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Millbrook. Il "Museo nella strada" che racconta la storia dell'immigrazione... anche fondana

 
 

Fondi 08 ottobre 2014

Millbrook. Il "Museo nella strada" che racconta la storia dell'immigrazione... anche fondana

 

Millbrook Il Museo nella strada


DI RICCARDO CHIONI

Il villaggio di Millbrook nell'Upstate New York ha inaugurato il Museum in the Street, il primo che racconta la storia dell'immigrazione in lingua inglese e italiana attraverso 29 pannelli disseminati in strade e parchi per promuovere il proprio senso di identità storica e tramandarla alle future generazioni.

Alla cerimonia del taglio del nastro erano presenti il sindaco di Millbrook Laura Hurley, il consigliere di John Kerry ed ex ambasciatore in Italia David Thorne, il console generale Natalia Quintavalle, Barbara Pierce co-chair del Museo di Millbrook e David Greenwood storico del villaggio.

Il sindaco Hurley ha spiegato che l'idea si è materializzata e maturata un paio d'anni fa. "Abbiamo ascoltato tante storie per ricavarne 29 pannelli che tracciano il passato di Millbrook, nel modo più inclusivo".

L'idea del Museum in the Street è stata presa in prestito dall'egittologo ed ex dirigente del Brooklyn Museum, Patrick Cardon che l'aveva già messa in pratica nel 1993 nella valle della Loira in Francia e amico di lunga data del sindaco.

L'ambasciatore David Thorne ha letto la lettera fatta pervenire al sindaco Hurley dal primo cittadino di Fondi in provincia di Latina Salvatore De Meo, località da cui è arrivato a Millbrook all'inizio del XX secolo un gran numero di immigrati; alcuni, scalpellini specializzati, hanno lasciato la propria impronta in molti edifici di Millbrook; altri dedicati alla pastorizia e agricoltura.

"Nel rinnovare i sentimenti di amicizia tra la città di Millbrook e Fondi - ha scritto il sindaco De Meo - desidero inviare a lei e alla cittadinanza il saluto dell'amministrazione comunale e le felicitazione per l'inaugurazione del Museum in the Street, un'iniziativa che contribuirà a rafforzare nella vostra comunità la consapevolezza delle proprie radici. Un popolo che dimentica la propria storia, perde la propria identità. Con la realizzazione di questo importante progetto la città di Millbrook ha dimostrato invece di voler raccogliere il testimone del proprio passato".
L'ambasciatore, i cui antenati s'erano stabiliti a Millbrook da secoli avviando un caseificio, è tornato alle origini in questa occasione.

"Millbrook è il villaggio dove si è insediata la mia famiglia Thorne, dove molti edifici portano questo nome e dove mi sento a casa. Oggi, da antico amico dell'Italia, ho voluto essere qui perché ogni volta che posso voglio sottolineare il legame dell'Italia con l'America. L'Italia - ha detto Thorne - è la mia seconda casa".

Il consigliere del segretario di Stato Kerry e figlio del creatore del Piano Marshall, ha apprezzato gli sforzi da parte delle istituzioni italiane per essere riuscite a re-introdurre l'insegnamento della lingua italiana negli Stati Uniti, oltre all'esame AP, apprezzando altresì il bilinguismo adottato per il nuovo Museo.

Anche l'iniziativa del Museum in the Street quindi è un altro modo per diffondere la lingua italiana e l'eccezione è che a volere che la storia del villaggio fosse raccontata anche in italiano sono state due americane come il sindaco Laura Hurley e Barbara Pierce, il cui marito Charles è stato direttore della Morgan Library a Manhattan ed ha collaborato con l'architetto Renzo Piano per il rifacimento.

Il sindaco Hurley ha detto "siamo talmente orgogliosi della nostra storia che l'abbiamo portata in strada" e Barbara Pierce ha aggiunto "ci auguriamo che il Museum in the Street sia uno strumento educativo per studenti, residenti e visitatori".
"Molti italiani d'America non parlano italiano perché quando sono arrivati, per loro la cosa più importante era di venire riconosciuti come americani e parlare la lingua del Paese. Per me - ha detto il ministro Quintavalle - è un momento di orgoglio e di piacere scoprire che ora sempre più italiani d'America vogliono imparare l'italiano per compiere il viaggio di ritorno alle radici, alla cultura delle proprie famiglie".

L'italiano in effetti negli ultimi anni è diventato una lingua richiesta nelle scuole americane dove lo apprendono decine di migliaia di studenti.
"Le istituzioni italiane dell'istruzione e cultura fanno fatica a seguire la crescente domanda di classi di italiano" ha aggiunto Natalia Quintavalle.

E in merito al Museo, il console generale ha detto che a Millbrook come nel resto del Paese, dove sono arrivati gli italiani hanno portato appresso qualcosa veramente di valore come talento, creatività e lealtà allo stato in cui si sono stabiliti.
"Sono grata agli americani che amano l'Italia impegnati a promuovere la nostra cultura e il nostro Paese. Grazie per continuare ad amare l'Italia" ha concluso Quintavalle.

Durante la cerimonia di inaugurazione l'Hudson Valley Brass, Quartet coadiuvato da altri artisti, ha accompagnato il percorso virtuale attraverso le storie raccontate sui pannelli e per ognuna ha interpretato musiche tradizionali americane e italiane.
Al termine, due residenti di Millbrook, Rodrigo Ciferri e Noreen Bartolomucci originari di Fondi hanno tagliato il simbolico nastro inaugurale.