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LAZIO, PIANO CASA: INIZIATO ESAME IN COMMISSIONE URBANISTICA

 
 

Fondi 23 ottobre 2010

 

LAZIO, PIANO CASA: INIZIATO ESAME IN COMMISSIONE URBANISTICA
Buonasorte: “Giovedì prossimo discussione generale e poi inizio ciclo audizioni”

Con la relazione del vicepresidente della Giunta regionale Luciano Ciocchetti in commissione Urbanistica del Consiglio regionale del Lazio, ieri è iniziato ufficialmente l’iter di approvazione del cosiddetto “Piano Casa”.
Il presidente della commissione, Roberto Buonasorte (La Destra), in accordo con gli altri membri, ha fissato l’agenda dei lavori: “Giovedì prossimo procederemo alla discussione generale sul provvedimento e successivamente, acquisite e vagliate tutte le richieste di audizione, stileremo un calendario che a partire dall’inizio di novembre ci vedrà incontrare tutti i soggetti interessati. Al termine del ciclo di audizioni, inizieremo l’esame articolo per articolo della proposta di legge”. Sul provvedimento è richiesto anche il parere di altre due commissioni, Politiche della casa e Ambiente, del Consiglio delle autonomie locali (15 giorni di tempo) e del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro (20 giorni).

Alla presenza di quasi tutti i commissari e di alcuni consiglieri non membri della stessa commissione, Luciano Ciocchetti, in qualità di assessore regionale all’Urbanistica, ha dunque illustrato per circa due ore il contenuto dei 24 articoli di cui si compone la proposta di modifica alla legge regionale n. 21 del 2009, il cosiddetto “Piano casa” varato dalla precedente Giunta in attuazione di un provvedimento del Governo nazionale concertato successivamente con la Conferenza Stato-Regioni.
“Per la Giunta Polverini si tratta di un atto fondamentale – ha esordito Ciocchetti – uno dei 60 punti qualificanti dell’azione del programma di governo votato dalla maggioranza dei cittadini del Lazio. Questa iniziativa arriva in un momento di profonda crisi del settore edilizio, con una situazione che è addirittura peggiorata rispetto al 2009. Abbiamo cercato di andare oltre il provvedimento precedente, con interventi mirati soprattutto a incidere laddove questo si è dimostrato inefficace e inattuabile”. Su questo punto, il vicepresidente della Giunta ha elencato alcuni dati riferiti alle domande pervenute ai Comuni sulla base del precedente Piano, constatando che “solo con riferimento alle richieste di ampliamento degli edifici ci troviamo di fronte a dati sconcertanti: il Comune di Roma ha accolto 2 domande su 14 presentate mentre su tutti gli altri 378 comuni del Lazio, su 112 richieste, sono state rilasciate una decina di autorizzazioni. Tutte le altre sono sospese per problemi di interpretazione delle norme o perché sono stati posti troppi paletti rispetto a quello che era l’impianto iniziale della proposta del Governo centrale. Questo – ha proseguito Cioccheti – è uno dei punti sui quali la nostra proposta incide in maniera determinante e, cioè, lo snellimento delle procedure burocratiche”.
Ciocchetti ha poi elencato le principali novità contenute nella proposta di legge:

1) estensione della possibilità d’intervento di ampliamento anche a tutti gli edifici ubicati in zona agricola consentendo così di ampliare, al massimo di 62 metri quadrati, una casa senza incidere sul patrimonio ambientale, ma contribuendo fattivamente alla conservazione del patrimonio edilizio e a contrastare l’abbandono;

2) estensione degli interventi alle zone A ma escludendo dalle stesse gli insediamenti urbani storici come individuati dal PTPR, garantendo così la piena tutela e la preservazione di tutte le aree di valore storico;

3) estensione degli interventi a tutti gli edifici a destinazione non residenziale dismessi favorendo la loro sostituzione attraverso la demolizione e la ricostruzione con cambio di destinazione d’uso verso il residenziale destinandone il 30% all’housing sociale;

4) estensione degli interventi di ampliamento del 20% anche agli edifici di dimensioni maggiori ai 1000 metri cubi ma comunque entro un massimo di 200 metri cubi, pari a circa 62 metri quadrati;

5) possibilità di sostituzione di interi condomini in stato di degrado favorita con il 60% della volumetria esistente a condizione che venga mantenuta almeno il precedente numero di abitazione in capo agli attuali proprietari;

6) incentivo ad ampliare fino al 35% la volumetria esistente se accompagnato dall’adeguamento sismico degli edifici esistenti;

7) semplificazione e incentivazione alla formazione di programmi integrati tesi al riordino delle periferie e alla riqualificazione ambientale con particolare riguardo al litorale marino per restituire la fascia costiera alla naturale fruibilità attraverso premi di cubatura fino al raddoppio di quella esistente da edificare in altro sito;

8) sostituzione edilizia attraverso la demolizione e ricostruzione per consentire il rinnovo del patrimonio edilizio esistente con architettura bio sostenibile, con conseguente contenimento dei consumi energetici e utilizzo di materiali eco compatibili di nuova generazione.

Al termine della relazione del vicepresidente della Giunta, il capogruppo de La Destra, Francesco Storace, ha chiesto al presidente della commissione di invitare in audizione il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, considerato che nel frattempo c’è stata l’approvazione del decreto legislativo su Roma Capitale, con evidenti ripercussioni anche in tema di ripartizione delle competenze in materia urbanistica. Il capogruppo dei Verdi, Angelo Bonelli, ha invece chiesto all’assessore di verificare se è consentito l’avvio delle autorizzazioni edilizie all’interno dei perimetri dei Parchi, in considerazione del fatto che questi sono strumenti sovraordinati.