La
fondanità raccontata da Fabio Liguori, ovvero come essere “funnano”
senza essere nato a Fondi
Fondi 16
maggio 2011
La fondanità raccontata da Fabio Liguori, ovvero come essere
“funnano” senza essere nato a Fondi
Grande partecipazione di pubblico
sabato sera all'iniziativa
promossa dalla Pro Loco Fondi al Palazzo Caetani
Solo la cultura potrà riscattare Fondi e i fondani.
Così è avvenuto per il passato, quando la città,
a seguito di tragedie, pestilenze, guerre e altro è riuscita a
rialzarsi trovando forza nella sua ultramillenaria storia e nello spirito
di appartenenza di un popolo che lo rende singolare. Un
racconto della fondanità da consegnare alle nuove generazioni quella
illustrata da Fabio Liguori, figlio dell'unico medico condotto di Fondi
e della zona, Silvio Liguori, al quale, tra l'altro, l'Amministrazione
comunale, ha voluto intitolare una strada della città. Nel suo
racconto Fabio ripercorre la sua storia che s'innesta in quella della
città. Fornendo ai coetanei e alle generazioni del dopoguerra,
uno strumento di catalogazione della memoria.Nel libretto consegnato ai
presenti, ci sono tutti gli aspetti della storia fondana del '900 (con
riferimenti antichi): ricordi, persone, luoghi, usanze e foto che consacrano
la “fondanità”.
Organizzata dall'Associazione Pro Loco Fondi, la conversazione tra Fabio
Liguori (medico) e Virginio Palazzo (avvocato e promotore culturale),
con il patrocinio del Comune di Fondi, del Creia e della Banca Popolare
di Fondi, ha registrato l'intervento del senatore Claudio Fazzone e del
sindaco di Fondi Salvatore De Meo. “Questo è il primo degli
incontri promossi sulla fondanità – ha detto Fazzone –
ne seguiranno altri, dello stesso genere per sempre più avere un
quadro completo sul significato del termine”. Il sindaco De Meo
ha sottolineato il carattere particolare di Fondi che è quello
dell'ospitalità e dell'accoglienza, ringraziando la Pro Loco, Virginio
Palazzo e la famiglia Liguori dell'evento proposto. “Siamo grati
dell'opera svolta dal medico Silvio Liguori a favore della città
di Fondi – ha detto De Meo – e a lui abbiamo intitolato una
strada della città che lui tanto amava”.
“L'intelligenza di un popolo sta nel non disperdere la memoria storica,
perché chi non conosce il suo passato è destinato ad essere
straniero nella sua terra” ha esordito Fabio Liguori. In tal senso
gli antenati fondani, erano lungimiranti quando non intendevano tramandare
solo costumi o consuetudini di secoli, ma trasmettere ciò che di
buono e duraturo si era costruito nel passato perché fosse di esempio
e ammonimento al presente. Nella formazione dell’individuo gli aspetti
paesistici e ambientali (il tipo di campagna, di mare, il perenne sole)
non hanno minor peso di quelli sociali.
A plasmare la Fondanità avrà così contribuito il
clima dovuto alla corona di monti dal dolce profilo che imprigiona in
un abbraccio solare la fertile piana e il placido lago di Fondi, confinando
la città in una posizione di quasi frontiera a difesa di sé.
O la pianta quadrata del castrum romanum con le strette vie tutte convergenti
verso il decumano (il salotto di Corso Appio Claudio), che assicura l’incontro
di qualunque fondano in qualunque ora del giorno o della notte.
O infine l’inebriante profumo dei fiori di arancio (non a caso simbolo
del matrimonio) che apre gli animi a beneauguranti, festose compagnie
(è tuttora proverbiale un invito a nozze!). Alcune usanze hanno
resistito al boom economico, ai mitici Anni ’60 e ai plumbei Anni
’70, ed all’imposizione dei mass-media, mentre la scuola di
massa, il benessere diffuso e il modernismo sovvertivano le tradizioni
popolari (effetto dell’evoluzione sociale e culturale, oggi ci si
sposa anche in jeans!).
Attraverso il racconto di Fabio Liguori, si è scoperto che Sp’lònch’
(Sperlonga) era la spiaggia funnana (fondana) e analizzando i
due portali della chiesa della Madonna del Soccorso, posta all'ingresso
della città sua via Appia che viene da Monte San Biagio, c'era
scritto: succurre miseris in quello rivolto verso i “poveri”
monticellani che si portavano “alla città”; succurre
cadentibus nel portale che accoglieva gli stessi al ritorno, finalmente
sazi e ubriachi, verso Munticieji’).
Fabio Liguori non ha avuto i natali nella storica città ausonia
che, di là da leggende, capitanata da Vitruvio Vacco nel 329 a.
C. osò sfidare la potenza di Roma assieme ai pipernesi (Tito Livio,
Ab Urbe Condita, Liber VIII, 11-20), questo dimostra come Fondi sa stregare
e farsi amare da chi viene in contatto con essa: tantissimi i “figli”
di Fondi che hanno dato lustro alla città, pur non nati in essa.