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Un commento sulla fiera di Sant'Onorato

 
 

Fondi 18 ottobre 2014

Un commento sulla fiera di Sant'Onorato

Panoramica_Fondi centro storicodi Emidio Quadrino

Due giorni di spettacoli meravigliosi che ci hanno fatto rivivere l'atmosfera popolare e piena di umanità di una volta: finalmente Fondi ha ritrovato il suo antichissimo spirito fieristico che per secoli è stato un richiamo irresistibile per le decine di migliaia di forestieri che in questa festività
hanno invaso tutta la città, dalla periferia al centro storico che ha rivissuto, dopo tanti anni, la vivacità, l'allegria, il caloroso e cordiale aggiustamento del prezzo tra i compratori e i venditori.

Lo spirito di accoglienza non è mai degenerato in incivile comportamento, qualche discussione c'è
stata, ma era scontata nella esagerata presenza fieristica. Lo svolgimento delle due giornate è stato governato in modo ineccepibile, grazie alla presenza delle forze dell'ordine che con discrezione e cortesia hanno stabilito un rapporto di correttezza e rispetto. Una lode sincera va tributata al sindaco e all'amministrazione che non hanno risparmiato fatica e impegno.

Ci auguriamo che una fiera come questa si possa ripetere negli anni futuri; in questo modo noi ritroveremo la nostra vera identità storico-culturale: siamo un paese del sud, da dove è partita la civiltà. Oggi Fondi è in provincia di Latina, ma fino al 1927 essa è stata in provincia di Caserta. Siamo la città più settentrionale della Campania, da cui invano e contro la storia, un'esigenza burocratica e amministrativa da circa ottanta anni cerca di inserirci in un contesto socio-culturale a noi estraneo.

Mela, storico romano, dice “Campania incipit a Fundis”, e a sostegno di questa affermazione, ancora oggi possiamo ammirare la Portella, confine dello stato borbonico. Tutte le incombenze catastali fino a pochi anni fa si svolgevano a S. Maria Capua Vetere; gli usi e i costumi il folclore e le melodie popolari della nostra città; il nostro composito dialetto per circa l'ottanta per cento delle parole è campano e napoletano. E le centinaia di bancarelle che hanno invaso la città esponevano le mille golosità culinarie che noi abbiamo sentite nostre, delle nostre nonne, delle nostre mamme e provenivano tutte dalla Campania (Caserta, Mondragone, Capua, Minturno....e i paesi dell'entroterra.

Gli espositori, pur coscienti dell'attuale situazione di crisi, avevano l'aria serena e piena di bonomia propria del napoletano che riesce sempre a sorridere e a fare spallucce di ogni avversità; il popolo è accorso numeroso, molti erano dei paesi limitrofi. E' stato uno spettacolo che ha ricreato l'animo: sorrisi, incontri voci di strilloni che invitavano a comprare, a lodare le loro rarità, ombrellai con prezzi anticrisi, prodotti delle nostre terre, alcuni erano dimenticati; l'artigianato e i “ferri” dell'antica agricoltura, financo l'arrotino di una volta... La mostra dell'artigianato locale allestita nella sala polivalente del museo ha dato tono alla rievocazione del mondo che andava sbiadendo nelle coscienze dei giovani.

Nei volti di tutti traspariva una contentezza che arricchiva l'aria di festa. Si sono notati disabili che dimenticavano il loro difetto nella confusione festosa; un signore senza gambe su una carrozzella spinta da una donna, chiedeva largo per il suo passaggio: ”Devo vedere molte bancarelle” diceva. Commoventi le suppellettili di legno realizzate con pazienza e vera passione, scomparse ormai dalle nostre cucine, come pure ci hanno impressionato i manufatti di pietra da giardino che resistono un po' più delle suppellettili. Gli artigiani locali si sono fatti onore di fronte a tanta agguerrita concorrenza, segno che non ancora è morto lo spirito autentico dei fondani veraci.

Ci ha sorpreso la grande abbondanza degli espositori: essi erano più che sufficienti
per una città di almeno centomila abitanti, eppure tutti sono andati via soddisfatti e col desiderio di tornare l'anno prossimo. La viabilità, pur con qualche leggera limitazione è stata un miracolo di efficienza: bravi a tutti. Queste due giornate resteranno impresse nei nostri cuori. Ancora bravi!