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Autisti CRI licenziati, "Urgente cercare ogni soluzione"

 
 

Fondi 23 marzo 2011

Ex autisti della Croce Rossa Italiana: “Noi volontari licenziati e abbandonati anche dal Nidil-Cgil”

La Mandarelli invia la relazione al Commissario Straordinario CRI Rocca

I 17 autisti soccorritori volontari dei comitati locali e delegazioni della C.R.I. della provincia di Latina, licenziati lo scorso febbraio, sono stati auditi ieri mattina dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Alessandra Mandarelli. Presente anche il direttore dell’Ares, Antonio De Santis.

“Chiediamo il reintegro dopo anni di lavoro e sfruttamento. La nostra odissea inizia nel 2006 quando alla C.R.I. di Latina viene affidata dall’Ares il servizio 118 sul territorio di tutta la provincia di Latina - ha spiegato in commissione Gianluca Pietrosanto, portavoce degli autisti licenziati - siamo stati assunti tramite una Onlus in diverse sezioni comunali della Croce Rossa, abbiamo prestato servizio sulle ambulanze in tutta la provincia, da Aprilia a Minturno. Nell’agosto del 2009 arriva il primo contratto full time, trasformato in part time con il rinnovo che doveva avvenire prima per quattro mesi, poi, mese per mese fino al definitivo licenziamento avvenuto il 28 febbraio 2011”. “Da questa data - ha proseguito Pietrosanto – siamo stati sostituiti da personale della C.R.I. che non ha competenze specifiche in materia, si tratta di personale che non conosce il territorio e che spesso interviene in tempi meno rapidi. Tutto questo avveniva con il totale disinteressamento del nostro sindacato di riferimento Nidil-Cgil, che non ha ritenuto di doverci rappresentare neanche in questa sede istituzionale”.

La consigliera regionale Giulia Rodano ha proposto di rivedere i termini della convenzione tra Ares e C.R.I., considerato che proprio in questi giorni è aperto il tavolo tecnico per il rinnovo dei contratti di servizio, occasione per chiedere anche la verifica degli standard delle prestazioni per il territorio della provincia di Latina.

“Questa situazione ci mette in allarme come utenti e come Regione che affida il servizio alla C.R.I. – ha dichiarato in conclusione la presidente, Alessandra Mandarelli – ora dobbiamo passare alla valutazione della questione e ritengo necessario di dover sottoporre la vostra relazione al commissario straordinario della Croce Rossa, Francesco Rocca. Ogni soluzione va cercata tra le parti e non possiamo prescindere dalle valutazioni che ci vorrà fornire il commissario Rocca”.

DESCRIZIONE DELLA SITUAZIONE AUTISTI-SOCCORRITORI DELLA C.R.I.

EVOLUZIONE DEGLI ULTIMI 5 ANNI

• 17 autisti soccorritori volontari nati e formati nei vari comitati locali e delegazioni della C.R.I. provinciale di latina, attualmente ancora iscritti come soci attivi;

• 2006 alla C.R.I. di Latina (Com Prov) viene affidato dall’ ARES il servizio 118 sulla provincia di Latina;

• con la gestione C.R.I. del 118 aumentano le postazioni e quindi si necessita di altro personale ad integrazione degli operatori ex dipendenti del precedente appalto 118 assorbiti dalla C.R.I. (non appartenenti e formati C.R.I.), con contratto A.I.O.P. Case di Cura Private;

• per colmare la carenza di personale il primo mese viene chiesto ai volontari (abilitati a tale servizio) di prestare a titolo volontario il proprio operato nelle varie postazioni del 118 con turnazioni scoperte;

• inizialmente per il primo mese i turni sono di volontariato puro (ma con prospettive allettanti). Successivamente, la C.R.I. di Latina fa iscrivere i volontari ad una associazione di volontariato di Latina appositamente costituita (la P.A.S.S.), in modo da poter ricevere un rimborso spese pari a 5€ l’ora arrivando a coprire a testa anche 20 turni da 12 ore inquadrati in una griglia mensile con i dipendenti. Questi rimborsi però subivano una non chiara detrazione del 20% ed inoltre non si rimborsavano turni successivi al dodicesimo;

• visto che questa associazione non pagava regolarmente i rimborsi (tutt’ora molte persone devono ancora ricevere i rimborsi, e l’associazione è sparita), dall’ottobre del 2008 la C.R.I. fa iscrivere i volontari ad un'altra associazione (PACS della provincia di Napoli) che già forniva personale Medico ed Infermieristico remunerato con la forma del rimborso spese. L’entità del rimborso per noi era identica alla precedente, senza le detrazioni del 20% e senza la limitazione al dodicesimo turno;

• finalmente dopo tanti sacrifici e promesse fatte, il primo agosto del 2009 la C.R.I. assume i 17 volontari attraverso una agenzia di somministrazione (MANPOWER Agenzia di Latina) inizialmente con un contratto di 156 ore Full Time per la durata di un mese con successiva proroga di 3 mesi;

• per il malcontento dei dipendenti assorbiti nel 2006 che vedevano ridursi i loro straordinari, retribuiti come Trasferta Italia (superando di gran lunga il monte ore previsto per legge), la C.R.I. d’accordo con il sindacato FP CGIL dopo il terzo mese di proroga inspiegabilmente e senza interpellare i somministrati converte il contratto in Part Time a 96 ore (circa 900 Euro) con rinnovi plurimensili. La C.R.I. cerca di giustificare questa decisione basandosi sul costo dell’agenzia interinale;

• per poter ottenere uno stipendio sufficientemente dignitoso (1100 Euro), i somministrati proposero verbalmente alla C.R.I., in presenza del sindacato, di coprire alcuni turni come volontariato puro in modo da abbattere i costi degli straordinari degli autisti dipendenti assorbiti, ma la C.R.I. solo per un mese attua la proposta e successivamente continua, come in precedenza, ad utilizzare i somministrati prevalentemente come Soccorritori sull’ambulanza infermieristica di Latina (LT11) e non come Autisti su altre del territorio provinciale come proposto ed accettato. Questo perche i dipendenti assorbiti si rifiutavano di rinunciare ai numerosi straordinari (buste paga a partire da 2500 a 5000 Euro);

• i 17 autisti erano a disposizione del coordinamento C.R.I. 24 ore su 24, sacrificando le numerose festività, e si trovavano spesso a coprire turni dei dipendenti che prendevano ferie e malattie su turni di straordinario anticipatamente già assegnati in griglia mensile. Ciò comportava che agli interinali venisse richiesto dal coordinamento C.R.I. di spostarsi improvvisamente su tutto il territorio della provincia, da Aprilia a Castelforte, nel giro di circa un’ora.

• i somministrati non si sentivano di rifiutare questi improvvisi spostamenti a causa della loro precarietà e delle molteplici promesse di inquadramento definitivo nella pianta organica del personale C.R.I. 118: ”Il regime di somministrazione doveva essere solo un passaggio verso l’assunzione diretta da parte della C.R.I. di Latina”;

• Ma il 30 dicembre 2010 alle ore 15:00 i somministrati venivano avvisati, dal proprio sindacato, che a Gennaio 2011 non sarebbe stato prorogato il contratto, a causa di direttive in merito da parte del Comitato Nazionale.
Si può immaginare quale stato d’animo avessero quei somministrati che avevano in programma di coprire turnazioni lasciate scoperte il 31 Dicembre dai dipendenti assorbiti.
Comunque, per mezzo della mediazione sindacale, si riusciva ad ottenere la promessa di proroga fino a scadenza di convenzione prevista il 31 Maggio 2011.
Per i somministrati il rinnovo fino a scadenza convenzione era di vitale importanza perché, figurando nell’organico, c’èra una prospettiva in più di essere presi in considerazione per un inquadramento nell’organigramma in sede di rinnovo della convenzione.

• La sorpresa riservata ai somministrati fu che la proroga preparata non era di quattro mesi ma di
un solo mese con promesse di rinnovo mese per mese.

• La beffa finale arriva il 28 Febbraio 2011 con la mancata proroga mensile per Marzo.
I somministrati sono stati rimpiazzati da personale in esubero del Corpo Militare di Croce Rossa proveniente da fuori provincia e fuori regione;.


Sulla base di quanto esposto sopra, con particolare riferimento alle ordinarie 156 ore mensili relative al Contratto Collettivo Nazionale, I SOMMINISTRATI CHIEDONO IL SOLLECITO REINTEGRO AL SERVIZIO, ritenendo esistenti le premesse ad una turnazione a 5 unità per postazione in alternativa all’attuale regime di 3 o 4 unità che fino ad oggi ha comportato per i dipendenti assorbiti lo sforamento del monte ore straordinario previsto per legge: anche fino a 1000 ore annue a fronte delle 250 annue.