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  Onorificenza. Gino Fiore Cavaliere della Repubblica Italiana  
 

Fondi 21 maggio 2008

Il dottor Gino Fiore insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Il nostro concittadino e famoso farmacista di Fondi, dottor Gino Fiore, è stato insignito di un'altissina onorificenza che, con la sua persona, onora tutta la cittadinanza fondana. L'onorifenza è stata decretata direttamente dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, per i meriti che Fiore ha dimostrato nel campo delle Lettere e delle Arti. Il dottor Gino Fiore è sì famacista, ma da anni ha dimostrato di essere Poeta, Commediografo e attore. E' nato a Fondi nel 1945. Amico carissimo di De Libero, De Santis e Purificato, dopo la laurea in Farmacia, incontri e frequentazioni gli forniscono occasioni di esordio scenico sia in veste di autore che di interprete. Ha sinora pubblicato le raccolte liriche “L’Alga” (1986), “Trasparenze” (1989), “Dietro la maschera” (1993), “Nel diluvio” (1996), “L’onda lunga” (2000).
Gli artisti Giovanni Repossi (già direttore dell’Accademia di Brera) e Vittorio Moriello hanno reinventato temi e atmosfere dei testi poetici in tre serie di acqueforti confluite in altrettante cartelle, ciascuna all’uscita presentata a Roma, nella sala del Cenacolo a Montecitorio. Nel 2000 lo scrittore Pasquale Maffeo celebra il suo sodalizio artistico con lo scultore Vittorio Moriello (che realizza le sue sculture più belle ispirandosi alle poesie di Gino Fiore) con il libro “Uno scultore per un poeta.”.
Delle sue commedie, in una decìna d’anni vengono pubblicate e date alle scene “Sarà ma non ci credo” (1987), “Febbraio Bisestile” (1988), “Rifrazioni da un prisma” (1989), “Accade agli altri” (1992, premiata al Festival del teatro italiano). Nel 2002 esce, con cure glottologiche, un volume di teatro che raccoglie quattro lavori in dialetto fondano: “Il teatro dialettale di Gino Fiore”
Ha interpretato lavori di ampio respiro, da Eduardo a Pirandello a Checov a Terron ecc.; fino a produrre come interprete e regista “La morte di Nerone” (scelto per lui da Raf Vallone) di Felicien Marçeau, tradotto da Ugo Ronfani, lungo e ampio monologo rappresentato per la prima volta in Italia e replicato più volte, con grande successo, sotto gli occhi della critica più esigente . Lo stesso Raf Vallone lo vede tre volte e Hystrio lo recensisce magnificamente.
Accademico Tiberino, Gino Fiore è curatore del premio nazionale di pittura “Città di Fondi”, è docente di generi teatrali presso l’Accademia d’Arte Drammatica del Lazio; è membro di giurie letterarie ed artistiche, vive a Fondi con la moglie (Sig.ra Anna Maria, insegnante di lettere in pensione) e due figli (Luca, farmacista e Daniela , medico endocrinologo).
Tutti i guadagni delle rappresentazioni teatrali della compagnia teatrale “La Maschera”, da lui fondata nel 1981 hanno visto come beneficiario l’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro).
Nel 1978 é nominato delegato della CRI (Croce Rossa Italiana) ed espleta il proprio compito con dedizione e discrezione fino a meritare nel 1990 il diploma di benemerenza con medaglia dal Direttore Generale Professor Renato Pons e dal Commissario Straordinario Professor Luigi Giannico.
L’Istituto scolastico dell’Immacolata in Fondi, sotto la sua presidenza, è la prima scuola elementare in Italia ad adottare l’insegnamento della lingua straniera.
Il 16 marzo del 1990 viene premiato a Latina dal Presidente della FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani) Dr. Giacomo Leopardi per il recital tenuto al Teatro di Latina: “Illusione e amore nella poesia del novecento”.
L’11 marzo 1994 con la prima di “La Morte di Nerone” al Teatro grande di Latina dona l’intero incasso alla Croce Rossa Italiana; non trattenendo per sé neanche le spese vive di allestimento scenografico e trasporto.
Nel 1993 con i proventi della vendita della Cartella d’Arte “Dietro la Maschera” edita in 90 esemplari, realizza nel Comune di Campodimele in provincia di Latina (Comune vessato dall’emigrazione) il Monumento all’Emigrante , unico in Italia nel suo genere, grande mosaico ideato e disegnato da Giovanni Repossi.
Nel 2002 viene chiamato nella giuria del premio nazionale di pittura “Città di Fondi” premio-acquisto voluto dall’On. Claudio Fazzone per la creazione di un Museo di Arte Moderna a Fondi. Nel 2003 l’On. Fazzone lo nomina Supervisore e Coordinatore del Premio stesso; compito che assolve con grande professionalità e dedizione e chiedendo egli stesso che nella delibera comunale che gli affidava tale responsabilità fosse evidenziato che, per suo espresso volere, non pretendeva alcun compenso neanche a titolo di rimborso spese.
Nel dicembre del 2004 con i proventi di uno spettacolo da lui stesso ideato interpretato e diretto su Neruda (in ricorrenza del centenario della nascita del Poeta): “E amore sia” dona (agli inizi del 2005) al Polo Oncologico di Gaeta tre poltrone da terapia ed un computer. Dopo di che, necessitando il Polo Oncologico di altri due computers, li dona personalmente.
Nel novembre del 2005 porta lo spettacolo “E amore sia” a Fondi e dona il ricavato alla Parrocchia di San Paolo Apostolo (presente alla rappresentazione l’Arcivescovo di Gaeta S.E. Pier Luigi Mazzoni) per l’erigendo campo polivalente destinato ai giovani della Parrocchia.
Nel 1995, non essendoci fondi sufficienti per completare il nuovo nosocomio, tiene spettacoli pro ospedale di Fondi.
Nel corso del 2004 tiene due recital-concerto di beneficenza, nel Duomo di San Pietro in Fondi, con il grande etnomusicologo Ambrogio Sparagna, coniugando magnificamente poesia e musica etnica.
Tiene continuamente e gratuitamente seminari di poesia e teatro nei licei.
Il compianto Guido Ruggiero, Presidente della ERI (Edizioni RAI), suo carissimo amico e profondo estimatore, dopo aver assistito alla rappresentazione di una sua commedia , il 3 maggio del 1992 gli invia una meravigliosa lettera che conclude con queste parole: -Potresti fregartene, visto che non chiedi e temi il pane per il giorno né, per la tua buona coscienza, il “sonno” per la notte. Eppure aggiungi alle tue giornate una confessione pubblica di emozioni. Quelle che fanno vivere, anche alle coscienze più frigide, il dono della tua prodigalità. Grazie per avermi regalato due ore di “colloquio” poetico. Caramente tuo Guido Ruggiero.-

Istituito con la Legge 3 marzo 1951, n. 178 (G.U. n. 73 del 30 marzo 1951), è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.". Il Presidente della Repubblica è Capo dell'Ordine, retto da un Consiglio composto da un Cancelliere e sedici membri. L'Ordine è suddiviso nei seguenti gradi onorifici: Cavaliere di Gran Croce, Grande Ufficiale, Commendatore, Ufficiale, Cavaliere. I colori dell'Ordine sono il verde e il rosso.