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Parco Aurunci. Censimento piante da frutto autoctone

 
 

Fondi 28 maggio 2010

 

L’ENTE HA INCARICATO L’UNIVERSITA’ DELLA TUSCIA PER CENSIRE LE PIANTE DA FRUTTO AUTOCTONE DEL TERRITORIO

Censimento delle specie e analisi molecolare e pomologica dei frutti presenti nell’area Aurunca.
Per evitare l’estinzione delle piante da frutto autoctono dei comuni del Parco, l’Ente ha incaricato il Dipartimento di produzione Vegetale dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo di avviare una indagine di ricerca, finalizzata a stimare la qualità dei frutti ed effettuare le analisi agronomiche (propagazione per talea) delle specie di melo, pero, vite e ciliegio.
L’intervento mirato è volto a recuperare e salvaguardare i frutti dei 10 comuni (Ausonia, Esperia, Pontecorvo e Pico del versante ciociaro e Campodimele, Lenola, Fondi, Itri, Formia e Spigno della provincia di Latina).
Il tutto rientra nel progetto integrato per la valorizzazione dei prodotti tradizionali dell’agricoltura e della zootecnia nel Parco dei Monti Aurunci che è parte integrante del “5° Accordo Integrativo del Programma Quadro Aree sensibili: parchi e riserve (APQ7).
“Si tratta di un patrimonio genetico di alta valenza qualitativa – spiega il presidente Giovanni Ialongo - per il quale l’Ente ha predisposto iniziative e progetti per conservarlo, riprodurlo e promuoverlo, nel tempo, oltre i confini laziali. Sin dal mio insediamento, insieme al Consiglio direttivo di questo Ente, abbiamo condiviso la necessità di valorizzare il patrimonio produttivo, naturalistico e culturale soprattutto di quei paesi che sono rimasti a margine dei grandi circuiti turistici. E lo abbiamo fatto predisponendo ed elaborando diversi progetti per creare una rete sostenibile che collegasse tutti i comuni, attraverso percorsi, itinerari e strutture museali coordinate e con tematiche ben precise. Il Vivaio delle piante fruttifere antiche a Monticelli, il Museo del Carsismo di Palazzo Spinelli ad Esperia, le impronte del dinosauro scoperte da poco e gli ambienti naturalistici rappresentano una opportunità – conclude Ialongo – per far conoscere ai turisti questi luoghi ancora sconosciuti ed incontaminati”.
Per quanto riguarda le piante autoctone, la struttura di riferimento per la conservazione e la promozione sarà, appunto, il Vivaio di Monticelli. Si tratta di un progetto ambizioso destinato a potenziare l’attività agricola ed anche per qualificare, tipizzare e rendere maggiormente fruibile una delle 3 frazioni del comune di Esperia. In questa zona, infatti, l’Ente è proprietario di un terreno e di alcuni fabbricati per i quali ha approvato un progetto di recupero. Uno dei quali è destinato ad ospitare uffici, una sala polivalente, servizi igienici per i visitatori e per il personale, spogliatoi, un deposito per gli attrezzi e un ampio locale per la lavorazione e sistemazione delle piante nei vasetti. Ed ancora un garage per i mezzi agricoli ed un porticato utilizzabile per le attività quotidiane del vivaio in tempo di pioggia.