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Notaristefano: “Le idee ci spingono alle cose migliori”. All'incontro dibattito assente il 'circo mediatico'

 
 

Fondi 23 gennaio 2012

 

Notaristefano: “Le idee ci spingono alle cose migliori”. All'incontro dibattito assente il 'circo mediatico'
Nella parrocchia di San Paolo riunione sul tema: “Costruire una rete di legalità”, presenti un centinaio di persone insieme al sindaco di Fondi Salvatore De Meo, al capogruppo del Pd fondano Bruno Fiore, al direttore del Mof Stefano Nardone e due presidi scolastici di istituti superiori.

L'altra sera, nella parrocchia di San Paolo a Fondi, non c'era il “circo mediatico” che ha messo Fondi e i fondani “a cavallo di un maiale” per diversi anni per il “Caso Fondi”. Non c'erano le testate giornalistiche nazionali, l'ammiraglia della Rai e i settimanali di punta. Assenti anche i politici nazionali e regionali che hanno urlato sui palchi fondani la loro vicinanza. C'erano un cronista in platea, una Tv locale e due giornalisti al tavolo dei relatori: Gaetano Orticelli per condurre l'incontro e Orfeo Notaristefano chiamato dal parroco di San Paolo Don Mariano Parisella a parlare sul tema: “Costruire una rete di legalità”.
L’incontro dibattito è iniziato alle ore 19,30 di sabato 21 gennaio scorso, nel salone della parrocchia di San Paolo e rientrava nell'ambito delle iniziative inerenti i festeggiamenti della conversione dell'apostolo delle genti. Presenti un centinaio di persone insieme al sindaco di Fondi Salvatore De Meo, al capogruppo del Pd fondano Bruno Fiore, al direttore del Mof Stefano Nardone e due presidi scolastici di istituti superiori.
E' stata la dimostrazione che il “can can mediatico” generato ad arte tra il 2008 e il 2011 sulla mafia a Fondi, era finalizzato ad altre motivazioni. Ma non per questo va sottovalutata la tematica che addirittura ha smosso il Papa Benedetto XVI, in occasione dell’incontro con Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma il 12 gennaio scorso, con parole inequivocabili: “è necessario promuovere una cultura della legalità, aiutando i cittadini a comprendere che le leggi servono per incanalare le tante energie positive presenti nella società e così permettere la promozione del bene comune”.
Don Mariano Parisella, introducendo l'incontro, si è proprio soffermato sulle energie positive possedute dai fondani e sul “tessuto sociale” sano che ha potuto verificare in diverse occasioni fuori dalle mura della città: Accoglienza e cortesia, scrupolosità sul lavoro, onestà nell'emissione di documenti fiscali da parte degli artigiani. Ma allo stesso tempo, sono chiari i segni comuni in tutta la società tendenti all'individualismo che si chiude alla solidarietà; che nella paura della crisi economica, cade nella tentazione dei facili guadagni; che per mantenere inalterati gli alti stili di vita, cade nell'usura.
Il sindaco De Meo ha detto che l'Amministrazione comunale vuole scrollarsi di dosso questo marchio gratuito affibbiato, sostenendo che: “Il tema della legalità appartiene a tutti e non solo ad una parte. Anche i singoli cittadini devono capire che le richieste avanzate ai politici non devono andare verso l'illegalità”. De Meo ha sostenuto di aver creato al Comune di Fondi “una serie di filtri e controlli, su ogni atto, tanto da escludere il discernimento e la decisione della singola persona”. Per De Meo “ben venga una rete della legalità, perché quella dell'illegalità putroppo già esiste”.
Orfeo Notaristefano è stato chiaro fin dall'inizio del suo discorso: “dobbiamo fare i nomi che interessano questa zona (e li ha fatti) per capire che ci sono e vanno combattuti. Io abito a Roma – ha detto Notaristefano – ma sono calabrese, conosco bene l'argomento mafie e la loro forza sta proprio nel silenzio, nella rassegnazione della gente”. Lo scrittore e giornalista è autore di diversi libri, tra cui 'Cocaina Connection', presentato due volte a Fondi (agosto 2007 e gennaio 2008) e dal traffico della droga la 'ndrangheta trae l'introito maggiore, ma anche l'ingresso nelle case di chi ne fa uso. Per Notaristefano dire che tutto è mafia è in fondo dire il contrario, “vanno individuate le presenze e avere il coraggio di denunciarle”. “Sono amico e faccio parte del movimento 'e adesso ammazzateci tutti' nato in Calabria, ma ormai presente in tutta la penisola, quello è un esempio di rete della legalità dove è la gente che prende posizione contro l'illegalità”. Orfeo Notaristefano è stato semplice nello spiegare che due sono i pilastri per una rete della legalità: le istituzioni e la società; e che “sono le idee a spingerci verso le cose migliori”.
Nel dibattito scaturito, sono intervenuti: Benedetto Carnevale (segnali negativi dal Parlamento italiano), Bruno Fiore (non la 'Dia' a Fondi ma più investigazioni), Rita Capasso (leggere la Costituzione).