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Il turismo celebrazione della diversità

 
 

Fondi 27 settembre 2009

SI CELEBRA OGGI, DOMENICA 27 SETTEMBRE 2009, LA 30° GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO. TEMA SCELTO DALLA C.E.I.:

IL TURISMO CELEBRAZIONE DELLA DIVERSITA'


Il Santo Padre Benedetto XVI ha affermato: “Una volta accolta la diversità come dato positivo, occorre fare in modo che le persone accettino non soltanto l'esistenza della cultura dell'altro, ma desiderino anche riceverne un arricchimento”.

Domenica è la Giornata Mondiale del Turismo, celebrata ogni anno il 27 settembre, e nel 2009 si tiene una riflessione mondiale ad Accra, in Ghana.

Il presbitero Erasmo Matarazzo, responsabile del Servizio Pastorale Pellegrinaggi & Ufficio Pastorale Liturgica dell'Arcidiocesi di Gaeta, in nome del nostro Arcivescovo S.E. Mons. Fabio Bernardo D'Onorio, evidenzia: “invito i carissimi confratelli sacerdoti in occasione della 30° Giornata Mondiale del Turismo a sottolineare nelle celebrazioni domenicali la tematica scelta dalla Conferenza Episcopale Italiana “Il turismo celebrazione della diversità”.

Come parte delle celebrazioni ufficiali l'Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, UNWTO, collabora con il paese ospitante del Ghana per organizzare un gruppo di riflessione intorno al tema del 2009 che si intitola "Turismo: Celebrando la diversità".
Il 30° anniversario della Giornata Mondiale del Turismo rappresenta un'opportunità per mettere in evidenza la ricchezza della diversità culturale e naturale in tutto il mondo, così come il ruolo del turismo sostenibile nel preservare questa diversità.

La diversità è stata a lungo la forza trainante del turismo, che a sua volta, è diventato un motore per lo sviluppo socio-economico, la riduzione della povertà, e la comprensione internazionale.

Come i leader mondiali si riuniscono per affrontare le sfide del cambiamento climatico e la crisi economica, la diversità continuerà a guidare il turismo, dando luogo alla cooperazione internazionale, e assicurando uno sviluppo sostenibile.
Proprio a seguito della positiva esperienza delle precedenti celebrazioni per la Giornata Mondiale del Turismo, l'UNWTO ha organizzato con il Ghana, un “Think Tank” ovvero un gruppo di riflessione sulla diversità, che riunisce gli operatori turistici leader pubblici e privati, così come i membri dei media e rappresentanti dell'UNWTO.

Il Think Tank promette di essere uno strumento per sensibilizzare i cittadini sul significato della diversità e del turismo sostenibile.
Il Think Tank si propone: di evidenziare la capacità del turismo di mantenere la diversità di fronte alla globalizzazione; di illustrare in che modo il turismo può valorizzare la diversità culturale e ambientale; di considerare il ruolo del turismo nella genesi della cooperazione internazionale.
Lo scopo principale della Giornata Mondiale del Turismo è quello di promuovere la consapevolezza tra la comunità internazionale l'importanza del turismo e dei suoi valori sociali, culturali, politici ed economici.
Don Mario Lusek, Direttore dell'Ufficio Nazionale della Pastorale del tempo libero, turismo e sport della C.E.I. spiega la posizione della Chiesa: “La Chiesa ha sempre fatto eco alle proposte dell’Omt con interventi e messaggi di alto valore religioso, culturale e sociale sia del Servo di Dio Giovanni Paolo II che dei Segretari di Stato, del Pontificio Consiglio dei Migranti e degli Itineranti e per quanto riguarda la Chiesa italiana dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport.

Il tema scelto per l’edizione 2009 è “Il turismo, celebrazione della diversità”.

E’ indubbio che la mobilità umana per fini turistici sia una risorsa culturale in grado di accorciare le distanze, superare le barriere, oltrepassare le frontiere e rendere l’ “altro”, il “diverso” da me, non un ostacolo, ma uno stimolo all’incontro, al dialogo, alla comprensione tra i popoli e le nazioni.

Il turismo, infatti, mette in relazione mondi culturali distanti e distinti, mette a confronto sistemi politico-economici diversi, evidenzia anche le contraddizioni del sistema - mondo (gli squilibri Nord-Sud; le migrazioni; i fondamentalismi e gli integralismi; la limitatezza delle risorse; la precarietà dell’ambiente) e provoca alla responsabilità e alla solidarietà, al viaggio verso l’altro.

Il turismo è una scuola di vita e di relazioni.

Imparare a viaggiare è imparare a conoscere il mondo, a veicolare valori, tradizioni, esperienze in grado di cambiare il mondo stesso e la vita delle persone.

Realisticamente dobbiamo dire, purtroppo, che l’altro, lo straniero, il lontano da noi per cultura, fede, razza, lingua, storia ancora oggi ci inquieta, ci provoca, ci interroga.

Facendo leva sull’identità, la diversità è percepita più come minaccia che come risorsa.

Si rischia così di rafforzare la distanza che assume la caratteristica della lontananza e a volte del disprezzo.

La fede Trinitaria di noi cristiani ci ricorda che “solo nella Trinità la diversità delle persone è anche la perfetta identità della natura, esperienza di comunione plurale e distinta”.

Alla scuola del Vangelo si impara a come collocarci e a come agire nei confronti di chi è o si presenta o ci appare altro, diverso.

Per incontrarsi, e il turismo lo insegna, occorre uscire da, lasciare, partire per.

Il turismo ci insegna per dirla con D. Pezzini (cfr. D.Pezzini, L’Altro e gli altri, Ancora, Milano 2008 ) “ad uscire dalla propria mentalità, dalla propria cultura, dal proprio paese, ma, come è ovvio, conta più fare questa uscita con la testa e con il cuore.. E non solo si esce da una terra, ma anche da quel territorio dove certe regole umane creano la “sicurezza” di essere nel giusto e va verso l’incerto”, e noi diremo verso ciò che è diverso.

Il turismo è un percorso di avvicinamento verso l’altro e altro.

L’Unesco nella “Dichiarazione sulla diversità culturale” ci ricorda che essa (la diversità) è patrimonio comune dell'Umanità:

“La cultura – afferma - assume forme diverse nel tempo e nello spazio. La diversità si rivela attraverso gli aspetti originali e le diverse identità presenti nei gruppi e nelle società che compongono l'Umanità. Fonte di scambi, d'innovazione e di creatività, la diversità culturale è, per il genere umano, necessaria quanto la biodiversità per qualsiasi forma di vita. In tal senso, essa costituisce il patrimonio comune dell'Umanità e deve essere riconosciuta e affermata a beneficio delle generazioni presenti e future.”

E aggiunge che i “diritti dell’uomo sono garantiti dalla diversità culturale”: “La difesa della diversità culturale è un imperativo etico, inscindibile dal rispetto della dignità della persona umana. Essa implica l'impegno a rispettare i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, in particolare i diritti delle minoranze e dei popoli autoctoni. Nessuno può invocare la diversità culturale per minacciare i diritti dell'uomo garantiti dal diritto internazionale,né per limitarne la portata.”

Celebrando la Giornata Mondiale del Turismo 2009 come Chiesa vogliamo offrire un contributo alla celebrazione della diversità: ogni viaggio porta ad un incontro; ogni incontro cambia, trasforma, a volte trasfigura la persona. Ma perché ci sia un incontro vero e profondo bisogna “uscire tutti” perché ognuno è altro per l’altro. Uscire e accogliere.

Ospitarsi l’un l’altro, accogliersi è una tipicità del turismo di qualità. La virtuosità ospitante esalta il primato della persona, il rispetto dell’altro, il pluralismo etnico e culturale,la diversità e orienta ad un universalismo che fa di solidarietà, responsabilità, eticità i cardini di un turismo da un volto umano.

Il Capo Ufficio Stampa
comm. dott. Marcello Rosario Caliman - diacono