo un mese l'anno: banditi primizie, semilavorati e aromi artificiali. Non solo: vuoi perché a Roma deve molto, vuoi per il ruolo di ambasciatore, Morrone privilegia il chilometro zero.

Nel «mascarpino», per bilanciare il sapore acidulo del formaggio usa pinoli del litorale laziale, resinosi e dolciastri. Locali anche le nocciole del viterbese e le arance bionde di Fondi.

Purista, sì, ma non ottuso: «Le varianti gastronomiche? Ormai è tutto un pecorino di qua e un peperone di là, ma il gelato è innanzitutto un dessert». Il massimo della trasgressione? «Il pinzimonio: arancia, sale grosso e olio di Roiate dalle note piccanti». Il suo gusto preferito? «Il pistacchio». Come si riconosce quello di qualità? «Tutti scrivono che è di Bronte, ma è impossibile che una produzione cosi limitata riesca a coprire la domanda mondiale. Ne ho anche io una piccola scorta, ma in alternativa utilizzo i pistacchi di Raffadali, nell'agrigentino, o quelli di Stigliano, in Basilicata: l'importante è saper dosare il grado di tostatura».

La sua prossima alchimia? «Charlie, in ricordo di Charìie Hebdo». Perché? «È una storia che mi ha molto colpito». E come sarà? «Mela smith, menta piperita e zenzero». Se è vero che il Pigneto è ancora the place to be — secondo il sito di viaggi Travel Supermarket è nella lista dei 23 quartieri più cool d'Europa — un certo fermento si respira anche nella gelateria di Morrone. Attori, cabarettisti, calciatori. E pure una pornostar. Golosi di creme, sorbetti e granite. «Aldair viene spesso con i figli», rivela il giovane proprietario che, tra un cono e una coppetta, si prepara a volare negli Usa: in autunno sarà testimonial nelle tappe statunitensi del Gelato festival.

Contattato da una rete tv per un talent show sul mondo della gelateria, nuova frontiera del food entertainment dopo le sfide all'ultima spadellata e le gare tra ristoranti, ha dovuto declinare l'offerta: «Tra qualche giorno sarò padre di una bimba...». Una curiosità: lei è calabrese, perché ha chiamato la pasticceria II cannolo siciliano? «Per fare contenta la mia fidanzata...».