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Fondi 29
marzo 2011
Fondi ricorda il
maestro della fotografia Benedetto Trani
Nato a Fondi nel 1919 e morto ad Ancona lo scorso 10 gennaio, ha dedicato
tutta la sua vita alla fotografia. Una messa, testimonianze, proiezioni
di filmati e una mostra per ricordalo e commemorarlo.
1919 – 2011: Una vita per la fotografia. Sabato 9 aprile 2011 -
Ricordo di Benedetto Trani, organizzato dall'Associazione Pro Loco Fondi,
in collaborazione con il Comune di Fondi, il Creia e la Banca Popolare
di Fondi.
Già all'età di 10 anni, Benedetto Trani, mostra interesse
verso il lavoro del genitore Nicola (1885-1952), e questi l’anno
seguente gli affida per la prima volta la macchina da presa, incitandolo
a realizzare la sua prima fotografia: quella del castello di Fondi, simbolo
perenne della città, baluardo e sentinella, osservatore delle vicende
che hanno attraversato più di otto secoli di storia.
L'evento a lui dedicato, inizierà alle ore 18,30 nella chiesa di
San Pietro, dove sarà celebrata una Messa in suffragio. Alle ore
19,00, nel Palazzo Caetani, dopo i saluti del Sindaco di Fondi Salvatore
De Meo, verranno rese le testimonianze, intervallate da proiezioni di
filmati, di: Don Luigi Mancini, Luigi Parisella, Raniero De Filippis,
Giovanni Pesiri, Marco Grossi, Fulvia di Sarra, Gaetano Carnevale, Virginio
Palazzo. La serata sarà condotta dal giornalista e presidente della
Pro Loco Fondi, Gaetano Orticelli.
La mostra fotografica sarà aperta al pubblico fino al 30 aprile
2011. Orari: mattina tutti i giorni 10:00/13:00; pomeriggio lun/ven 16:30/19:30
- sab/dom 16:30/20:30.
Una vita vissuta fino alla fine quella di Benedetto Trani, tanto che i
suoi ultimi scatti fotografici risalgono al mese di settembre 2010, quando,
poco meno di quattro mesi prima della sua morte, ha eseguito il servizio
fotografico di Fondi ripresa dall'alto, salendo a bordo di un aeromobile
leggero. Un grande maestro della fotografia italiana e un fondano illustre,
cui Fondi rende omaggio e ringrazia.
BIOGRAFIA DI BENEDETTO TRANI.
E’ del 1905 la prima foto scattata da Nicola Trani (1885-1952),
pioniere della fotografia a Fondi, Cavaliere del Regno per meriti artistici
e professionali. La sua attività ha prodotto migliaia di immagini,
purtroppo quasi tutte andate perse durante la guerra, di luoghi e volti:
la storia di una terra antichissima, bella e ricca.
Il secondo dei figli Benedetto, nato a Fondi il 27 febbraio 1919 al 40
di Via Giambattista Vico, già a 10 anni mostra interesse verso
il lavoro del genitore, e questi l’anno seguente gli affida per
la prima volta la macchina da presa, incitandolo a realizzare la sua prima
fotografia: quella del castello di Fondi, simbolo perenne della città,
baluardo e sentinella, osservatore delle vicende che hanno attraversato
più di otto secoli di storia.
Fino al 1939 Benedetto Trani è costantemente a fianco del padre
nel lavoro quotidiano di ripresa, sviluppo e stampa, con mezzi ancora
rudimentali, l’acqua per il lavaggio da attingere in un andirivieni
al fontanino della Piazza del Pesce, camere oscure attrezzate in locali
poveri e scomodi ma avvolti dal fascino della continua scoperta di questa
nuova arte. E’ il periodo dell’apprendimento, della formazione,
della curiosità verso il lavoro dei fotografi degli importanti
studi romani come Petri e Luxardo.
Trani è infaticabile nel lavoro, continuamente attento ai progressi
della fotografia, curioso di conoscere il mondo, tanto che diventa corrispondente
del “Messaggero” per la provincia di Latina ed allo scoppio
della guerra è inviato a Tripoli, poi oltre il confine egiziano,
come corrispondente della specifica Sezione Fotografica del Comando Africa
Settentrionale.
Quelli che Benedetto Trani realizza durante le fasi del ripiegamento delle
nostre truppe a Bengasi sono documenti di così grande efficacia
che il regista Augusto Genina ne trarrà spunto per il film “Bengasi”
vincitore a Venezia della Coppa Mussolini come miglior film italiano.
Arriva a Castelvetrano alla fine della guerra, dopo un avventuroso viaggio
a bordo di un aereo in partenza da Tripoli, grazie al fondano Del Trono,
ufficiale dell’aeronautica italiana.
Non ha un progetto preciso per il futuro, ma ha ancora con sé la
sua macchina fotografica e nel suo destino c’è Ancona che
raggiunge dopo un tortuoso viaggio di tre giorni su un camion.
Lo aspetta Ivo Mendolesi, giornalista e fotoreporter romano, con lui nella
campagna di Africa, con il quali apre il primo laboratorio fotografico
dove un giorno arriva timida una ragazza a farsi ritrarre: è il
colpo di fulmine, Anna Maria Perfetti diventa in breve sua moglie dalla
quale avrà gli adorati figli Massimo e Tiziana.
Da quel 1946 ad Ancona Trani ha fotografato tutto e tutti, ma non si ferma,
per sé sceglie l’epopea pionieristica cercando nuove frontiere
e perlustrando tra i primi in Italia la possibilità della fotografia
e colori. Risale al 1956 la sua prima immagine a colori che riproduce
su pellicola Ferrania una ballerina del varietà ripresa dietro
le quinte del Teatro Goldoni di Ancona.
Nel 1960 apre il primo laboratorio d’Italia per la stampa delle
foto a colori dove lavora fino al 1972, anno in cui si dedicherà
prevalentemente alla fotografia industriale, venendo insignito del titolo
di cavaliere ufficiale della Repubblica per meriti di lavoro. Poi, all’apice
della carriera, l’ombra della lunga malattia e la conseguente scomparsa
di Anna fanno riaffiorare le tracce indelebili lasciate nel suo animo
dalla malinconia che lo accompagna fin dalla prematura mancanza di sua
madre.
Da allora Trani avvolge le sue donne di cromie forti tra le quali predomina
il rosso, colore dell’Amore e della Morte. Rosso come il sangue,
come la vita che scorre via veloce, come il sentimento sfrenato ed inarrestabile,
come Eros e Thanatos.
Trani ha avuto tutto da Ancona: l’accoglienza, gli affetti, il rispetto,
la fortuna, la gloria. Anche lui ha dato tutto alla città: la passione
nell’arte e nel lavoro, l’insegnamento agli appassionati di
fotografia, la disponibilità continua verso nuove produzioni. Ma
Fondi è rimasta sempre un punto di riferimento, che dapprima occasionalmente,
quindi con più intensa frequenza, è tornata ad apparire
in tutta la sua straordinaria forza evocativa e sentimentale, tant’è
che dal 2000 e fino alla sua morte vi ha realizzato mostre, dedicato pubblicazioni
- memorabile e di grande successo La mia Fondi - e trascorso periodi sempre
più lunghi in cui la sua vulcanica mente ha partorito progetti
per altre opere.
Nell’agosto 2010, durante l’ultima mostra “Sperlonga
nel cuore” sale a bordo di un piccolo aereo per effettuare scatti
destinati ad un volume sulla campagna di Fondi, che riteneva simile alla
tavolozza di un impressionista: l’ultimo dei suoi progetti che resta
in attesa di essere realizzato.
Muore ad Ancona, tra le braccia dei figli, il 10 gennaio 2011. |
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