“Intensità”
– Mostra di pittura di Alfano e D’Agostino fino a domenica
23 ottobre
Fondi
17 ottobre 2011
“Intensità” –
Mostra di pittura di Nunzio Alfano e Luigi D’Agostino - Palazzo
Caetani
Aperta al pubblico fino a domenica 23 ottobre
L'Associazione Pro Loco Fondi ha promosso una mostra di
pittura con gli artisti Nunzio Alfano e Luigi
D’Agostino, la visita è aperta a tutti fino a domenica
23 ottobre
All’inaugurazione, tenuta sabato 8 ottobre
alle ore 18,00 alla presenza del sindaco di Fondi Salvatore
De Meo, è intervenutala dottoressa Paola
Coccia del Ministero Beni Culturali. Coordinatore il giornalista
e presidente della Pro Loco Fondi Gaetano Orticelli.
Durante la serata saranno stati eseguiti interventi musicali
coordinati dall'associazione "Ferruccio Busoni",
promotrice dei corsi di alto perfezionamento musicale di "InFondi
Musica". Orari mostra: lunedì/venerdì 10.00-13.00; 17.00-20.00;
sabato/domenica: 17.00-21.00
Hanno scritto di Nunzio Alfano:
Ogni artista trasmette, attraverso le sue opere, i suoi
sentimenti offrendo il proprio animo. Ci troviamo ad inaugurare una rinnovata
personale di Alfano: un pittore dai tratti e dai colori decisi, generoso
nel trasferire sulla tela quello che avverte dal mondo che lo circonda.
Mi sono soffermato a scrutare il messaggio che Alfano intende trasmettere
attraverso la sua arte, egli offre gli elementi quotidiani che ci sono
attorno, selezionandoli e ponendoli in evidenza su un gioco di linee e
colori.
Claudio Fazzone
Senatore
Ho seguito Alfano in tutte le evoluzioni artistiche della
sua vita. Posso affermare che in uno stile ormai consolidato, singolare,
pieno di matericità sapientemente dosata sulla tela, egli affronta
la sua ricerca di vita raccontandocela, complice l’accorta e accattivante
mescolanza di colori, apparentemente in modo semplice. Dico solo apparentemente
in modo semplice perché ad una poco attenta osservazione parrebbe
tutto scontato, facilmente leggibile.
E invece, nel suo porgerci di affetti familiari e non, di momenti magici
in cui la femminilità si offre nuda con innocenza e delicatezza;
in cui il sacro sposa, nelle tessere colorate, un volto di donna o le
piume di un uccello o la dolcezza di una madre che inonda di amore infinito
il proprio bambino, egli ci dice chi siamo. Sempre e comunque legati a
una vita fragile. Osservati continuamente dall’occhio della nostra
memoria ancestrale a ricordarci che pur sfidando i secoli, i nostri colori
forti sopravviveranno solo se di quella memoria terremo debitamente conto.
Così la pittura si fa poesia, inno alla vita, canto di lode e di
ringraziamento per i colori forti del nostro essere uomini.
Gino Fiore
La Memoria e l’ironia
NunzioAlfano nella sua accurata ricerca pittorica dichiara tutte le sue
intenzioni. Ha la virtù della “radiosità” intesa
come manifestazione concreta del reale. Colloca ogni cosa nel suo scaffale
con l’orgogliosa fierezza del ricercatore...
Racconta tutto il suo mondo vissuto, passato e presente, in altri termini
è come se la memoria (o la fantasia che poi presso Alfano è
la stessa cosa), dovesse ogni volta guadagnarsi il suo spazio, realizzare
la sua rimonta, affacciarsi al di là del limite stabilito dalla
realtà e ciò comportasse una fuga, una ripresa o, inversamente
esigesse dal pittore, una pausa di riflessione, un inventario mentale,
una organizzazione razionale delle cose e dispiegarvi la verità
delle sue gamme cromatiche e l’agevolezza delle sue invenzioni.
Franco Bellini
Critico d’arte
La “forza” di Nunzio Alfano si nota dai colori
vivi che imprime nelle sue opere.
Non lascia indifferenti, anzi, ti attira ad entrare nelle linee, nelle
curve e nei suoi tratti caratteristici.
Alfano non si improvvisa: quando dipinge trasferisce sulla tela tutte
le sue passioni e l’esperienza di vita.
Nei quadri di Nunzio Alfano non mancano mai gli occhi che lui dipinge
in varie parti delle opere. Sono gli occhi che guardano dal didentro il
quadro stesso? Oppure, quegli occhi “osservano” il visitatore
che attiva la sua attenzione sull’opera?
Certo è un particolare che caratterizza l’artista e lo rende
riconoscibile tra mille e mille: un’opera di Alfano non si “mischia”,
è unica.