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Attribuzione none ai neonati, procedura errata all'ospedale

 
 

Fondi 18 agosto 2009



Attribuzione del nome al nascituro.
Procedura non conforme alla legge presso il P.O. centro

La procedura finora seguita presso il Presidio Ospedaliero Centro per l’attribuzione del nome (prenome e cognome) al nascituro – dichiara Marcello Picchio, responsabile dei servizi demografici del comune di Fondi – non è conforme alle vigenti disposizioni di legge.
Infatti, presso tale presidio, con riferimento a coppie di genitori non coniugati, già al momento della nascita viene imposto il cognome materno al neonato violando espressamente l’art. 6 del codice civile “Diritto al nome”, diritto che si acquisisce al momento della formazione dell’atto di nascita e contemporaneamente si acquista lo status di figlio legittimo, naturale o di figlio di ignoti. Tale procedura configura una grave discriminazione nel momento in cui dispone che il figlio legittimo abbia un trattamento “onomastico” differente dal figlio naturale.
Inoltre, la suindicata abnorme procedura viola espressamente gli artt. 29 (atto di nascita), 30 (dichiarazione di nascita) del DPR 3 nov. 2000 n. 396, nonché “Le indicazioni relative al contenuto dell’attestazione sanitaria di nascita riportate nella Circolare del Ministero di Grazia e Giustizia del 22 febbraio 1999, n. 1/50, ove si dispone che l’attestazione dell’avvenuto parto deve necessariamente contenere il dato relativo al nome della puerpera che va intesa come partoriente e non come madre e che diventerà tale (nel caso di filiazione naturale) solo se effettuerà lei stessa la dichiarazione di nascita o consentirà con atto pubblico di essere nominata”. Il nome del neonato non deve essere indicato, ma devono essere indicati i dati relativi alla nascita (luogo, giorno, ora e sesso) ed al nome del sanitario che ha assistito al parto. L’attestato costituisce allegato alla dichiarazione di nascita e da ciò si evince che la registrazione dell’evento nascita costituisce un diritto della persona riconosciuto dal nostro ordinamento: fino a quando non esiste l’atto di nascita non esistono per la persona, che pure è nata, i diritti civili che la collegano con l’ordinamento giuridico (diritto al nome, all’identità personale).
Con riferimento all’art. 44 (riconoscimento del nascituro) del citato DPR, l’ufficiale di stato civile del comune di Fondi non si è mai rifiutato di redigere gli atti relativi al riconoscimento del nascituro, come erroneamente riportato da un articolo di stampa.
Pertanto, alla luce delle suindicate normative vigenti - dichiara Marcello Picchio, responsabile dei servizi demografici del Comune di Fondi - emerge evidente che in nessun modo e in alcun caso presso il P.O Centro può essere messa in atto una procedura di attribuzione del nome (prenome e cognome) al neonato, partorito sia da genitori regolarmente sposati sia da genitori non sposati.

p. la Comunicazione istituzionale
Gianfranco Antonetti