Home | Chi Siamo | Archivio News | Contatti | E-mail |
 
 

Inaugurata a Fondi la Casa di Accoglienza "Don Salvatore Fiore" per i bisognosi

 
 

Fondi 03 febbraio 2012

 

Inaugurata a Fondi la Casa di Accoglienza "Don Salvatore Fiore" per i bisognosi

Alle undici del 28 gennaio scorso il cortile della Casa era già pieno: persone di un certo livello sociale e culturale, visibilmente interessate all’evento per la sua natura di promozione sociale e caritatevole. Una tale istituzione era attesa da anni a Fondi e finalmente per la costanza di don Luigi Mancini che aveva ricevuto dal munifico cappellano militare l’incarico di trasformare una civile abitazione, quale era appunto quella del donatore, in una casa di accoglienza per anziani in difficoltà particolarmente necessaria di questi tempi, data la sempre più diffusa povertà generale. Il cortile ben curato ed accogliente promette maggiori conforti nella struttura vera e propria.


Tra i presenti abbiamo notato per il loro amabile e discreto conversare sull’evento, oltre all’avv . Virgino Palazzo e al maestro Ambrogio Sparagna, anche il prof. Giovanni Baiano, il dott. Gaetano Orticelli della Pro Loco di Fondi, l’immancabile e gradita presenza della dott.ssa Fulvia Di Sarra, il comandante della Polizia Locale dott. Mauro Renzi.
Molti personaggi e autorità forestieri hanno conferito all’incontro una nota di sprovincializzazione
che ha evidenziato come l’opera e la personalità del cappellano militare, abbiano superato e di molto i confini del nostro territorio, così i mondi militare, civile e religioso da essi rappresentato hanno conferito alla cerimonia importanza e solennità. Abbiamo visto, perché da noi conosciuti personalmente, il frate Massimiliano Scarlato della chiesa di san Francesco e don Guerino Piccione. Ha fatto gli onori di casa proprio don Luigi il parroco della chiesa di san Pietro che con gentilezza e riconoscenza ha accolto gli invitati con spirito di umiltà evangelica.
La commemorazione è iniziata con un ampio e doveroso elogio del donatore che nella sua lunga vicenda terrena ha avuto contatti e dimestichezze con molti personaggi religiosi militari e civili di un tempo ormai divenuto storia, e che ha svolto molti e importanti incarichi in diverse parti del mondo.
Ha preso la parola subito dopo, il dott. Raniero De Filippis, presidente dell’IPAB SS.ma Annunziata di Gaeta che non pochi meriti ha avuto nella realizzazione della Casa; ha continuato don Mariano Parisella, direttore della Caritas diocesana, destinato a futuri incarichi di responsabilità; è intervenuto il dott. Aldo Forte Assessore alle politiche sociali e famiglia della regione Lazio, che ha fatto notare come la Casa di Accoglienza oltre allo spirito di carità che la caratterizza, promuove anche una cultura di solidarietà e di aiuto contro l’usura con piccoli prestiti personalizzati. (Facciamo notare all’Assessore, in un passaggio del suo intervento, che i benefattori non svolgono la loro missione per nulla, ma ricevono come ricompensa la gioia e la pace che dona la carità e il sentirsi veri fratelli nel Signore).
Ha parlato brevemente il sindaco Salvatore De Meo che si è vivamente compiaciuto dell’iniziativa e ne ha auspicato altre, come l’acquisizione della villa Nardone per casi di recupero sociale di cui tanto si sente il bisogno oggi nella nostra città, nonostante la notevole attività volta a tanti problemi economici, spesso gravi e pietosi.
Infine l’arcivescovo di Gaeta monsignor Fabio Bernardo D’Onorio, che ha portato una nota di ilarità con una vistosa benda all’occhio sinistro, ha ringraziato la Provvidenza divina per questo immenso dono alla città e ha benedetto tutti i convenuti con paterna sollecitudine.
Sono seguiti a conclusione, lo scoprimento di una lapide commemorativa all’ingresso della Casa.
La visita ai locali e un ricco buffet gradito e tangibile dimostrazione dello spirito del volontariato che molto ha contribuito alla realizzazione dell’opera e che costituisce l’unica vera via di salvezza contro i mille e sempre risorgenti problemi della nostra società sempre più lontana dal Vangelo, come ci ricorda spesso il Santo Padre.

Emidio Quadrino