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Invito ufficiale al Papa a venire nella diocesi gaetana

 
 

Fondi 21 settembre 2009

L'ARCIVESCOVO S.E. MONS. FABIO BERNARDO D'ONORIO
HA INVITATO A GAETA IL SANTO PADRE BENEDETTO XVI


Il nostro Arcivescovo S.E. Mons. Fabio Bernardo D’Onorio, al termine dell’Udienza Generale del Santo Padre di mercoledì scorso, in occasione della quale la comunità parrocchiale di San Nilo Abate in Gaeta ha incontrato il Pontefice, ha invitato personalmente Sua Santità Benedetto XVI a far visita alla comunità diocesana di Gaeta.
L’invito del nostro Pastore è stato ben accolto dal Santo Padre Benedetto XVI, che si porrebbe nel solco dei precedenti Papi venuti a Gaeta nei secoli passati.
Il Santo Padre ha chiesto all’Arcivescovo una comunicazione ufficiale per poter dare avvio ad un progetto di visita.
Quindi la proposta del nostro Arcivescovo sarà vagliata e studiata per essere inserita in un iter che potrebbe portare il Santo Padre in visita nell’Arcidiocesi.
Si tratterebbe del primo Pontefice romano in visita a Gaeta nel terzo millennio cristiano.
In tal modo il nostro Arcivescovo consentirebbe alla sua diocesi di vivere un altro momento storico e significativo, dopo il dono del sinodo che è in corso.
Da evidenziare che il Santo Padre conosce e apprezza da sempre il nostro Arcivescovo; da cardinale è stato ospite nell'Abbazia di Montecassino, durante la responsabilità abbaziale di Mons. D'Onorio, ben cinque volte.
La città di Gaeta, nel corso dei secoli per il suo ruolo di fortezza inespugnabile alle porte dello Stato Pontificio, ha ospitato nel tempo diversi Pontefici, a volte anche a causa di vicissitudini.
Il primo Papa di cui si riscontrano notizie di una presenza nella città del Golfo è Costantino (708 - 715).
A seguito del Concilio “Trullano” datato 691, i cui canoni non vennero approvati dalla Chiesa di Roma, Papa Costantino, si recò in Oriente per ristabilire la pace con l’imperatore Giustiniano II. Secondo il monaco benedettino Giovanni Battista Federici (1791), facendo ritorno a Roma nel 712, dopo aver ottenuto l’ubbidienza dell’imperatore, Costantino fece sosta a Gaeta.
Negli Annali Romani (848 - 849) il Cardinale Bibliotecario Anastasio parla di una venuta in Gaeta di Papa San Leone IV (847 - 855).
Il Pontefice sarebbe giunto a Gaeta nell’848, per sostenere i Gaetani, i Napoletani e gli Amalfitani contro i Saraceni che stavano invadendo tutto il territorio, anche in preparazione della Battaglia di Ostia datata 849.
Anche Papa Giovanni VIII (872 - 882) sarà costretto a fronteggiare la minaccia saracena.
A Gaeta, però, i duchi erano riusciti a creare un’alleanza con i saraceni stessi, anche in funzione di un'eventuale invasione bizantina.
Papa Giovanni VIII nel mese di luglio 875 venne a Gaeta proprio per distogliere Docibile I da quegli accordi presi.
Per meglio convincere l’Ipata il Pontefice concesse al Ducato di Gaeta l’usufrutto sul Contado di Traetto e sul Ducato di Minturno, oltre ad alcuni beni della Santa Sede.
Questi donativi avranno alterne vicende che si concluderanno nel 880 con un ulteriore documento relativo alla donazione papale.
Anche Giovanni X (914 - 928) dovrà affrontare il problema delle infiltrazioni dei saraceni. Addirittura il Pontefice, secondo molti più adatto a maneggiare la spada che a reggere la croce, partecipò direttamente alla famosa Battaglia del Garigliano del 915 (o 916), quando i gaetani, guidati dal patrizio imperiale Giovanni, distrussero definitivamente gli accampamenti della colonia ivi installata e radicata.
A causa dei contrasti con l’imperatore Enrico V, Papa Pasquale II (1099 – 1118) dovette rifugiarsi a Gaeta negli ultimi giorni del 1105 o nei primi del 1106.
Nel corso della sua breve permanenza consacrerà la cattedrale il 22 gennaio 1106 dedicandola all’Assunta.
Ma Gaeta è la patria di un papa, Giovanni Coniulo, monaco di Monte Cassino, autore di una Passio della vita di Sant'Erasmo (1078 - 1088), assurto al seggio papale col nome di Gelasio II dal 1118 al 1119.
Sempre per la lotta delle investiture Enrico V perseguiterà il novello Pontefice e i Cardinali, pertanto il Papa fu costretto a fuggire a Gaeta dove giunse il 7 marzo 1118.
Gelasio a Gaeta era stato ordinato sacerdote e il 10 marzo 1118 fu incoronato proprio nel nostro duomo.
Tornato a Roma il 21 luglio, fu costretto a fuggire di nuovo, spingendosi verso la Francia dove, nell’Abbazia di Cluny, morì il 29 gennaio 1119.
Anche Papa Alessandro III (1159 – 1181), perseguitato dall'imperatore Federico Barbarossa, si rifugiò in Gaeta nell’agosto del 1167 insieme con molti cardinali e vescovi.
Resterà in Gaeta per circa un mese, per poi trasferirsi a Benevento.
Nell’ambito del grande Scisma d’Occidente anche Papa Gregorio XII (1406 – 1415) si rifugiò a Gaeta accolto da re Ladislao di Durazzo dove restò dal 1409 al 1412.
Anche Papa Sisto V (1585 -1590) venne a Gaeta.
Nel 1586 il Pontefice si portò in Terracina per ordinare la costruzione del porto: in quel momento il vice Re di Napoli lo invitò a recarsi a Gaeta dove restò otto giorni.
Papa Benedetto XIII (1724 -1730) nel corso di un viaggio, il 3 maggio 1727, sostò nell’attuale chiesa di Sant'Erasmo di Formia, allora Castellone di Gaeta, mentre nel corso di un altro viaggio del marzo 1728 il Pontefice entrò nella fortezza di Gaeta per una breve visita.
Per completezza accenniamo solo alla presenza del Papa Pio IX (1846 - 1878) in Gaeta dal 25 novembre 1848 al 4 settembre 1849.
È superfluo ricordare i numerosi privilegi e doni papali verso la città e la diocesi.
Anche il Cardinale Giovanni Battista Montini, poi Papa Paolo VI (1963 – 1978), visitò i luoghi percorsi dal suo predecessore nel corso della Repubblica Romana.
Il Cardinale Montini il 17 ottobre 1962 sarà presente nella Cattedrale di Gaeta, nella Cappella d’Oro, in San Francesco e nel Santuario della Trinità.
Ultimo in ordine di tempo è stato l'indimenticabile Pontefice Giovanni Paolo II (1978 - 2005) protagonista della “Giornata di Gaeta” il 25 giugno 1989.
Ora si attende la prima visita papale del terzo millennio.

Il Capo Ufficio Stampa
comm. dott. Marcello Rosario Caliman - diacono