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Stasera il musical composto dal fondano Raffaele Avallone: “Wojtyla Generation love-rock musical” omaggio a Benedetto XVI a Madrid

 
 

Fondi 18 agosto 2011

 

Stasera il musical composto dal fondano Raffaele Avallone
“Wojtyla Generation love-rock musical” omaggio a Benedetto XVI a Madrid
La Parola si fa musica, la musica si fa spettacolo alle ore 22,30 a Plaza de Chamberì a Madrid in concomitanza della JMJ con il Papa Benedetto XVI



Alle ore 22,30 di stasera, al termine della festa di accoglienza dei giovani e del discorso del Santo Padre Benedetto XVI, in Plaza de Chaberì a Madrid, inizierà il musical che narra la storia di 12 ragazzi provenienti da ogni parte del mondo che si incontrano durante le GMG e che portano gli stessi nomi degli apostoli. Questi ragazzi dovranno confrontarsi con la realtà di altri coetanei che hanno fatto del bullismo, dell’egoismo, della violenza e dell’apparire sull’essere, la loro ragione di vita. Ma dal dramma che scaturirà dallo scontro di quelle che sono le due facce della nostra società, emergeranno la vittoria del bene sul male, il trionfo dell’amore sull’odio e il miracolo della conversione.

Promosso e sostenuto da: Pontificio Consiglio per i Laici; CEI – Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile; Comunità di S. Egidio; Azione Cattolica Italiana – Presidenza nazionale; ACLI – Presidenza Nazionale, l’opera “Wojtyla Generation love-rock musical” composta da Raffaele Avallone andrà in scena, in anteprima mondiale in concomitanza della Giornata Mondiale della Gioventù 2011 di Madrid quale omaggio al papa Benedetto XVI.

Wojtyla Generation Love-Rock Musical è un’opera sui ragazzi che si sono formati sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, che la stampa ha chiamato “Papaboys” e che l’autore ha definito “Generazione Wojtyla”. Le musiche non sono liturgiche. La drammaturgia non concede sconti alla cruda e violenta realtà in cui i ragazzi oggi vivono e che invece vuole rappresentare. L’opera è quindi rivolta a tutti.
I ragazzi del Papa sono giovani che, come tutti i loro coetanei, amano cantare, ballare e divertirsi, senza però farsi inghiottire dal mondo dell’effimero, dell’apparire, del cinismo e dell’arrivare a tutti i costi. Se pregano è perché la preghiera li fa sentire meglio. Se aiutano il prossimo è perché in questo modo aiutano anche se stessi.
Giovanni Paolo II li ha chiamati a sé definendoli “sentinelle del mattino”, perché da ogni parte del mondo il sole della speranza, della fratellanza e dell’amore possa sorgere ogni giorno ad illuminare il cammino degli uomini verso Dio.
I ragazzi del papa sono dodici come gli apostoli e provengono da nazioni e continenti diversi. Uomini e donne in eguale numero, però, come è giusto che sia duemila anni dopo. Degli apostoli portano anche i nomi. Diverso è il messaggio, diversa è la natura. Apostoli del Papa anzichè di Gesù.
Dall’altra parte ci sono i Farisei, un altro gruppo di dodici ragazzi che hanno invece fatto dell’apparire, del primato della forma sulla sostanza, e poi della violenza, della droga, dell’alcool e del potere, i loro valori, i loro idoli. Il loro capo è Paolo, detto il Fariseo.
I due gruppi rappresentano le due facce della stessa realtà e sono portatori di valori contrapposti e proprio per questo destinati ad incontrarsi e scontrarsi.
Ma i farisei non sono demoni e non vanno quindi esorcizzati, ma piuttosto aiutati e di ciò i ragazzi del Papa sono ben consapevoli. Tra loro c’è chi si è perso e cerca la luce, come Tattoo, che per amore della perfida Malfiore si è tatuato in ogni parte del corpo e si è lasciato andare nella droga. C’è Vanity, che ha fatto dell’apparire e dell’effimero i suoi idoli. E poi c’è Medusa, per la quale esiste solo il cubo della discoteca sul quale ama esibirsi ogni sera. Così come i farisei non sono demoni, i ragazzi del Papa non sono santi.
Come Giuda Iscariota tradì Gesù, anche Giuditta, personaggio cardine della storia, tradirà il suo buon Pietro. A differenza di Giuda ella, però, si pentirà prima di dare alla luce il bambino, frutto del suo tradimento con Fariseo, verso cui è rimasta attratta, travolta dal suo inconsapevole desiderio di trasgressione. Come Giuda alla fine morirà, ma non sarà invano. Il suo sacrificio sarà offerto sull’altare della redenzione di Fariseo, che come Saulo, si convertirà e tornerà ad essere Paolo. E lo farà proprio il giorno in cui ritroverà suo figlio ed il Santo Padre morirà. Ed allora, in una grande piazza colma di commozione e dolore, i nostri dodici ragazzi ed i farisei si ritroveranno finalmente uniti, tutti insieme, mano nella mano, in un grande abbraccio.
Tre momenti da sottolineare.
1- Giuditta che, attratta dal Paolo il Fariseo, tradirà i suoi amici ed il suo Pietro.
2- Giuditta che, pentita, tornerà dai suoi ma morirà più tardi tra le braccia di Pietro, tenendo in braccio il figlio nato dal suo rapporto con il fariseo.
3- Il fariseo, folgorato come San Paolo, si convertirà la notte in cui il Papa morirà e tornerà ad essere Paolo tenendo a sua volta in braccio il figlio suo e di Giuditta.
La figura di Papa Giovanni Paolo II viene mostrata solo attraverso immagini vere e se ne ascolta la voce, ma non è “in scena”.
L’opera è interamente cantata. Due le partiture musicali: una lirica, l’altra leggera (tra rock e pop). Ma vi saranno anche alcuni brani che avranno partiture sia liriche che leggere, in quanto cantate a più voci.
Altra peculiarità è che ognuno canterà nella propria lingua (italiano, inglese, francese, spagnolo, con piccoli interventi anche in portoghese, polacco, tedesco ed africano).

IL MESSAGGIO “Con quest’opera musicale – spiega l’autore Raffaele Avallone - intendiamo portare all’attenzione del grande pubblico quell’universo fatto di giovani cattolici, provenienti da ogni parte del mondo, che si sono stretti intorno a Papa Giovanni Paolo II, che li ha chiamati a sé definendoli “Sentinelle del mattino”. Vogliamo mostrare le facce pulite, i buoni sentimenti ed i valori cristiani di quelle giovani speranze che potremmo definire “Generazione Wojtyla”.”
“Intendiamo rappresentare – spiega Avallone - un’opera multietnica, e quindi multilingue che vede protagonisti sei ragazzi e sei ragazze, 12 come gli apostoli, ma del Papa anziché di Gesù, provenienti da ogni continente, che sul cammino di Papa Wojtyla si incontrano e si scontrano con un gruppo di loro coetanei, che hanno invece fatto del bullismo, del sesso, dell’alcol, della droga e della violenza i loro idoli, i loro valori.”
“Un’opera non liturgica, però, - precisa l’autore - con musiche in parte liriche ed in parte rock, che vuole parlare ai giovani, mettendone in mostra i sentimenti, le ansie, le paure, le insicurezze e…le tentazioni. Un’opera che vuole avere soprattutto il coraggio di scendere in campo per contrastare finalmente, e proprio sullo stesso terreno mediatico, la predominante e devastante affermazione di quei valori antisociali (per non dire anche anticristiani) e di quei nuovi falsi idoli, mostrando al mondo che esiste un’altra realtà, viva e pulsante, che predilige l’essere sull’apparire, in un mondo in cui, purtroppo, l’importante sembra invece solo apparire.

L’OPERA E’ MULTILINGUE E SI AVVALE DEI PIU’ GRANDI ARTISTI DEL PANORAMA TEATRALE MUSICALE ITALIANO E VEDRA’ IL SUO DEBUTTO NAZIONALE A ROMA IN AUTUNNO

Per informazioni: e-mail wojtylageneration@libero.it - Tel. 348.8439147
Per seguire in diretta WebTv: http://www.madrid11.com/it/component/content/article/842

Gaetano Orticelli