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  Lazio eterna scoperta, ma Fondi resta sotto coperta  
 

Fondi 11 giugno 2015

Lazio eterna scoperta, ma Fondi resta sotto coperta

Lazio Eterna Scoperta, Carta del Turista, a cura della regione Lazio, agenzia regionale del turismo.

Il pieghevole, ricco, dettagliato e invitante per chiarezza a visite e a scoperte delle nostre ricchezze culturali, storiche e gastronomiche di antica tradizione, presenta una gravissima negligenza, che difficilmente si può imputare a dimenticanza o a mancanza di conoscenza.

Lazio eterna scoperta logo

La nostra città, Fondi, non viene inserita in nessuna delle sei aree turistiche dettagliatamente esaminate. Nell'area della riviera di Ulisse di cui il direttore del Museo di Fondi mena meritoriamente vanto perché è stato il primo con la sua opera “Ulisse e i siti delle sue avventure tra mito e realtà”, a collocare nelle nostre zone gli episodi del Ciclope, dei Lestrigoni, di Circe, del viaggio nel mondo dei morti...

Per comprendere questa assenza non abbiamo trovato nessun appiglio. E' possibile che ignoriate che Fondi, Fundoi in greco, non è esemplato sul “castrum” romano, ma sul sistema viario a scacchiera di Ippodamo di Mileto, impianto ippodameo? E che questo impianto obbedisce ad un razionale soleggiamento per evitare la calura estiva e il freddo invernale? Vi siete mai domandati perché i vicoli sono disposti quasi in linea con il nord e il sud?

Facciamo notare che la città di Fondi possiede una cinta muraria quasi intatta, capace di contenere al suo interno oltre settemila abitanti, non proprio pochi per una città di oltre duemila anni, che ha subìto nei secoli impercettibili mutamenti.

In nessuna città antica è possibile cogliere nel suo sviluppo secolare, la tecnica costruttiva dei Romani, che va dalla maniera ciclopica, dell'età incipiente del ferro, alla maniera quadrata, alla poligonale fino all'opera incerta del terzo secolo circa, quando con l'introduzione della malta si ha l'esplosione dell'edilizia abitativa e non, in tutto il mondo antico.

Il torrione di cui quasi tutti ignorano la struttura e la destinazione, è quasi sconosciuto; un esempio avvicinabile lo possiamo trovare nei monumenti sepolcrali di Avella.

E il palazzo comitale recentemente restaurato, che rappresenta uno spaccato suggestivo della vita italiana del Rinascimento?

E il Duomo, ricco di testimonianze pittoriche e scultoree di enorme valore storico, che ospitò nel 1378 il Grande scisma d'Occidente, la chiesa di Santa Maria con un podio così alto?

Il sarcofago protocristiano ad incasso, unico nel suo genere che testimonia l'incipiente ingresso del Cristianesimo tra i Pagani? E che dire dei numerosi reperti di grande importanza custoditi e in attesa di una più dignitosa collocazione?

Il compilatore del “Lazio eterna scoperta” ha tralasciato il luogo tra i più importanti della intera regione, se non altro anche per aver dato i natali al regista De Santis, maestro del neorealismo, al pittore Purificato di cui ricordiamo l'articolo “Doré: il miracolo della luce” per la sacra Bibbia dell'Editoriale Domus di Milano.

E il Corso Appio Claudio, sul quale hanno camminato quasi tutti i più grandi personaggi della Roma antica, di cui restano numerosissime menzioni di grandi scrittori latini. 0

Non parliamo del M.O.F.; non parliamo della grande passeggiata che va dal Castello fino a Piazza Municipio, luogo di aggregazione sociale e di passeggio che tutti ci invidiano, non parliamo nemmeno del “Quartiere Ebraico” uno dei meglio conservati in Italia, non parliamo dell'Abbazia di San Magno, testimonianza importantissima del rigoglio cristiano dei primi secoli.

Come possiamo non parlare del mercato settimanale tra i più grandi della regione e della vita culturale sempre presente, che caratterizza questa nostra città che si differenzia dalle altre città circonvicine...

Non andiamo più oltre per non rammaricarci ancora di più per questa inspiegabile e offensiva assenza.

Prof. Emidio Quadrino

 

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