| |
Fondi 23
febbraio 2010
In memoria di Bruno Sepe:
Quando i “diversi”
potremmo essere noi...
di Gaetano Orticelli
Il prossimo primo di marzo avrebbe compiuto sessant’anni tondi tondi
e, ogni volta che l’incontravo in piazza Santa Maria a Fondi, mi
ricordava di dirlo in televisione a Canale 7 e io, di rimando con simpatia
e amicizia, lo rassicuravo che l’avrei fatto e che c’era ancora
tempo.
L’altro giorno Bruno Sepe, l’amico di tutti, non c’era
più nei pressi della imponente scalinata della chiesa di Santa
Maria.
Nel luogo dove di solito lo incontravo, c’era il suo nome scritto
sugli annunci funerari affissi di fresco. Sono sicuro che come me, tutti
hanno espresso sorpresa, incredulità e profondo dispiacere per
la morte di Bruno Sepe, ragazzo-uomo mite, per il quale tutti nutrivano
affetto.
Veniva considerato il “sindaco di notte”: quando il primo
cittadino andava a dormire, lui prendeva “possesso” della
città e disponeva, con gli amici che gli davano corda e rispetto,
la tutela e gli interventi da fare.
Gli volevamo tutti bene. Non ho fatto in tempo ad annunciare per televisione
che Bruno Sepe avrebbe compiuto sessant’anni. Lo faccio ora e, in
sua memoria, ricordando i suoi modi gentili, miti e amicali, mi viene
quasi da pensare che in qualche caso i “diversi” potremmo
essere noi...
|
|
|