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Incontro pubblico sull’inquinamento elettromagnetico. Principio di precauzione

 
 

Fondi 14 aprile 2009

E’ il principio di precauzione che deve dominare in tale materia. Così ha affermato il dott. Ennio Zaottini, direttore dell’ARPA Lazio, presente all’incontro dell'8 aprile scorso presso la Biblioteca comunale Dan Danino di Sarra, promosso dall’Amministrazione comunale di Fondi.

Gli studi fino ad oggi disponibili mostrano evidenze scientifiche contraddittorie: ciò spiega il ricorso al principio di precauzione che tiene conto dell’imperativo a non superare i limiti di tollerabilità previsti dalla normativa. Il compito dell’ARPA è finalizzato ad imporre il rispetto della legge, attraverso la sua costante azione di monitoraggio dei beni quali l’aria, l’acqua, il suolo, il sottosuolo, l’ ambiente, etc. La sua azione è al servizio dei legittimi interessi dei cittadini e delle amministrazioni pubbliche. D’altronde, i dati ambientali rivestono un interesse pubblico e quindi sono a disposizione della collettività.

Interessata dal Comune di Fondi, l’Arpa Lazio ha avviato un progetto di studio, di monitoraggio sulle parti di territorio interessate dall’installazione delle antenne elettromagnetiche, che in queste settimane trascorse ha visto la costituzione di vari comitati zonali preoccupati del relativo inquinamento.

L’incontro di questa sera – affermava il vice-sindaco Giulio Cesare Di Manno – in apertura del dibattito, si pone proprio in una logica di servizio, a seguito della protesta sollevata dai vari comitati per difendere il bene primario alla salute. L’obiettivo dell’amministrazione comunale – osservava subito dopo l’assessore all’Urbanistica avv. Salvator De Meo – è mirato a dare una corretta informazione su questo spinoso problema.

La normativa equipara tali impianti a quelli della rete elettrica, prevedendo quindi la corsia preferenziale della pubblica utilità e la semplificazione della normativa amministrativa che assegna alla Regione il potere autorizzatorio e il Comune è investito di ciò solo tramite la comunicazione di inizio lavori da parte del soggetto assegnatario.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale, schierata a difesa della salvaguardia della salute dei cittadini, - dichiarava l’assessore De Meo - non potendo non tener conto della normativa vigente, è mirato a comporre e a conciliare i diversi interessi in campo, attraverso l’adozione di un Piano degli impianti, individuando di comune accordo con i gestori stessi, le aree su cui installarli. Ma tale obiettivo risulta di non facile attuazione, essendo arduo escludere ricorsi di terzi interessati che non condividono tale piano.

I rilievi e le riflessioni avanzate dai diversi rappresentanti dei comitati e della stampa, sono stati ampiamente ricondotti dai funzionari dell’ARPA, Ennio Zaottini, Tina Fabozzi, Gianni Antonucci, nell’ambito della normativa vigente, e dei compiti istituzionali dell’ARPA, che verifica la conformità dell’impianto alla normativa e alla documentazione esibita, e che tiene innanzitutto conto del c.d. “principio di precauzione”.

Purtroppo – rilevava il direttore dell’ARPA dott. Zaottini – la logica che segue il gestore è solo quella di tipo economico, di assicurare la più ampia copertura dello spazio di rete. Accanto al principio di precauzione, la legge dovrebbe prevedere e imporre a tali soggetti anche l’utilizzo della migliore e più avanzata tecnologia, in grado di abbassare i limiti di inquinamento. Purtroppo, questo non è sancito dalla normativa vigente. E’ compito del legislatore introdurre tale obbligo.

L’assessore De Meo concludeva l’incontro non senza evidenziare la richiesta avanzata dall’amministrazione comunale al Presidente Marrazzo e all’assessore regionale Montino sulla necessità e l’urgenza di un incontro su tale problematica, considerato che l’installazione delle mega antenne è stata autorizzata dalla Regione Lazio altresì in luoghi di particolare interesse archeologico, di presenza di vincolo ambientale, di consistente presenza antropica.

E’ particolarmente grave che da ben tre anni circa, infatti, la proposta di legge n° 131 sull’elettrosmog approvata dalla giunta Marrazzo nel febbraio 2006, risulta vagare negli infiniti ordini del giorno dell’assemblea regionale.

p. a Comunicazione Istituzionale
Gianfranco Antonetti