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Il sindaco dona le chiavi della città a zio Giovannino Zannella per i 100 anni di vita

 
 

Fondi 06 gennaio 2012

 

Il sindaco dona le chiavi della città a zio Giovannino Zannella per i suoi 100 anni di vita

E lui, con sorprendente lucidità: “auguro a tutti di superare la mia età, in salute psico-fisica, io mi sento un ventenne”

di Gaetano Orticelli - Foto Marzoli

Il sindaco, ma anche il prete insieme al maresciallo dei carabinieri, così come venivano considerate e rispettate le massime autorità del paese decenni fa, erano presenti l’altra sera a festeggiare i cento anni di età di zio Giovannino Zannella. E lui, da grande combattente (e presidente della sezione di Fondi) così aveva chiesto e ottenuto. Ma a festeggiarlo c’erano anche le due figlie Corinna e Rita, il genero Ettore Fiore, una moltitudine di nipoti, parenti, amici.
La telecamera di Canale7, il fotografo Marzoli hanno immortalato l’evento. La musica di Piero Rosati e un banchetto “Al Boschetto” hanno fatto da cornice ai festeggiamenti del centenario nato anagraficamente il 4 gennaio 1912 (ma in realtà è nato qualche giorno prima, come Gesù la vigilia di Natale). Al taglio della torta, Zannella, ha anche cantato, con voce ben impostata, “o sole mio” mandando in visibilio tutti i presenti.
“Caro zio Giovannino – ha detto il sindaco di Fondi Salvatore De Meo – a nome di tutti i cittadini, ti dono le chiavi della Città di Fondi per i tuoi “primi” 100 anni”.
Il suo amico e medico personale, dott. Carlo Padula, ha attestato che lo stato psico-fisico di zio Giovannino è paragonabile ad una persona molto più giovane. Tanto che anche la figlia Corinna, con una battuta, riferiva che a chi le chiede lo stato di salute del padre, risponde piuttosto di chiedere come sta lei!
“Onore delle armi” anche dal maresciallo luogotenente comandante della stazione carabinieri di Fondi, Emilio Mauriello.
Elogio e panegirico da parte di Padre Luigi Lo Stocco, vice parroco di San Paolo apostolo. E un’ode in rima della sua vita, recitata dalle nipoti prof.ssa Ginetta Nardone e dott.ssa Chiara Panella.
Zio Giovannino, con sorprendente lucidità, ha soggiunto: “auguro a tutti di superare la mia età, in salute psico-fisica, io mi sento un ventenne”.

La vita di Giovanni Zannella è stata sempre contrassegnata dall’impegno lavorativo, dalla passione politica, dal senso civico e dagli affetti familiari. Protagonista della vita politica cittadina sin dal dopoguerra e per i successivi decenni, ricoprendo anche la carica di Consigliere comunale, Zannella ha militato nelle fila della Democrazia Cristiana di cui è stato membro del direttivo della locale sezione, nonché delegato ai congressi provinciali e regionali, e per lungo tempo ha ricoperto il ruolo di componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale San Giovanni di Dio. Da 1940 titolare del negozio di calzature che ancora porta il suo cognome nel centro storico, nel dicembre 2010 gli è stato conferito il “Premio Cultura e Identità”, che il Comune di Fondi e il Centro Commerciale Naturale Corso Appio Claudio hanno attribuito alle attività commerciali ed artigianali cittadine di lunga tradizione.
Il 2 Giugno 1994 con decreto del Presidente della Repubblica è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, un riconoscimento di alto valore morale che premia la dedizione, la coerenza, l’impegno e la moralità nello svolgimento del proprio lavoro. Giovanni Zannella è stato il promotore di diverse cerimonie pubbliche e le celebrazioni della “Festa dell’Unità nazionale” e della “Giornata delle Forze Armate”, compresa quella del 4 novembre scorso.

Questo il discorso tenuto da Padre Luigi Lo Stocco:
Carissimo Giovannino Zannella, eccoti arrivato a un traguardo importante che noi amici e parenti vogliamo festeggiare con te questa sera. Ti ringraziamo per i tuoi cento anni e ringraziamo innanzitutto Dio che ti ha voluto concedere questo traguardo. In fin dei conti tutto dipende da Dio, perché Lui solo è padrone del tempo, della storia e della vita.
Eccoti questa sera a festeggiare i tuoi primi cent’anni di vita su questa terra e in questo territorio del Comune di Fondi. Difficile raccontare tutto quello che hai fatto. Difficile dire che cos’è stato per te questo territorio. Difficile dire del tuo impegno sociale e culturale in questa città. Non me ne si dica il contrario se affermo: che Giovannino Zannella è un pezzo della storia di Fondi.
Una cosa sola voglio ricordare, che per me è un po’ la sintesi della tua vita: ogni volta che scendevo da Lenola a Fondi, avevo l’abitudine di fermarmi per qualche attimo nel tuo negozio sul Corso, e lì ti trovavo, a volte da solo e a volte con la tua famiglia, a volte con degli amici che facevano del tuo negozio il seguito delle ore passate con loro al bar. E tu, sempre accogliente, sorridente e sempre disposto ad ascoltare e a proporre la tua merce. Mia nonna, parente della tua cara compianta moglie Carmina, mi diceva sempre: “le migliore scarpe le trovi solo da Giovannino”. Hai calzato una parte di Fondi, e questo è storia!
I tuoi cent’anni sono per noi un vanto, una gioia, e nel farti l’augurio “ad multos annos” (come dicevano i latini) il nostro pensiero va agli anni avvenire ma va anche al nostro rinnovato impegno a beneficio delle persone anziane. La tua festa diventa così l’occasione per rivedere le nostre posizioni, la nostra mentalità, il nostro impegno per le persone anziane.
Permettimi allora di ricordarci questa sera e in questo messaggio a te indirizzato, qualche cosa, che come prete non può che fare riferimento al Libro della Bibbia. Infatti la Bibbia riconosce tutto il dovuto onore e apprezzamento agli anziani, dovuto alla loro esperienza, alla loro età, alla loro saggezza. E’scritto nel Levitico 19:32: “Àlzati davanti al capo canuto, onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio. Io sono il Signore.”; e nella prima lettera a Timoteo 5:1,2 p.p.: “Non riprendere con asprezza l’uomo anziano, ma esortalo come si esorta un padre…… le donne anziane, come madri.” e infine nel libro dei Proverbi 20: 29: “La bellezza dei giovani sta nella loro forza, e l’onore dei vecchi, nella loro canizie.”
La storia di Dio con il suo popolo è inaugurata proprio da una coppia di persone anziane: Sara la sterile e Abramo carico di anni che non si aspettano nulla dall'avvenire (Gn. 11,29 s.). Nel libro del profeta Daniele, Dio stesso è chiamato il "Vegliardo" (Dn. 7,9-22). La vecchiaia è dono di Dio, che né gli acciacchi e gli affanni scalfiscono. La vecchiaia è corona del giusto (Pr. 10, 27). "I giusti nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno vegeti e rigogliosi" (Sal. 92,15). La vecchiaia è anche un ritrovarsi solo dinnanzi ai profondi interrogativi della vita, ma che fragilmente spaesato e pieno di paure si sente incapace di dare una risposta al suo disfacimento totale "Ripenso ai giorni passati, ricordo gli anni lontani... E' forse cessato per sempre il suo amore, è finita la sua promessa per sempre ? Può Dio aver dimenticato la misericordia, aver chiuso nell'ira il suo cuore ?" dice il Salmo 77).
La vecchiaia può essere anche l'età delle sorprese: Dio ama rivelarsi in modo sempre nuovo e imprevedibile; talvolta sceglie proprio persone anziane, per farci capire che dinanzi a Lui tutte le stagioni della vita umana sono significative e preziose. Il servizio alla vita è possibile a ogni stagione dell'esistenza.
Agli occhi di Dio, le stagioni della vita umana, pur distinguendosi, non si contrappongono, né si annullano. In un passo della Sapienza (4,7-16) il saggio identifica la longevità con la maturità spirituale: "il giusto, anche se muore prematuramente, troverà riposo. Vecchiaia veneranda non è la longevità, ma sta nella sapienza".
C’è nella cultura africana un proverbio che recita “ogni vecchio che muore è una biblioteca che brucia e scompare”, ovvero con la morte si perde irrimediabilmente il patrimonio di conoscenza che ogni uomo ha accumulato durante la vita. Gli anziani possono e devono continuare a dare alla comunità sia civile che religiosa il loro apporto e contributo:
"Rileggendo" la propria vita con quel supplemento di saggezza che essi hanno acquisito col volgere degli anni e trasmettendo questa loro lettura alle giovani generazioni;
Divenendo "consigliere". Si legge in Siracide 25: "Come si addice la sapienza dei vecchi, il discernimento e il consiglio alle persone eminenti". E L'anziano ha anche l'importante ruolo di fare da ponte alle giovani generazioni: egli è la tradizione vivente della storia sacra, egli è il modello che assicura la continuità dell'identità più profonda di una famiglia, di un popolo, quella culturale, religiosa e morale.
Pregando, trasformando il tempo e l’età in un cantico di lode e di ringraziamento a Dio, datore di ogni bene e sorgente di ogni dono. Quante persone anziane, trovano nella preghiera il sostegno e la forza per la loro solitudine.
Carissimo Giovannino. Ci siamo ricordati di tutto questo, perché la fiaccola da te accesa non si spenga, e perché la tua esperienza non sia dimenticata. Dimenticare il passato è dimenticare le nostre radici. Tu intanto continua a spronarci, a consigliarci, e anche a redarguirci. Perché ne abbiamo bisogno per vedere come costruire bene il futuro.
Tanti auguri per questi tuoi primi cent’anni e che Dio ti benedica.

P. Luigi Lo Stocco


Ode
“Cent’anni“

Tutti noi siam qui riuniti,
a dir poco sbalorditi,
a cantare pian pianino
le tue vicende, caro Giovannino.
Hai vissuto sempre con Carmina,
per i nipoti un’adorata nonnina,
condividendo gioie, dolori, affanni,
scelte importanti, emozioni e malanni.
Il tuo motto?
“ Non mi date preoccupazioni,
cercate di trovar le soluzioni!”

Il tuo sostegno sei sempre pronto a dare
basta che gli euro fuori non devi tirare:
ma, ai tuoi cari, nelle occasioni importanti,
doni con slancio un po’ di contanti.
Con la tua bicicletta, in giacca e cravatta,
non hai vissuto una vita piatta,
mentre hai segnato i nostri cammini
con i tuoi comodi mocassini,
“suolati con schiuma di mare”
come tua moglie soleva affermare.
Se il tuo negozio potesse parlare
quante cose potrebbe raccontare:
vicende di Fondi e di tanti tuoi amici,
amori, litigi e storie felici.
Angustie, problemi e difficoltà
hai sempre affrontato con dignità.

Per i tuoi nipoti un gran borbottone
ma pur sempre un caro nonnone.
Per tutti gli altri un simpatico signore
per le tue doti di uomo d’onore:
la nostra presenza è la vera certezza
che i tuoi cento anni son trascorsi in pienezza.
Insieme a te vogliamo festeggiare
e tanta serenità ti vogliamo augurare:
che tu sia sempre entusiasta e contento,
allegro e gioioso come in questo momento.
“Se un segreto tu hai
perché non ce lo dai?
Tesoro ne faremo
e meglio noi vivremo!”

Siam lieti ora di alzare i calici e insieme brindare
all’esempio di vita e per ciò che continuerai a dare.