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Fondi 18
settembre 2009
Carcinoma orale: la prevenzione
parte oggi da Roma
Claudio Cortesini: il
progetto coinvolge intanto i dentisti romani, ma presto sarà trasferito
a Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo, nonché nelle altre regioni
d’Italia.
“Il ruolo dei dentisti nella
prevenzione secondaria del carcinoma (CA) orale è strategico, perché
il dentista non appena rileva un’anomalia nella bocca di un paziente
può indirizzarlo immediatamente presso centri specializzati per
ulteriori verifiche ed eventuali cure”. Così Claudio Cortesini,
coordinatore nazionale del Progetto Italiano di Prevenzione del Cancro
orale, spiega il senso dell’iniziativa di oggi a Roma, dove è
stato avviato il primo corso di aggiornamento professionale per 101 dentisti
romani su una patologia che lo stesso Cortesini definisce “devastante”,
ma che si può combattere attraverso la prevenzione. “Il dentista
può accorgersi di un’anomalia quando questa si manifesta,
può accorgersi in tempo e in tempo intervenire, perché la
diagnosi precoce è fondamentale per avviare un programma terapeutico.
Ma è chiaro –precisa Cortesini- che la prevenzione primaria
resta il nostro chiodo fisso, per una cultura della salute che tenga lontani
fumo e alcol, principali cause dell’insorgenza del CA orale. Il
corso di aggiornamento è promosso dalla Fnomceo-Cao (Federazione
Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi Odontoiatri-Commissione Albo Odontoiatri),
dalla Sipmo (Società Italiana di Patologia e Medicina Orale) e
dalla Siocmf (Società Italiana di Odontoiatria e Chirurgia maxillo-facciale).
“Questa non è che la partenza –conclude Cortesini,
presidente CAO Ordine dei Medici di Roma e componente CAO nazionale- poi
l’esperienza fatta a Roma e nel Lazio sarà esportata velocemente
in tutte le regioni d’Italia, convinti come siamo che il contrasto
a questo tipo di tumore si basi sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce.
Finalmente, grazie a questa iniziativa, facciamo qualcosa di veramente
concreto sul piano della prevenzione”. Prevista l’estensione
di questa esperienza ai medici di famiglia e agli otorini-laringoiatri.
E di “coinvolgimento diretto di ‘dentisti sentinella’
che partecipano a questo Progetto” parla Giuseppe Renzo, presidente
della CAO nazionale della Fnomceo, per il quale “si viene a creare
così una rete di volontari che, divulgando la conoscenza della
malattia, potrà svolgere una funzione di interfaccia tra cittadini
e strutture specialistiche”.
Insomma, è guerra senza quartiere contro il CA orale, una forma
tumorale tanto insidiosa quanto sottovalutata e sconosciuta alla maggior
parte della popolazione, come spiegano i professori Lorenzo Lo Muzio e
Sandro Pelo, tra i massimi esperti di Oncologia orale e di Chirurgia maxillo-facciale,
curatori del Manuale di riferimento ‘il Carcinoma orale’,
edito da Grillieditore, che ha lo scopo di informare non soltanto la classe
medica, ma anche il grande pubblico. Non molti sanno, infatti, che il
Italia l’incidenza media del CA orale è di 8,44 nuovi casi
all’anno ogni 100 mila abitanti tra gli uomini e di 2,22 tra le
donne. I tassi di incidenza sono più elevati al Nord che al Sud.
Questo tipo di tumore interessa soprattutto soggetti con età superiore
ai 50-60 anni, ma questa soglia si sta drammaticamente abbassando. Il
carcinoma orale è una neoplasia caratterizzata da una prognosi
infausta. Il CA orale si diffonde formando metastasi prevalentemente per
via linfatica nei linfonodi del collo. La diffusione metastatica può,
tuttavia, realizzarsi anche per via ematica, specie nei polmoni. Sempre
nel Manuale si legge che negli ultimi decenni, non è stato evidenziato
alcun miglioramento nella prognosi né nella terapia, per cui le
differenze del tasso di mortalità fra aree geografiche e periodi
temporali potrebbero essere attribuite essenzialmente all’esposizione
a fattori di rischio. La sfida, pertanto, è proprio sull’intensificazione
della prevenzione primaria e secondaria, visto che anche i dati europei
e mondiali sono in linea con la situazione italiana, con mortalità
in aumento tra gli anni ’50 e ’80. Nel mondo soltanto nel
1998 ci sono stati 352 mila morti, mentre nel 2002 i nuovi casi sono stati
274.300 e circa 127 mila decessi sono stati attribuiti al CA orale, 2/3
dei quali nei paesi in via di sviluppo. All’evento è intervenuto
Peppe Mariani, Presidente della commissione Lavoro e componente la commissione
Sanità della Regione Lazio: “Il fatto che la Commissione
Albo Odontoiatri della Fnomceo e la corrispettiva commissione dell’Ordine
dei Medici di Roma abbia promosso questa iniziativa indica qual è
la strada da percorrere per rafforzare la prevenzione di alcune patologie,
che, diagnosticate in tempo, possono essere più facilmente combattute.
Ritengo che questa sia una sfida che la Regione Lazio deve vincere nei
prossimi anni, riscoprendo lo spirito della riforma sanitaria del ’78,
che, non a caso, si fondava sui tre pilastri: prevenzione, cura, riabilitazione.
A distanza di tanti anni, si è visto che è stata dedicata
attenzione alla cura, ma non alla prevenzione e alla riabilitazione. Occorre
riequilibrare la situazione e mi auguro che l’imminente approvazione
del Piano Sanitario Regionale fornisca le risposte giuste in tal senso”.
(A.N.)
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