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“Autoritratto epistolare di Giulia Gonzaga Colonna” stasera al Palazzo Caetani

 
 

Fondi 27 luglio 2012

 

“Autoritratto epistolare di Giulia Gonzaga Colonna”
stasera al Palazzo Caetani

Stasera alle ore 19.00 nel Palazzo Caetani di Fondi sarà inaugurata la mostra “Autoritratto epistolare di Giulia Gonzaga Colonna”.

Presenzieranno all’inaugurazione l’assessore all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Regione Lazio Marco Mattei, il sindaco di Fondi Salvatore De Meo, il commissario straordinario del Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi Federico Carnevale e il direttore del Coordinamento CREIA Mauro Antonelli. L’ “autoritratto epistolare” restituisce la figura pubblica ma anche l’intimità di uno dei personaggi più attuali e poco conosciuti del Rinascimento italiano.

La mostra – che potrà essere visitata ogni giorno ad ingresso gratuito fino al 5 Settembre prossimo dalle ore 18.00 alle ore 22.00 – è al centro delle attività culturali estive della città di Fondi e viene promossa dal CREIA e dall’Assessorato all’Ambiente e Sviluppo sostenibile della Regione Lazio in collaborazione con il Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e dal Comune di Fondi congiuntamente con il Fondi Music Festival per mantenere viva la tradizione di mecenatismo inaugurata dai conti di Fondi già dall’epoca della famiglia Caetani. La mostra ha infatti luogo nello stesso salone dove vengono ospitati molti dei concerti del Festival, rinnovando così i fasti della corte rinascimentale di Giulia Gonzaga in chiave moderna.

Proprio per evidenziare questo connubio tra musica, storia ed arte, la serata inaugurale prevede la messa in scena di alcune lettere scritte dalla contessa di Fondi. Nel ruolo della Gonzaga, l’attrice Beatrice Palme interpreterà anche un mottetto del maestro Sebastiano Festa (1490-1524), musicista alla corte Gonzaga quando Giulia era ancora una fanciulla. La serata si concluderà con un buffet rinascimentale ispirato alle ricette del famoso Bartolomeo Scappi, primo autore di un libro di cucina editato nel Cinquecento.

Il personaggio di Giulia Gonzaga Colonna è per la prima volta portato in mostra utilizzando come palcoscenico la dimora dove ella abitò mentre era contessa della città di Fondi. Questo progetto culturale inedito, a cura del Centro studi Cappella Orsini, parte dalle lettere scritte dalla contessa di Fondi, indagando la sua personalità magnetica e ricostruendo l’ambiente di cui si circondò nel periodo trascorso a Palazzo Caetani e poi a Napoli. Scritti, dipinti, costumi teatrali, arredi, tappezzerie e documenti d’epoca contribuiscono a rendere più vivide le ambientazioni.

Per completare in modo suggestivo le diverse ambientazioni vengono presentati i cinque grandi dipinti del ciclo “Storia illustrata della città di Fondi” realizzati dallo studio d’arte Lucifero che raccontano i sette anni vissuti da Giulia Gonzaga Colonna a Fondi. Queste scene storiche teatralizzate sono un vero e proprio mosaico di informazioni negli anni compresi tra il 1528 – in cui Giulia, vedova, prende possesso del suo feudo – e il 1535. Per immortalare Giulia Gonzaga Colonna nel lungo periodo che trascorse a Napoli, dove morì nel 1566, sono state messe in scena quelle lettere che esprimono la maturità e la modernità della contessa di Fondi.

Ogni scenario è diviso in due parti: Giulia indossa sempre un abito nero e ha sullo sfondo una tappezzeria in varie tonalità di rosso; sull’altro lato della scena viene raffigurato il destinatario della lettera che si trova quindi in un altro luogo. La lettera congiunge entrambi in un momento di comunione epistolare.
Gli abiti rinascimentali utilizzati in mostra sono costumi di scena realizzati dalla storica sartoria Annamode, che inizia nel 1946 la sua attività. Michelangelo Antonioni, Mauro Bolognini, Vittorio De Sica, King Vidor, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli e molti altri registi di caratura internazionale si sono rivolti ad Annamode per vestire i loro personaggi.

Riportiamo la descrizione dell’esperienza epistolare della contessa di Fondi come descritta dallo studioso Bruto Amante che nel 1896 ne analizzò profondamente la scrittura nel volume “Giulia Gonzaga contessa di Fondi e il movimento religioso femminile nel secolo XVI”: «La lettura delle molte lettere della Gonzaga presenta straordinarie difficoltà. Sia la grande fretta, sia la nervosità, sia la velocità del pensiero, che contrasta colle lungaggini della mano, sia il difetto di altri che con uguale prontezza sappia cogliere il suo pensiero e tradurlo sulla carta, accade sovente che l’opera del segretario sia interrotta assai presto e sostituita dall'intervento calligrafico della dama! Ho esaminato lettere lunghissime, ove non si riscontrano che quattro o cinque righe del povero segretario! Si vede che questi è spesso bruscamente licenziato anche quando il periodo non finisce, finito in seguito da Giulia, la quale poi continua a scrivere ed a scrivere lunghe facciate, premuta dalle molte cose che ha in animo di dire, dal breve tempo che vuole impiegare e forse da altre cure, alle quali deve consacrarsi! Tipo curioso di donna; ma non singolare se si ricordano le sue vicende e la fenomenale sua attività!»