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Disabili. Consiglio regionale approva Legge diritto al lavoro

 
 

Fondi 09 ottobre 2008


Controlli più stringenti sul collocamento obbligatorio, Bollino di qualità H” e indagine sugli effetti della normativa nazionale del 1999

Approvata mercoledì 8 ottobre a maggioranza (32 voti favorevoli, 8 astenuti) dal Consiglio Regionale del Lazio, presieduto da Carlo Lucherini (Pd), la legge regionale che detta nuove “norme in materia di inserimento al lavoro delle persone con disabilità”. Il provvedimento introduce controlli sistematici sul rispetto delle norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili. Inoltre, è prevista un’indagine conoscitiva sugli effetti della legge 68 del 1999 sul collocamento obbligatorio dei disabili. La normativa nazionale impone alle aziende l’obbligo di assumere quote di persone disabili, variabili in base al numero dei dipendenti. Il nuovo provvedimento regionale prevede la promozione di un’indagine conoscitiva per verificarne gli effetti.

E ancora: un “Bollino di qualità H” verrà assegnato dalla Regione alle aziende più virtuose, tenendo conto del numero di persone disabili inserite, della percentuale di invalidità media, del livello di adeguamento del luogo di lavoro alle esigenze dei lavoratori portatori di handicap, dell’idoneità della mansione lavorativa al tipo di disabilità.

“La legge 68 del 1999 istituiva il certificato di ottemperanza – ha spiegato in Aula Augusto Battaglia (Pd), primo firmatario del provvedimento – Tale obbligo è venuto meno con il decreto 112 convertito in legge che risponde a un’esigenza anche comprensibile di semplificazione amministrativa. Però, provoca un problema nell’applicazione della legge, perché sostituisce il certificato con l’autocertificazione, eliminando l’unico filtro di cui disponevamo per verificare il rispetto delle regole da parte delle imprese che in qualche modo entrano in contatto con la pubblica amministrazione. Prima erano tenute ad andare all’ufficio di collocamento e chiedere il certificato di ottemperanza, adesso non più. Con questo provvedimento la dichiarazione da parte del legale rappresentante verrà trasmessa dagli uffici della pubblica amministrazione agli uffici di collocamento per una verifica. La proposta quindi è rispettosa di quanto prevede il decreto 112 in materia di semplificazione amministrativa, ma nello stesso tempo non toglie ai nostri uffici di collocamento la possibilità di verificare che chi entra in contatto con la Pa sia in regola non solo con l’antimafia ma anche con le norme sul collocamento dei lavoratori disabili”.
Tutte le autocertificazioni di quelle imprese che partecipano a gare pubbliche o che hanno concessioni o convenzioni con la pubblica amministrazione nella Regione Lazio verranno dunque controllate.

“Tutte le aziende che entrano in contatto con la pubblica amministrazione, per prima cosa devono dimostrare di aver rispettato le norme - ha detto il presidente della Commissione Lavoro, Peppe Mariani (Verdi) - Con il Bollino di qualità H facciamo qualcosa di più: la Regione attesterà che quel soggetto è attento a investire nel sociale, che i posti di lavoro sono adeguati, che in quell’azienda sono presenti anche lavoratori con disabilità gravi. Il Bollino H indicherà la presenza di un percorso virtuoso all’interno dell’azienda, che l’azienda capisce le disabilità della persona e che la persona è stata inserita bene”.

Non sono mancate le critiche da parte delle opposizioni a un provvedimento che pone obblighi a tutta la pubblica amministrazione, non solo a quella regionale, con sede nel territorio del Lazio. Donato Robilotta (Sr - Pdl) nell’annunciare l’astensione ha chiesto “che venga l’assessore Tibaldi e ci dica qual è la situazione nella Regione in merito all’inserimento di disabili. Nel momento che chiediamo agli altri, la prima cosa che dobbiamo fare è chiedere a noi stessi se siamo in regola o meno”. Secondo Antonio Cicchetti (An - Pdl) c’è già una normativa nazionale per la quale le stazioni appaltanti devono fare certe verifiche. “Non mi sento di sottoscrivere gli obbiettivi di questa legge, pur condividendo la legge nazionale”, ha detto Cicchetti durante la dichiarazione di voto, mentre per Massimiliano Maselli (FI - Pdl) “questa legge crea un contraltare all’autocertificazione. C’è già una legge nazionale chiara, con questa legge si rischia di tornare indietro”. Aldo Forte (Udc) ha annunciato l’astensione, lamentando l’assenza del suo gruppo nella Commissione lavoro che ha partorito il provvedimento approvato oggi e, più in generale, nelle commissioni consiliari. “Chedo che venga riconosciuta all’Udc la giusta rappresentanza nelle commissioni, oggi inadeguata”, ha detto Forte.

Luisa Laurelli (Pd) ha voluto ringraziare il primo firmatario Battaglia per il lavoro svolto assieme al presidente della Commissione Lavoro, Mariani, “per una chiamata diretta alla responsabilità non solo dell’amministrazione regionale ma di tutte le amministrazioni pubbliche”.