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  Giulia Gonzaga moriva il 16 aprile di 450 anni fa  
 

Fondi 14 aprile 2016

Giulia Gonzaga moriva il 16 aprile di 450 anni fa

Il 16 aprile del 1566, nel convento di San Francesco alle Monache di Napoli, moriva Giulia Gonzaga, una delle donne più celebri del Cinquecento italiano.

Quattro-ritratti di Giulia Gonzaga web

Nata a Gazzuolo nel 1513, mandata a Fondi in sposa a soli 13 anni a Vespasiano Colonna (Conte di Fondi e duca di Traetto) rimase vedova a 15 anni. Creò per alcuni anni una "piccola Atene" a Fondi.

«Iulia Gonzaga, che dovunque il piede
volge, e dovunque i sereni occhi gira,
non pur ogni altra di beltà le cede,
ma, come scesa dal ciel dea, l'ammira »

(Ludovico Ariosto, Orlando furioso, XLVI, 8)

Giulia fu erede del marito a condizione che non si risposasse, nel qual caso il patrimonio di Vespasiano sarebbe andato tutto alla figlia Isabella.

Da parte sua, Isabella ebbe da Luigi Gonzaga (fratello di Giulia) il figlio Vespasiano, che divenne un giorno duca di Sabbioneta e, dopo un suo nuovo matrimonio, sarà Giulia a doversi occupare del piccolo Vespasiano.

Giulia Gonzaga si stabilì a Fondi, animando con il suo segretario, il poeta modenese Gandolfo Porrino, un piccolo ma raffinato circolo intellettuale nel locale Castello, frequentato da personalità quali Vittoria Colonna, Marcantonio Flaminio, Vittore Soranzo, Francesco Maria Molza, Francesco Berni, il pittore Sebastiano del Piombo - che le fece il ritratto - Pier Paolo Vergerio, Pietro Carnesecchi, Juan de Valdés, lo scrittore spagnolo residente a Napoli e in «odore di eresia», con il quale si mantenne in contatto per tutta la vita, il quale scriveva il 18 settembre 1535 al cardinale Ercole Gonzaga di essere stato a Fondi «con quella signora, che è grandissimo peccato che non sia signora di tutto il mondo, benché io credo che N. S. Dio ha provisto così perché anchor noi altri poveretti potiamo godere della sua divina conversatione et gentilezza, che non è punto inferiore alla bellezza».

Fu costretta a fuggire da Fondi, nella notte tra l'8 e il 9 agosto 1534, perché il pirata turco Barbarossa tentò di rapirla per portarla in dono all'harem del sultano.

Rifugiatasi a Napoli mantenne importanti relazioni culturali, politiche e religiose; cercò di tessere strategie e alleanze matrimoniali, allevò Vespasiano Gonzaga, al quale lasciò tutti i suoi beni in eredità, dopo la sua morte che avveniva il 16 aprile del 1566 nel convento di San Francesco alle Monache.