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Donna Memena . Da stasera la commedia di Mena Antonelli e i "LavorAttori"

 
 

Fondi 30 maggio 2014

 

Donna Memena .
Da stasera la commedia di Mena Antonelli e i "LavorAttori"

Da stasera 30 maggio al  2 giugno prossimo alle ore 21.00 nel centro multimediale Dan Danino di Sarra a Fondi i “LavorAttori” metteranno in scena la commedia “Donna Memena. Come ingarbugliarsi la vita”, dialoghi e regia di Mena Antonelli.

L’evento è patrocinato da Comune di Fondi, XXII Comunità Montana degli Aurunci e Ausoni.

L’ingresso è gratuito ed i contributi volontari concorrono alla raccolta fondi da destinare alla Coop. Sociale “Le Ali della Fenice” – Centro Antiviolenza Essere Donna.

«In questa Era frenetica, supertecnologica e ossessiva – afferma l’autrice – tutto diventa possibile e fattibile, perfino l’informazione è diventata più veloce dello stesso movimento fisico tanto che non ci si preoccupa delle conseguenze che determinati comportamenti possono generare, come i repentini cambiamenti e frustrazioni.

I momenti d’incertezza diventano più forti della solitudine e l’incomunicabilità si trasforma in un gioco pericoloso: terreno fertile per essere ingannati, comprati, schiavizzati e strumentalizzati dai ciarlatani di turno. Sono scomparsi perfino l’orgoglio e la vergogna... ed i “LavorAttori” giocano proprio su questi sentimenti.

Con questo lavoro ho voluto ironizzare anche sul Dio Denaro, sulla necessità di reperirne il più possibile: tutto è indispensabile, niente è superfluo. Ed ecco che nel mondo d’oggi il denaro sembra la principale misura del valore individuale e l’elemento centrale della vita sociale e politica».

 

Commedia Donna Memena Fondi

"Ormai siamo giunti nel XXI Secolo, l’Era digitale e super tecnologica, quella dell’Economia della Conoscenza e del denaro virtuale, ha preso il posto dell’Era Industriale e dell’Economia reale. L’Informazione è diventata più veloce dello stesso movimento fisico, tutto deve essere veloce, rapido; tutto deve essere prodotto e consumato per far posto ad un altro prodotto da consumare nel più breve tempo possibile.

Anche nelle famiglie c’è stato un notevole cambiamento; non c’è più tra genitori e figli, lo scontro generazionale tipico del XX Secolo, quando le giovani generazioni credevano di cambiare il mondo, o almeno di migliorarlo realizzando ideali di giustizia ed uguaglianza sociale, cercando di non commettere gli stessi errori della generazione precedente.

Oggi, tutti si affannano a possedere l’ultima diavoleria tecnologica…e guai a restare indietro. Forse l’unico cruccio dei genitori moderni, è quello di guadagnare soldi, non per una sicurezza economica futura, ma per poterli spendere nel presente (cicale e non più formiche).

Il concetto stesso di famiglia è stato, nel tempo, oggetto di continui cambiamenti a causa delle profonde trasformazioni sociali e culturali tipiche di questi anni ruggenti.

L’antico modello di famiglia patriarcale, ha lasciato il posto ad una famiglia non più basata sugli affetti, sull’aiutarsi a vicenda,ma ad una più discontinua, disomogenea dove ogni individuo è un nucleo a sé: non si convive, si abita insieme mettendo sempre al primo posto le proprie esigenze, senza mediare, senza confrontarsi… senza un minimo di sacrificio reciproco.

Che fine ha fatto la famiglia tradizionale di tipo “nucleare”, basata sulla coniugalità, sulla fedeltà, sui ruoli? Tutto diventa possibile e fattibile, non ci si preoccupa delle conseguenze che determinati comportamenti possono generare, come i repentini cambiamenti e frustrazioni. Tanto che i momenti d’incertezza diventano più forti della solitudine e l’incomunicabilità si trasforma in un gioco pericoloso: terreno fertile per essere ingannati, comprati, schiavizzati e strumentalizzati dai ciarlatani di turno. Sono scomparsi perfino l’orgoglio e la vergogna.

Ed ecco che si moltiplicano le trasmissioni televisive con protagonisti, maghi, cartomanti, astrologi, spiritisti, che muovono un giro d’affari di miliardi e che riguardano soprattutto le TV private.

Con questo lavoro, ho voluto ironizzare anche sul Dio Denaro, sulla necessità di reperirne il più possibile: tutto è indispensabile, niente è superfluo. Ed ecco che nel mondo d’oggi il denaro sembra la principale misura del valore individuale e l’elemento centrale della vita sociale e politica. La ricchezza è sempre stata al centro delle riflessioni e delle preoccupazioni umane, dalla più lontana antichità ai nostri giorni, ma è proprio la nostra Era Supertecnologica, frenetica, ossessiva a trasformare il Dio Denaro in un Leviatano!"

Mena Antonelli