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Giulia Gonzaga "partecipa" all'Agone greco, nella composizione di Elio Marini

 
 

Fondi 31 luglio 2010

La composizione poetica di Elio Marini, per l'agone greco di Fondi
al quale fa "partecipare" anche la contessa fondana Giulia Gonzaga

A G O’ N


E’ esploso ormai : e chi lo ferma più ?
Da tredici regioni al grande Agòne
È corsa la migliore gioventù
Per cimentarsi in cultural tenzone.

Al suono della tromba del “ Gobetti “
Alza il liceo di Fondi la bandiera
Tessuta di arte classica coi detti
di Platone,Aristotele e la schiera

degli oratori in “ Agorà “ di Atene
assisi nella “ Polis “ in “ Buleuterio “,
il primo istituito da Clistere,
per un ordine civico e più serio .

Fiorì in altre città questa ampia sede
detta “ Bulè “ : a Corinto e a Messene
Sparta, Elatea ,Afrodisiade,Elide,
Demetra,Megalopoli e Cirene.

L’Olimpo a Fondi,venne trasferito
E nelle stanze del liceo “ Gobetti “
Fissò la sua dimora per il rito
Di giovanette e baldi giovinetti.

Dea e Vestale dell’interessante
Giostra della cultura a tavolino
Di scuola liceale è il Dirigente
Scolastico Maria Luigia Marino .

Essa è coadiuvata da uno stuolo
Di Dee dal crine di ebano o dorato,
figlie d’Olimpo anch’esse e adatte al ruolo
che alla competizione va accordato .


C’è anche qualche Dio,che poi non guasta ,
perché la varietà è sempre gradita,
specialmente in quella assemblea vasta
soprattutto di femminile vita .

Sembra che il gentil sesso abbia maggiore
Dimestichezza a sostener le prove :
sembra che sia più incline a farsi onore
con più coraggio sempre e in ogni dove .

E lo si è visto nella premiazione
E nel dibattito si è visto il raggio :
a graziose fanciulle il guiderdone,
alle giovani veneri il coraggio .

Non so se voi ve ne sarete accorti :
io a un certo punto ho visto aleggiare
in quel Salone dove un dì le corti
della Divina Giulia a festeggiare

usavano con balli,canti e suoni ,
in quel Salone dove i contendenti
confidavano al foglio le illusioni
di aver buon fine per i loro intenti,

io vi ho visto aleggiare la Contessa
si,la Contessa Giulia sorridente
nel veder la cultura riammessa
nelle Sue sale antiche ove di gente

di grande ingegno ne ebbe un patrimonio :
e l’ho sentita anche mormorare
queste parole :col mio matrimonio
è ritornata a Fondi,tra le care

mie mura,è ritornata la mia Atene :
la mia Piccola Atene è ormai risorta,
sta diventando grande ,le mie pene
sono finite . Ti hanno riscoperta

Fondi dei miei verdi anni ,ti hanno dato
Perfino un nome che fu del mio sposo,
Vespasiano,ex alunno che ha studiato
In quel liceo che oggi è ormai famoso .
Fondi….Portate Fondi in tutta Italia
Fuori anche dai confini nazionali :
raddoppiate il coraggio e la battaglia
inventatevi imprese eccezionali .

Ma io l’ho anche vista quella sera
Dopo la premiazione dei ragazzi :
era Lei,era sorridente e vera,
sembrava uscita da uno degli arazzi

che adornano il Palazzo Baronale :
era vestita di pregiata gonna,
l’ho vista scender lieve dalle scale
di quel Palazzo di cui fu “ Madonna “.

E ho ripensato anche a un’altra scena
Letta e riletta quando anche io sui banchi
Di un lontano liceo che con gran pena
Dovetti abbandonare : ora son bianchi

I miei capelli,o quasi : era la storia
Del Poeta che fu nel Canadese,
cui quella tela enorme la memoria
gli ricordò la moglie del Marchese .

“ Bellezza riposata dei solai
dove il rifiuto secolare dorme,
bianca,bella così che sussultai
la Dama apparve nella tela enorme .

E la Marchesa dal profilo greco,
altocinta l’un piede ignudo in mano,
si riposava all’ombra di uno speco
arcade,sotto un bel cielo pagano . “

Ma Giulia,Giulia giovane Contessa
Sarebbe stata lieta di sostare
In mezzo a voi,anch’Essa studentessa ,
perché aveva l’età per gareggiare

in mezzo a voi ,così graziose e belle ,
parafrasando il verso trecentista
del Sacchetti, leggiadre damigelle ,
tutte studiose e brave a prima vista .

Brave e studiose giunte a primavera
Come stormo di dolci rondinelle
Portatrici di gioia schietta e vera
Per le strade di Fondi,così belle.

Dormi serena , Giulia ,le Tue stanze
Stanno tornando ai rosei tuoi momenti :
son tornati i costumi nelle danze
e i musici con gli aulici strumenti .

L’ho vista Giulia con solennità
Scender le scale proprio da quel posto
Vestita della Sua grandiosità
Così come La ricordò l’ Ariosto :

“ Giulia Gonzaga che dovunque il piede
volge e dovunque i sereni occhi gira,
non pure ogni altra di beltà le cede,
ma,come scesa dal ciel Dea , l’ammira . “

ELIO MARINI