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Na bona jurnat. Da stasera la commedia di Tommaso De Virgilio e "I commedianti"

 
 

Fondi 22 maggio 2014

 

Na bona jurnat. Da stasera la commedia
di Tommaso De Virgilio e "I commedianti"

Cresce l'interesse per scoprire quali sono i "giocattoli difettosi"

Andrà in scena da oggi 22 fino a lunedì 26 maggio, alle ore 21,00 nell’Auditorium comunale, la commedia in due atti “Giocattoli difettosi (na bona jurnat)”, scritta e diretta da Tommaso de Virgilio e rappresentata dalla Compagnia teatrale “I commedianti”, che nasce quest’anno «dalla volontà degli stessi componenti di associarsi e mettersi in gioco in maniera propositiva al fine di sensibilizzare il pubblico verso il teatro, dando vita ad un gruppo di lavoro ove lo stare insieme diventa progetto e realizzazione di rinnovate forme artistiche».

 

Commedia Giocattoli difettosi

Sarà possibile assistere allo spettacolo – che si avvale del patrocinio del Comune di Fondi – versando un contributo minimo di 5 Euro. I biglietti sono in vendita presso la Cartolibreria “Martusciello” in piazza della Repubblica.

I protagonisti della commedia sono Daniele Muffini, Antonella di Manno, Agostino Canale, Chiara Zanfardino, Alessia leone, Elena Ciociola, Vanessa Marcucci, Roberta Paletta, Alessandra Simonelli, Giuseppe Vittorio Puglia, Maurizia Pannozzo, Nicola Marchesini, Antonello Recchia e Pio Vittorio Pernarella.

Ambientata nel giardino di un Bed and Breakfast, «“Giocattoli difettosi” – così recitano le note di regia – è, seppur con qualche eccezione tra i personaggi, una commedia a lieto fine che mette in scena la crisi: sentimentale, della famiglia, dell’uomo che è padre ma... spesso di serie B.

E’ principalmente crisi sentimentale, rappresentata dall’epilogo del sacramento del matrimonio che investe e travolge tutti gli attori. Ma è anche crisi economica, originata dalla guerra che segue la fine di ogni amore e che vede le protagoniste femminili vincitrici di un bottino che sulla scena viene chiamato “vitalizio”, che spesso mette in ginocchio gli ex compagni, sviliti da quella perdita economica e dall’altra affettiva, quella dei figli di cui vengono privati.

Separazioni che segnano, quindi, allontanamenti fisici dai propri cari e al contempo la necessità di una ridefinizione della propria esistenza. Separazioni che lasciano soli, che emarginano dalla normalità della vita questi giocattoli difettosi. Difettosi nel modo di essere, nei sentimenti, nelle relazioni. Difettosi semplicemente nel quotidiano, affrontato con regole ed identità di persona dettate da una società ormai priva di libertà, individualista, in perenne corsa, tanto da renderne nemici gli stessi componenti».