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  Undicesimo anniversario della morte di Giuseppe De Santis. Il ricordo della città di Fondi  
 

Fondi 15 maggio 2008

La città di Fondi ricorda il regista Giuseppe De Santis
nell’undicesimo anniversario della morte


Domani, venerdì 16 maggio, ricorrerà l’undicesimo anniversario della morte di Giuseppe De Santis, critico cinematografico e regista del neorealismo, autore di celebri capolavori apprezzati dal pubblico e dalla critica di tutto il mondo, insegnante di recitazione negli anni ’80 al Centro Sperimentale di Cinematografia, Leone d’Oro alla carriera nel 1995.
De Santis, nato a Fondi nel 1917, ambientò due film - Non c’è pace tra gli ulivi e Giorni d’amore - nella sua città, a cui rimase sempre legato e dove aveva scelto di ritornare ad abitare negli ultimi dieci anni della sua vita.
Nel suo cinema sono evidenti i forti colori del romanzo popolare, la denuncia sistematica delle condizioni dell’Italia del dopoguerra, la lotta contro le ingiustizie sociali, il problema del lavoro, l’emancipazione femminile, il recupero della cultura contadina. Una delle peculiarità di De Santis risiedeva nella capacità di collocare questi temi in una cornice di notevole suggestione figurativa, uno stile che lo ha sempre caratterizzato come uno dei più innovativi e tecnicamente validi cineasti italiani.
Il regista sarà ricordato nella sua città natale con una cerimonia che avrà luogo alle ore 17.00 presso il Cimitero Comunale e che vedrà la presenza di familiari, amici, rappresentanti delle istituzioni e componenti dell’associazione a lui intitolata. Nell’occasione sarà scoperto un monumento funebre, realizzato appositamente e in maniera del tutto gratuita dal pittore e scultore Ettore de Conciliis, che era amico di De Santis. Le spese del materiale e della manodopera per l’allestimento e il montaggio del monumento funebre sono state sostenute dalla Banca Popolare di Fondi, sempre generosamente disponibile nel sostenere le iniziative che ricordano il grande regista fondano.
Allievo di Venanzio Crocetti e Marino Mazzacurati, de Conciliis (Avellino 1941), inizia a lavorare su opere monumentali concentrando la sua attenzione sui murales di grande impatto sociale e politico. Molto famosi sono il suo Murale della pace (1965) nella chiesa di San Francesco ad Avellino; il murale nel Centro Studi di Danilo Dolci a Trappeto (PA) e L’occupazione delle terre e lotta per lo sviluppo (1970 -1972) a Fiano Romano, realizzato in collaborazione con Carlo Levi, Rocco Falciano e Ernesto Treccani. Un’opera pubblica molto importante è il Memoriale di Portella della Ginestra del 1980, che rappresentò un evento dell’arte ambientale in Europa. In essa, sulle traiettorie dei proiettili esplosi dalla banda di Salvatore Giuliano nell’eccidio del primo maggio 1947, sono stati collocati massi-sculture in un insieme plastico ed architettonico. Dal 1980, de Conciliis si allontana progressivamente dalla progettazione di murali e opere a carattere pubblico, concentrando il proprio impegno su una ricerca artistica che lo condurrà alla realizzazione di dipinti di paesaggio, e in misura minore alle nature morte, ricerca che prosegue tutt’ora. Dal 1978 inizia ad esporre la sua opera in Italia e nel mondo (Toronto, New York, Washington, San Francisco, Los Angeles, Montecarlo, Seattle, Gand, Buenos Aires, Vancouver, Singapore).