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Fondi 23 agosto 2008
Concerto sabato 6 settembre 2008
in piazza Unità d'Italia, alle
ore 21,00 con
Gruppo Classico Napoletano
I Cantori Partenopei

Trent'anni fa, nel 1978, venne fondata l'Associazione Pro Loco
Fondi. L'idea e l'attuazione fu del fondatore Padre Alessio Falanga, per
tanti anni parroco della Parrocchia di San Francesco d'Assisi di Fondi
e promotore di numerose altre iniziative in favore della città
di Fondi e dei fondani, che ha lasciato questa vita l'8 aprile 2002.
Per ricordare il suo trentesimo anniversario, la Pro Loco di
Fondi ha organizzato un concerto gratuito in piazza Unità d'Italia
(ai piedi del castello) per sabato 6 settembre prossimo. Ad esibirsi il
complesso classico napoletano "I Cantori Partenopei". L'evento
è patrocinato dal Comune di Fondi, assessorato al Turismo, dall'Amministrazione
Provinciale di Latina e dalla Banca Popolare di Fondi.
CantoriPartenopeiA.pdf
- CantoriPartenopeiB.pdf
Padre Alessio Falanga era nato a Napoli l’11 ottobre
1940 da Luigi e Mafalda Sorriento, secondogenito di tre figli maschi.
Trascorse la sua adolescenza e la prima giovinezza in una traversa a breve
distanza dal Corso Vittorio Emanuele, in corrispondenza della nostra chiesa
di S. Lucia al Monte, imparando così a conoscere i frati minori
e a familiarizzare con loro. Si formò nell’associazione giovanile
curata all’epoca da P. Martino Rispo; fu proprio a questi, che,
interrogatolo poiché lo aveva sorpreso in chiesa in atteggiamento
pensoso, il giovane Aldo spiegò un giorno che aveva percepito un
richiamo soprannaturale a vivere la vita francescana. Per questa frequentazione
giovanile dell’ambiente di S. Lucia al Monte fra Alessio ha sempre
amato scherzosamente definirsi “alcantarino” o meglio ancora
“pasqualotto”. In quegli anni divenne il beniamino un po’
di tutti i frati di S. Lucia al Monte, in particolare del compianto fra
Giovangiuseppe Mendella. Tra i primi a raccogliere le sue confidenze in
ordine alla sua nascente vocazione francescana vi fu anche fra Giacinto
Caronia, ma, quando il sedicenne Aldo ne parlò in famiglia, fu
una tragedia. La mamma, di cui era il figlio prediletto, cercò
in ogni modo di osteggiare la scelta del suo vivacissimo “Alduccio”,
che tra l’altro aveva anche iniziato a lavorare in una agenzia pubblicitaria
a piazza Carità, ma non vi riuscì. Inizialmente Aldo fu
inviato a Portici, perché sotto la guida di P. Antonio Cuomo e
P. Antonio Pecchia potesse essere introdotto a quelle materie umanistiche,
che non aveva fino ad allora studiato. Successivamente, dopo un breve
tempo di postulato trascorso presso il Collegio Serafico di Marigliano,
quando era ormai diciottenne, il 17 settembre 1958, riceveva le serafiche
lane dal nostro missionario in Brasile P. Clemente Grassi presso il santuario
di S. Maria dei Lattani in Roccamonfina, ove trascorse l’anno di
noviziato sotto la guida del padre maestro P. Tito Robertella. Nel medesimo
santuario, il 20 settembre 1959, emetteva i voti semplici nelle mani del
padre guardiano, P. Mariano Capriglione.
La formazione di fra Alessio continuava per il quadriennio filosofico
(1959-1963) a S. Francesco a Quisisana con il padre maestro P. Gregorio
Capone; per i primi tre anni di teologia a Napoli-S. Lucia al Monte sotto
la guida dei maestri P. Cirillo Lombardi prima e P. Lucio Capriello dopo.
Emise i voti solenni il 19 settembre 1965 nelle mani del ministro provinciale
del tempo, M. R. P. Emanuele Lombardi, nella chiesa di S. Lucia al Monte.
Nel 1966, alla vigilia del quarto anno di teologia, fra Alessio fu inviato
a Nocera Inferiore, presso lo studentato della Provincia Minoritica di
Salerno, per un tempo di verifica e per completare il suo iter formativo.
Il padre maestro, attuale vescovo di Avellino, P. Antonio Forte, dopo
un anno di accompagnamento, così scriveva al nostro Ministro Provinciale:”…
la sua condotta è edificante, improntata a delicatezza e serenità.
Questa ultima nota è ben evidente in lui… tutti ammiriamo
la sua condotta. Non credo di sbagliare… perché la mia impressione
è condivisa sostanzialmente da tutti… questo giovane, nutro
speranza, farà bene nella vita”.
Il 28 giugno 1967 era ordinato presbitero nella nostra chiesa di S. Lucia
al Monte dal vescovo di Sessa Aurunca, mons. Vittorio Maria Costantini
o.f.m. conv.
All’indomani della sua ordinazione presbiterale fra Alessio fu inviato
a Teano, ma il locale santuario antoniano, sito sulla amena e silenziosa
collina alla periferia del paese, era troppo tranquillo e stretto per
il nostro giovane e vulcanico neosacerdote. Pochi mesi prima era iniziata
a Fondi una nuova esperienza pastorale con l’invio di fra Giacinto
Caronia, il quale era andato a ripristinarvi, su richiesta dell’arcivescovo
di Gaeta, mons. Lorenzo Gargiulo, la presenza francescana dopo il ritiro
dei nostri frati nel 1860. Fra Alessio rispose con entusiasmo alla proposta
del Ministro provinciale di andare a prestare il suo servizio pastorale
a Fondi e così si ricompose il binomio degli amici di vecchia data,
fra Giacinto e fra Alessio, a cui poco dopo si aggiunse anche fra Antonio
Princi di v.m. Dalla primavera del 1968 al 1974 fra Alessio fu vice parroco
e cappellano dell’Ospedale; dal 1974 al 1995 parroco, dal 1998 fino
alla morte vice-parroco. Furono anni intensi, vissuti con tanto entusiasmo
e altrettanto spirito di sacrificio. In quegli anni i frati hanno vissuto
in varie abitazioni precarie e provvisorie, ma sperimentando anche una
grande condivisione e solidarietà, tanto che l’esperienza
di Fondi in Provincia si rivestì di un carattere originale e atipico,
strano e propositivo allo stesso tempo. Non casualmente i frati in formazione
del tempo vi andavano a trascorrere il periodo estivo, per condividere
quel particolare tipo di vita francescana.
L’apostolato dei frati suscitava tanto entusiasmo che le famiglie
cambiavano residenza per poter rientrare entro i confini della neoeretta
parrocchia francescana e così partecipare alla vita parrocchiale
senza essere osteggiati dagli altri parroci del territorio, che comprensibilmente
storcevano il naso davanti a questa “novità francescana fondana”.
Quando agli inizi degli anni '70 ci fu la memorabile rivolta dei coltivatori
di arance, che per protesta cosparsero di agrumi tutte le strade di Fondi,
scontrandosi con l’esercito che teneva sotto controllo la cittadina
e non consentendo a nessuno di attraversare il centro abitato, solo i
nostri frati, grazie alla loro popolarità e alla simpatia generale
che avevano suscitato, erano liberi di muoversi per le strade di Fondi
per prestare soccorso ai feriti. Col tempo la presenza minoritica a Fondi
si è andata sempre più stabilizzando: è sorto il
conventino adiacente alla chiesa; è stata restaurata integralmente
la chiesa con il campanile; è stata adattata a convento una più
ampia residenza a breve distanza dal tempio; è stata costruita
la chiesa di S. Antonio alle Querce (contrada periferica della parrocchia)
con annesso oratorio. Grazie alla bella testimonianza dei frati diverse
donazioni di beni immobili sono state devolute alla nostra Provincia.
Sul piano socio-culturale sono state promosse numerose realtà.
Tutto ciò porta l’impronta di P. Alessio, che
è stato coadiuvato efficacemente prima da P. Giacinto, poi da P.
Canio Rienzi e fra Salvatore Funaro. Circa l’impegno pastorale-spirituale
di P. Alessio si riporta qualche stralcio dell'intervento al rito esequiale
dell'allora Ministr Provinciale dei Frati Minori di Napoli, Padre Luigi
Ortaglio: ”A meno di un anno dalla tua ordinazione, nella primavera
del 1968, quando non avevi ancora compiuto i 28 anni di età, eri
inviato qui a Fondi, una sede nuova, lontana, scomoda, non certo ambita
dagli altri frati, per ripristinare la presenza francescana dopo più
di cento anni di interruzione. Iniziava così la tua esperienza
fondana che avrebbe segnato tutta la tua vita. Fondi è diventata
la tua patria di elezione e questa parrocchia di S. Francesco il tuo campo
di lavoro ministeriale, in cui hai profuso la tua intraprendenza pastorale,
la tua umanità, la tua carica affettiva, il tuo ottimismo, la tua
creatività, il tuo spirito di sacrificio. Hai percorso, con le
caratteristiche proprie del tuo temperamento e della tua sensibilità,
le orme di Francesco d’Assisi a S. Damiano: a Fondi hai trovato
tanta sete di Dio e affetto per S. Francesco, ma nello stesso tempo anche
un tempio abbandonato, sconsacrato, cadente e neppure una dimora stabile
ove riposarti delle tue fatiche apostoliche.
Hai lavorato sodo con il cuore, con l’intelligenza, con le mani.
Con il cuore: perché in questi trent’anni, tu che pur eri
tanto legato alla tua Napoli, hai amato questa città e questa comunità
parrocchiale con la passione con cui si ama una sposa e con lo spirito
di paternità con cui si ama un figlio. E tanti di voi, fratelli
Fondani qui presenti, siete di fatto diventati figli spirituali di P.
Alessio; ricorrevate con fiducia a lui, perché sapevate di trovare
in lui un punto di riferimento sicuro, capace di riaccendere in voi quell’entusiasmo
che a volte le prime delusioni della vita possono anche spegnere. Quante
storie personali si sono intrecciate in questi anni con la tua storia,
caro P. Alessio! Esse sono tutte racchiuse nel tuo cuore, nel cuore di
Dio, nel cuore di ciascuno di voi, cari fratelli.
Con intelligenza: perché hai avviato una vita parrocchiale secondo
le linee pastorali più attuali ed efficaci, introducendo tra l’altro
il cammino neocatecumenale, la GI.FRA., gli araldini, il movimento carismatico
e consolidando il Terzo Ordine Francescano già esistente.
Con le mani: perché hai curato il restauro di questo antico tempio
dedicato a S. Francesco, in questa terra che ha accolto la prima generazione
francescana (cf. FF 740), e hai edificato la dimora dei frati e le strutture
per accogliere la comunità ecclesiale nelle sue attività
parrocchiali.
Il tuo stare a Fondi, grazie anche al tuo rapporto dialogico con le istituzioni
pubbliche e alla tua sensibilità sociale, è stata una benedizione
non solo per la comunità ecclesiale ma anche per la città
tutta, perché senza dubbio ha contribuito alla sua promozione umana
e civile. Quante iniziative sociali, culturali, agonistiche, ricreative
sono partite per tuo impulso… Ma tu, caro P. Alessio, sei stato
un dono anche e direi prima di tutto per la tua famiglia religiosa, per
la Provincia dei Frati Minori di Napoli.
Te lo dice, oggi, chi, come me, in certi momenti si è trovato anche
su posizioni diverse dalle tue, ma oggi, rileggendo in maniera globale
la tua esperienza di vita francescana, può attestare con convinzione
che sei stato un frate veramente innamorato della tua vocazione e della
tua Provincia, verso la quale hai sempre nutrito un senso di gioiosa appartenenza
e di geloso orgoglio, sei stato tenace assertore e difensore delle tue
idee, uomo di dialogo, mediatore e facitore di fraternità pur con
lo stile derivante dalla tua personalità e con quei toni a volte
così “accesi”, perché eri un passionale.
In questo ultimo decennio sei stato responsabile,,, prima provinciale
e poi nazionale, delle missioni al popolo e questo nuovo campo di apostolato
ti ha permesso di portare in tutta Italia la tua ampia esperienza pastorale,
la ricchezza della tua umanità, il tuo amore per S. Francesco.
Il Signore, per completare l’opera sua in te, ti ha, nell’ultimo
tratto della tua vita, fatto passare per la dura strada della sofferenza,
che tu hai percorso con spirito di fede, senza lamentarti o ribellarti,
con dignità, con la tua caratteriale fierezza. Quando sei stato
chiamato dal Padre a chiudere questa tua laboriosa giornata terrena, ormai
erano cadute tutte le umane distanze tra te e il tuo Signore e, formato
e affinato dal mistero della sofferenza, gli sei andato incontro pronunciando
il sì (fiat) più decisivo della tua vita ed entrando pienamente
e definitivamente nella dimensione di Dio”.
Nel triennio 1995-1998 P. Alessio è stato guardiano
a Napoli-S. Pasquale a Chiaia ove nell’arco del 1996 ha curato l’organizzazione,
a livello locale e provinciale, dei preparativi e delle celebrazioni commemorative
e di ringraziamento in occasione della canonizzazione del Beato Egidio
Maria di S. Giuseppe. Dal 1992 è stato incaricato provinciale delle
missioni al popolo e dal 1995 segretario nazionale del medesimo settore.
Tante e memorabili sono state le missioni popolari guidate con competenza
e passione da P. Alessio: Napoli-parrocchie S. Maria della Fede, S. Antonio
abate, S. Maria di Tutti i Santi (1993), Casoria-parrocchia S. Mauro (1994),
Frattamaggiore-Grumo Nevano-Frattaminore (1994), Villaricca (1995), S.
Sebastiano al Vesuvio (1995), Vitulazio (1996), Ravenna (1996), Piedimonte
Matese (1997), Capua (1997), Imperia (1997), Bagnoli (1998), La Spezia
(1998), Frattamaggiore-parrocchia S. Ciro (1999), Comiso (1999), Fondi
(2000), Villa Literno (2000), Rezzato (2000), Gianola-Formia (2001), Pozzuoli
(2001).
Non meno intensa è stata l’assistenza spirituale prestata
a diversi istituti femminili di ispirazione francescana. E’ stato
l’ispiratore della prossima accoglienza delle suore “Sorelle
Minori di S. Francesco” presso la nostra casa di S. Gennaro Vesuviano.
È stato per ben sei volte definitore provinciale (1974-1977; 1977-1980;
1989-1992; 1992-1995; 1995-1998; 2001-2002) Nel 1998 con successo curò
l’organizzazione del grande pellegrinaggio regionale per l’offerta
annuale dell’olio da parte della nostra regione a S. Francesco in
Assisi.
Nell’ottobre del 2000 P. Alessio ha scoperto di essersi ammalato
di cancro e così è iniziato un lento e sempre più
doloroso calvario. Nell’aprile 2001 si sottoponeva a intervento
chirurgico al Policlinico Gemelli di Roma e successivamente era curato
all’”Istituto Regina Elena” di Roma. P. Alessio ha preferito
tacere su questa sua dura esperienza ed affrontarla nel silenzio del suo
cuore con la fede e la forza di volontà che gli erano proprie.
Ha lottato fino alla fine, tanto da morire sulla breccia; nello scorso
novembre ha diretto l’ultima missione popolare nazionale a Pozzuoli,
la domenica delle Palme ha guidato il tradizionale pellegrinaggio dei
Fondani al locale cimitero e ha voluto presiedere la S. Messa, quasi presagendo
anche da parte sua il prossimo approdo al luogo che la tradizione cristiana
definisce “dormitorio”. A me, che gli facevo visita il 2 aperile
2002, P. Alessio parlava ancora di prossimi impegni (la missione nazionale
a Cuneo), incontri e progetti vari, ma nello stesso tempo ripeteva l’espressione
di Giovanni il Battista “Egli deve crescere e io invece diminuire”
(Gv. 3,30); con quell’”crescere” intendeva riferirsi
alla nuova generazione di frati e in particolare a fra Domenico Silvestro
che si stava inserendo nella compagine socio-ecclesiale di Fondi. Il giorno
di Pasqua aveva trovato la forza di alzarsi dal letto, uscire all’aperto
per l’ultima volta e lodare il Signore ad alta voce per la bellezza
del creato. Era l’addio alla vita terrena di un uomo, che aveva
il gusto della vita e un gran desiderio di vivere.
Nell’ultimo mese aveva selezionato tutte le sue cose, sistemato
i registri, trasmesse le varie consegne a fra Domenico Silvestro, a cui
negli ultimi giorni ha chiesto l’unzione degli infermi e più
volte l’assoluzione sacramentale e la benedizione, mentre intorno
a lui si stringeva una stretta e intensa rete di solidarietà costituita
dalla generazione di giovani da lui formata e dal dott. Felice Gagliardi,
che amorevolmente e quotidianamente lo ha seguito. Alle ore 16,45 di lunedì
8 aprile 2002, circondato dai fratelli Bruno e Fulvio, si è addormentato
nel Signore. La triste notizia si è diffusa istantaneamente e la
dimora dei frati è stata letteralmente invasa dai fedeli, per cui
si è reso necessario subito il trasferimento della salma in chiesa,
che ininterrottamente è stata visitata per tutto il giorno seguente
fino alla celebrazione del rito esequiale, il quale è stato presieduto
dall’arcivescovo di Gaeta, mons. Per Luigi Mazzoni, alle 10.00 del
10 aprile 2002. Hanno concelebrato circa un centinaio di presbiteri e
diaconi diocesani e religiosi; molti sono stati i frati convenuti dai
vari conventi della Provincia. Hanno altresì partecipato frati
rappresentanti delle nostre Province di Lombardia, Toscana, Salerno e
Benevento. La folla strabocchevole dei fedeli non è riuscita ad
entrare in chiesa, per cui molti hanno partecipato al rito attraverso
amplificatori esterni, restando in piazza. La celebrazione è stata
partecipata in maniera molto sentita e animata dai gruppi neocatecumenali;
vi è stata anche la presenza di autorità civili a livello
locale e regionale. Al rito è seguito un breve corteo funebre di
centinaia di fedeli, visibilmente commossi, fino alla dimora dei frati,
inframmezzato da scroscianti applausi.
Dopo la salma è stata trasferita nella nostra cappella cimiteriale
di Poggioreale, ove già riposano i resti mortali dei genitori di
P. Alessio.
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