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Fondi 27 gennaio 2009
Yom HaShoah
L' Arcivescovo di Gaeta Mons. Fabio Bernardo D'Onorio in occasione della
Giornata della Memoria di oggi 27 gennaio 2009, rinnova l'adesione incondizionata
della Chiesa che è in Gaeta al ricordo della Shoah, termine con
il quale si indica il folle sterminio di milioni di ebrei.
Il Presule pregherà in occasione della santa messa per tutte le
vittime dei criminali nazisti ed evidenzia che non si può non commemorare
la data del 27 gennaio che coincide con la liberazione da parte di reparti
dell'esercito sovietico del campo di annientamento di Auschwitz.
La Repubblica Italiana con la legge 211 del 20 luglio 2000 ha aderito
a tale commemorazione, come la Gran Bretagna e la Germania; con la risoluzione
dell'ONU numero 60/7 del 1 novembre 2005 è divenuta commemorazione
internazionale.
Il termine Shoah è stato scelto poiché in lingua ebraica
significa distruzione, desolazione, calamità, con il senso di una
sciagura improvvisa e inaspettata.
Si è rifiutato l'utilizzo del termine Olocausto che in greco significa
“tutto bruciato” e si riferisce ai sacrifici che venivano
richiesti agli Ebrei dalla Torah.
E' bene evidenziare che si trattava di sacrifici di animali uccisi e bruciati
sull'altare del tempio e soltanto in tempi recenti il termine olocausto
è stato attribuito a massacri su larga scala.
A causa del significato teologico della parola è stato infine considerato
offensivo pensare che l'uccisione di milioni di ebrei sia stata una “offerta
a Dio”.
La follia nazista ha fatto si che milioni di bambini, donne, anziani,
oltre agli uomini validi, fossero trucidati cancellando dalle radici dell'Europa
un patrimonio di umanità, di civiltà e di cultura.
Bene aveva evidenziato il santo padre Giovanni Paolo II: “la nostra
civiltà europea è basata su radici cristiane-giudaiche”.
Da alcuni mesi l'Arcidiocesi di Gaeta sta lavorando – congiuntamente
e in sinergia con la Provincia di Latina – a un progetto di commemorazione
che si concretizzerà il 21 aprile 2009 in occasione dello Yom HaShoah,
yom hash-sho’ah, in italiano “Giornata del Ricordo della Shoah”
che ricorre ogni anno nel calendario ebraico il 27esimo giorno di Nissan,
in ricordo degli ebrei che furono trucidati durante la Shoah.
E' giornata nazionale in Israele; per la cronaca in origine fu proposto
il giorno 15 di Nissan, l'anniversario della rivolta del ghetto di Varsavia,
19 aprile 1943, ma coincideva con il primo giorno di Pesach e, quindi,
fu scelto il primo anno il 27, otto giorni prima del Yom Ha'atzma'ut o
Giorno dell'Indipendenza di Israele.
Yom HaShoah fu istituzionalizzato in Israele nel 1959 con una legge firmata
da David Ben-Gurion e Yitzhak Ben-Zvi, allora rispettivamente primo ministro
e presidente dello Stato di Israele.
Lo Yom HaShoah essendo legato al 27esimo giorno di Nissan varia anno per
anno rispetto al nostro calendario gregoriano; infatti nel 2004 si è
avuto il 18 aprile, nel 2005 il 6 maggio, nel 2006 il 25 aprile, nel 2007
il 15 aprile e nel 2008 il 2 maggio; quest'anno ricorre martedì
21 aprile.
Ha già dato la sua adesione e sarà presente l'Ambasciatore
dello Stato di Israele presso il Vaticano S.E. Mordechay Lewy, che prenderà
la parola a nome di tutti i suoi connazionali.
Saranno coinvolte le scuole e saranno invitati a partecipare i sindaci
dei comuni del Golfo: Gaeta, Formia e Minturno.
La cerimonia consisterà nello scoprimento di una targa commemorativa
presso la Base Nautica Flavio Gioia di Gaeta grazie alla disponibilità
dei proprietari i germani Luca e Anna Simeone.
Perché Gaeta e perché alla Base Nautica Flavio Gioia?
La città del Golfo è stata protagonista dell'esodo di migliaia
di ebrei che, clandestinamente, raggiungevano via mare la terra promessa
prima che nascesse lo Stato di Israele.
Le navi necessarie al trasporto venivano acquistate e attrezzate nei cantieri
gaetani, preesistenti alla Base Nautica, e quindi, all'inizio, soltanto
di notte, lasciavano le nostre coste per essere, al termine del viaggio,
insabbiate sulle spiagge di Palestina per consentire agli ebrei di sfuggire
velocemente ai reparti armati inglesi che pattugliavano le coste del futuro
Stato di Israele.
Molti profughi, anonimamente, alloggiavano in abitazioni di Scauri e di
Formia per raggiungere poi con imbarcazioni la nave che salpava da Gaeta.
Non vi furono mai dilazioni, a tal punto che gli ultimi viaggi furono
in pieno giorno.
Questa pagina di storia che onora Gaeta e il suo Golfo va ricordata perché
i giovani sappiano e imparino; mai più l'umanità dovrà
assistere inerte allo sterminio di donne e uomini a opera di criminali,
qualunque sia la divisa che indossano.
La Chiesa che è in Gaeta rende omaggio, in tal modo, ai fratelli
maggiori invocando pace e serenità, finalmente, per tutti coloro
che vivono nella Terra Promessa.
Il Capo Ufficio Stampa
diacono Marcello Rosario Caliman
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