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Il turismo celebrazione della diversità |
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settembre 2009 SI CELEBRA OGGI, DOMENICA 27 SETTEMBRE 2009, LA 30° GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO. TEMA SCELTO DALLA C.E.I.: IL TURISMO CELEBRAZIONE DELLA DIVERSITA'
Domenica è la Giornata Mondiale del Turismo, celebrata ogni anno il 27 settembre, e nel 2009 si tiene una riflessione mondiale ad Accra, in Ghana. Il presbitero Erasmo Matarazzo, responsabile del Servizio Pastorale Pellegrinaggi & Ufficio Pastorale Liturgica dell'Arcidiocesi di Gaeta, in nome del nostro Arcivescovo S.E. Mons. Fabio Bernardo D'Onorio, evidenzia: “invito i carissimi confratelli sacerdoti in occasione della 30° Giornata Mondiale del Turismo a sottolineare nelle celebrazioni domenicali la tematica scelta dalla Conferenza Episcopale Italiana “Il turismo celebrazione della diversità”. Come parte delle celebrazioni ufficiali l'Organizzazione Mondiale del
Turismo delle Nazioni Unite, UNWTO, collabora con il paese ospitante del
Ghana per organizzare un gruppo di riflessione intorno al tema del 2009
che si intitola "Turismo: Celebrando la diversità". La diversità è stata a lungo la forza trainante del turismo, che a sua volta, è diventato un motore per lo sviluppo socio-economico, la riduzione della povertà, e la comprensione internazionale. Come i leader mondiali si riuniscono per affrontare le sfide del cambiamento
climatico e la crisi economica, la diversità continuerà
a guidare il turismo, dando luogo alla cooperazione internazionale, e
assicurando uno sviluppo sostenibile. Il Think Tank promette di essere uno strumento per sensibilizzare i cittadini
sul significato della diversità e del turismo sostenibile. Il tema scelto per l’edizione 2009 è “Il turismo, celebrazione della diversità”. E’ indubbio che la mobilità umana per fini turistici sia una risorsa culturale in grado di accorciare le distanze, superare le barriere, oltrepassare le frontiere e rendere l’ “altro”, il “diverso” da me, non un ostacolo, ma uno stimolo all’incontro, al dialogo, alla comprensione tra i popoli e le nazioni. Il turismo, infatti, mette in relazione mondi culturali distanti e distinti, mette a confronto sistemi politico-economici diversi, evidenzia anche le contraddizioni del sistema - mondo (gli squilibri Nord-Sud; le migrazioni; i fondamentalismi e gli integralismi; la limitatezza delle risorse; la precarietà dell’ambiente) e provoca alla responsabilità e alla solidarietà, al viaggio verso l’altro. Il turismo è una scuola di vita e di relazioni. Imparare a viaggiare è imparare a conoscere il mondo, a veicolare valori, tradizioni, esperienze in grado di cambiare il mondo stesso e la vita delle persone. Realisticamente dobbiamo dire, purtroppo, che l’altro, lo straniero, il lontano da noi per cultura, fede, razza, lingua, storia ancora oggi ci inquieta, ci provoca, ci interroga. Facendo leva sull’identità, la diversità è percepita più come minaccia che come risorsa. Si rischia così di rafforzare la distanza che assume la caratteristica della lontananza e a volte del disprezzo. La fede Trinitaria di noi cristiani ci ricorda che “solo nella Trinità la diversità delle persone è anche la perfetta identità della natura, esperienza di comunione plurale e distinta”. Alla scuola del Vangelo si impara a come collocarci e a come agire nei confronti di chi è o si presenta o ci appare altro, diverso. Per incontrarsi, e il turismo lo insegna, occorre uscire da, lasciare, partire per. Il turismo ci insegna per dirla con D. Pezzini (cfr. D.Pezzini, L’Altro e gli altri, Ancora, Milano 2008 ) “ad uscire dalla propria mentalità, dalla propria cultura, dal proprio paese, ma, come è ovvio, conta più fare questa uscita con la testa e con il cuore.. E non solo si esce da una terra, ma anche da quel territorio dove certe regole umane creano la “sicurezza” di essere nel giusto e va verso l’incerto”, e noi diremo verso ciò che è diverso. Il turismo è un percorso di avvicinamento verso l’altro e altro. L’Unesco nella “Dichiarazione sulla diversità culturale” ci ricorda che essa (la diversità) è patrimonio comune dell'Umanità: “La cultura – afferma - assume forme diverse nel tempo e nello spazio. La diversità si rivela attraverso gli aspetti originali e le diverse identità presenti nei gruppi e nelle società che compongono l'Umanità. Fonte di scambi, d'innovazione e di creatività, la diversità culturale è, per il genere umano, necessaria quanto la biodiversità per qualsiasi forma di vita. In tal senso, essa costituisce il patrimonio comune dell'Umanità e deve essere riconosciuta e affermata a beneficio delle generazioni presenti e future.” E aggiunge che i “diritti dell’uomo sono garantiti dalla diversità culturale”: “La difesa della diversità culturale è un imperativo etico, inscindibile dal rispetto della dignità della persona umana. Essa implica l'impegno a rispettare i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, in particolare i diritti delle minoranze e dei popoli autoctoni. Nessuno può invocare la diversità culturale per minacciare i diritti dell'uomo garantiti dal diritto internazionale,né per limitarne la portata.” Celebrando la Giornata Mondiale del Turismo 2009 come Chiesa vogliamo offrire un contributo alla celebrazione della diversità: ogni viaggio porta ad un incontro; ogni incontro cambia, trasforma, a volte trasfigura la persona. Ma perché ci sia un incontro vero e profondo bisogna “uscire tutti” perché ognuno è altro per l’altro. Uscire e accogliere. Ospitarsi l’un l’altro, accogliersi è una tipicità del turismo di qualità. La virtuosità ospitante esalta il primato della persona, il rispetto dell’altro, il pluralismo etnico e culturale,la diversità e orienta ad un universalismo che fa di solidarietà, responsabilità, eticità i cardini di un turismo da un volto umano. Il Capo Ufficio Stampa |
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