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  Monticelli di Fondi e la salsiccia monticellana longobarda  
 

Fondi 17 febbraio 2016

Monticelli di Fondi e la salsiccia monticellana longobarda

Continua lo studio sulle origini della salsiccia della Piana di Fondi, l'ultima iniziativa è la promozione di un itinerario longobardo che intende ripercorrere i luoghi della loro presenza storica nella Piana di Fondi.

Ai tempi dei longobardi Monte San Biagio si chiamava Monticelli di Fondi (o almeno doveva avere un nome) che ha mantenuto fino al 1863. Era una delle tante frazioni di Fondi, città che catalizzava a quei tempi e tuttora la vita economica, sociale e culturale di tutta la Piana.

Il Consorzio Salsiccia di Monte San Biagio è molto attivo sull'aspetto commerciale dell'insaccato. Dai numeri sembra però riguardare quantitativi assai modesti rispetto a quelli che si registrano nella vicina Fondi: dicono che una sola macelleria artigianale fondana basti a comprire la produzione dell'intera Monte San Biagio. Ma al di là dei numeri, per "Monticelli" (anche in virtù delle sue dimensioni) quella della salsiccia è un primato da propagandare con tutta la passione possibile. E fanno bene a farlo.

 

Salsiccia monticellana

Si riporta il comunicato che annuncia l'inserimento nell'itinerario, gli storici sono al lavoro per studiare i riferimenti.
CON L’ADESIONE ALL’ITINERARIO “LONGOBARD WASY ACROSS EUROPE”
Il Consorzio Salsiccia di Monte San Biagio apripista nell’incontro tra Culture enogastronomiche europee

Alla vigilia della XXII Sagra della salsiccia, il Consorzio Salsiccia di Monte San Biagio ha realizzato un rilevante passo nella promozione nazionale e internazionale delle proprie produzioni. Il Consorzio è infatti entrato ufficialmente nel circuito dell’Itinerario culturale “Longobard Ways across Europe”, finalizzato a valorizzare i Territori di storia e di tradizione longobarde compresi nel lungo percorso compiuto nella loro storia dalle genti longobarde dal Nord al Centro-Est d’Europa sino alla penisola italiana.

Promotrice dell’Itinerario è l’Associazione Longobardia che raggruppa - per finalità di promozione turistico-culturale - Comuni di matrice longobarda, Musei, Archivi storici, Università, Centri di ricerca e che - proprio a partire da Monte San Biagio - ha iniziato a strutturare la rete specialistica dell’agroalimentare di tradizione longobarda. Una rete con cui si punta a porre in luce lo straordinario incontro tra cultura del grasso animale (propria dei popoli germanici) e cultura dell’olio proprio della penisola italiana.

Un campo suggestivo di ricerca ma anche di approfondimento “sperimentale” per i cultori della sana alimentazione e della buona cucina, in cui proprio la salsiccia di Monte San Biagio occupa ora - con il coordinamento dell’Associazione Longobardia e di enti universitari specialistici - il significativo ruolo di apripista unitamente ad analoghi produttori della Bassa Sassonia.

Questo un testo sulla salsiccia monticellana a cura di Roberto Campagna.
Da sempre le salsicce di Monte San Biagio, in provincia di Latina, sono condite con il coriandolo. O meglio, da quando i Longobardi arrivarono nel VI secolo introducendo l’allevamento di maiali e la lavorazione delle loro carni. Più che come condimento, però, usavano questa spezia per conservare le carni perché il coriandolo, essendo un potente antibatterico, svolge un’azione antiputrefattiva. Ma anche perché era una spezia che già a quei tempi si coltivava a Monte San Biagio. Con la carne dei propri maiali i Longobardi ricavano solamente salsicce e salami perché, essendo una popolazione nomade, erano facilmente trasportabili e subito commestibili.
Ancora oggi a Monte San Biagio non si producono prosciutti, pancette, guanciali e lonze, ma solo salsicce con l’appellativo “monticellane”. Se secchi, i semi di coriandolo hanno un profumo gradevole, freschi emanano un odore di cimice schiacciata. Ecco perché a Monte San Biagio li fanno essiccare per bene o li abbrustoliscono prima di aggiungerli alle salsicce, il cui retrogusto di fumo, dovuto al fatto che vengono fatte “maturare” per due o tre di giorni in un locale con un camino acceso con legna di lentisco, è un’altra loro caratteristica. Prima di essere insaccata in budelli naturali, la carne viene bagnata con il vino Moscato di Terracina. Il nome di questa salsiccia deriva da Monticelli di Fondi: così si chiamava Monte San Biagio fino al 1863. Già a quei tempi l’allevamento suino, allo stato brado e semibrado, era molto diffuso in tutta l’area per via anche della presenza della sughereta di San Vito, un bosco di circa sette mila ettari.