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  Miracolo al concerto “PopCHORn” di Dachau con la corale fondana  
 

Fondi 09 giugno 2016

Miracolo al concerto “PopCHORn” di Dachau con la corale fondana

È esplosa la fratellanza sabato 28 maggio scorso al Palazzo Caetani.

di Emidio Prof. Quadrino

Raramente abbiamo assistito a uno spettacolo musicale tanto coinvolgente: la sala di Palazzo Caetani a Fondi era piena, molto stipata di persone di ogni età e ceto; da comuni cittadini a personalità rappresentative della città..

La corale polifonica Città di Fondi era al completo abbigliata da professionisti ben oltre i sempici dilettanti. Sentivano la responsabilità verso il pubblico, compresi gli ospiti di Dachau in fondo alla sala, che si aspettavano qualcosa di più dalla corale fondana; non hanno tradito le attese!

 

concerto Popchorn Dachau a Fondi

Il concerto si è aperto con il raccoglimento nell'esecuzione dell'Inno di Fondi, poi, inevitabilmente, il clima è iniziato a surriscaldarsi con "la villanella" dal Trovatore, fino ad esplodere con altri pezzi popolari e notissimi.

I "popchornisti" di Dachau (scherso linguistico tra pop americano e popolar chorale tedesco), hanno volato con voci possenti su tutta la sala che non è stata così da meno ad essi; mai tanta simpatia e sorrisi con i tedesci che non sono notoriamente "caciaroni", si erano visti nelle precedenti esibizioni della corale di Fondi. Frutto della vera amicizia alla base del gemellaggio di lunga data tra le due città.

Bravi a tutti: alla direttrice, al pianista, ai componenti del coro. Hanno compiuto in questi anni un grande balzo di qualità, per questo ci vantiamo della loro professionalità e dell'entusiasmo che attribuiscono alle loro prestazioni. Ad un tratto, presi dalla gioia e dalla partecipazione del pubblico, la corale fondana ha cantato non per il pubblico, ma per loro stessi, senza accorgersi che più che eseguire i brani, ne hanno esaltato i sentimenti! Miracolo che avviene solo tra gli appassionati, come loro.

Quando è stata la volta degli ospiti di Dachau, dopo un inizio un po' dimesso anche a causa della lingua per noi incomprensibile, se non ci fosse stato un simpatico e bravo interprete, l'entusiasmo è cresciuto fino al tripudio.

Ci siamo sentiti davvero affratellati: la vivacità del loro abbigliamento, le mosse anticonformiste alla bohémienne, ma soprattutto i volti coi luminosi sorrisi, ci hanno coivolti in un crescendo di applausi finiti con abbracci e strette di mano.

È sembrato di rivivere un momento della poesia di G. Giusti "Sant'Ambrogio" quando tutti hanno cantato "Volare": che vuol ella, Eccellenza, il pezzo è bello, poi nostro, e poi suonato come va; e coll'arte di mezzo e col cervello dato all'arte, l'ubbie si buttan là.

Grazie sentite ai promotori e agli artefici di questa bella iniziativa che affratella gli individui, la gente e i popoli. Questa è la sfida dei tempi moderni alla quale nessuno deve sottrarsi, pena la decadenza della civiltà (occidentale, soprattutto!).

Alla fine si sono scambiati i doni, pegni per futuri incontri.