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  Di Sarra e Gagliardi. Le foto della premiazione  
 

Fondi 11 maggio 2008

Esculapio d'oro. Foto e dichiarazione dei medici fondani Fulvia di Sarra e Felice Gagliardi. Medici che hanno raggiunto nel 2008 il traguardo dei 50 e dei 40 anni di laurea.

Ai due medici, punti di riferimento nella città di Fondi, gli auguri della Pro Loco.

“Una Professione al servizio della Società”.

Questo “slogan”, con il quale l'Ordine ha intitolato la manifestazione del 29 marzo 2008, è stato particolarmente appropriato quando è giunto il momento di premiare, con l'Esculapio d'oro, i medici che hanno raggiunto nel 2008 il traguardo dei 40 e dei 50 anni di laurea. L'Ordine, nel celebrare questo anniversario, ha avuto anche l'idea, accolta con simpatia, di consegnare a ciascuno anche la copia della foto presentata presentata dagli interessati al momento dell'iscrizione all'Ordine.

Il Presidente Giovanni Maria Righetti, assistito dal Segretario Milo, in presenza dei neo iscritti, li ha accolti e festeggiati insieme ai tanti amici e familiari che hanno affollato la sala. Pochi gli assenti, tutti giustificati! Alcuni, particolarmente emozionati, hanno affidato al Segretario Pasquale Milo il compito di leggere le note preparate per l'occasione ricche di riflessioni e di ricordi.

40° anniversario di laurea
Annargenide Astuto, Maurizio Bianchi , Franco Caprio, Antonio Ciacciarelli, Michele Colarossi, Luigi Don, Giulio Forte, Felice Gagliardi, Fortunato Lazzaro, Giuseppe Micucci, Alessandro Poggi, Sandra Rondoni, Pietro Scarpelli, Benjamin Serko, Vincenzo Vozzolo.

50° anniversario di laurea
Carlo Catanzano, Dino Coletta, Modestino De Marinis, Benedetto Di Russo, Fulvia di Sarra, Attilia Izzo, Claudio Serafini, Raffaele Tucciarone.

SANITA’ DI IERI
di FULVIA di SARRA
E’ indiscusso primato del Comune di Fondi la istituzione del Servizio di Medicina Scolastica, nel 1958-59, quando era unico nella provincia di Latina e presente solamente in poche grandi città italiane.
Ma non fu certamente impresa facile: in assenza di qualsiasi struttura, tutto fu interamente da inventare o da creare.
Iniziava in un contesto sociale non ancora molto emancipato per cui il quoziente sanitario scolastico rifletteva gli standards generali di vita … quali insufficienza economica, insalubrità abitativa, deficienze alimentari, carenze igieniche e patologie correlate: rachitismo, linfatismo, denutrizione, disvitaminosi, anemia, malattie oro-fecali, tubercolosi, carie, tigna, scabbia, pediculosi, verminosi ecc …
Chi ha avuto la ventura di assistere - attraverso la Scuola - alle fasi della evoluzione sociale, non può non rimarcare differenze abissali nel passaggio dalla cultura della povertà alla cultura dell’opulenza.
La mensa scolastica di Fondi, con molti bambini di famiglie indigenti, era allora un servizio sociale che rispondeva a veri bisogni ed il medico scolastico rappresentava il necessario referente per indicare o accertare necessità e bisogni.
L’edilizia scolastica, spesso carente, era decisamente povera nelle scuole rurali- tutte in case private - allora in casolari modesti dove lo squallore dell’ambiente sottolineava arretratezza nel vivere.
Esisteva il vaiolo nel mondo e la vaccinazione antivaiolosa era obbligatoria; noi assistemmo alla sua estinzione a seguito dell’annuncio OMS dell’avvenuta scomparsa dell’ultimo malato di vaiolo ….
Le malattie infettive incidevano largamente nell’età scolare e ci impegnavano - tra allontanamenti e riammissioni- nel controllo dei severi periodi contumaciali allora richiesti.
La tubercolosi, diffusa e temuta, richiamava attenzione sanitaria nella Scuola e costante collegamento con il Dispensario il cui dirigente dott. Peppino di Russo prestava continua disponibilità.
La vaccinazione antitubercolare, nel suo avvio, rese Fondi “centro pilota” diretto dal prof. Guido Mosillo e suscitò l’interesse degli osservatori OMS qui giunti da Roma dove erano convenuti per un congresso.
A cura della prof.ssa I. Bianco Silvestroni, ebbe inizio nella Scuole Medie di Fondi la prevenzione della talassemia nel Lazio. Nostro fu il compito educativo per promuovere una coscienza preventiva rispetto alle malattie microcitemiche, tra i giovani e tra la popolazione.
Fin dall’inizio il servizio si impegnò nell’ambito della Educazione Sanitaria, dinamicamente condotta tra la scuola e la popolazione mediante incisive campagne di informazione, allo scopo di modificare comportamenti e promuovere cambiamenti.
Quando il colera raggiunse l’Italia, suscitando preoccupazioni e timori, vedemmo l’opportunità di una massiccia campagna educativa. La viva sensibilità del momento si trasformò in un’azione collettiva nella Scuola e, infine, la popolazione partecipò intorno ad una pubblica mostra - con gli elaborati delle scolaresche- che molto diceva sulle malattie oro-fecali e personali comportamenti igienici.
E intanto il contesto sociale si modificava con trasformazioni travolgenti ed il concetto di “salute” mutava tra nuove condizioni socio-economiche, culturali ed ambientali.
Non più bambini anemici e rachitici ma diffuse alterazioni scheletriche da sedentarismo e da iperalimentazione.
Non più denti erosi dalla carie ma moderni correttivi per una dentatura più sana e perfetta.
Intanto l’igiene diffusamente praticata abbatteva infezioni intestinali, verminosi, tigna, scabbia …; le malattie infettive cedevano ad antibiotici, sulfamidici e vaccini.
In netto anticipo il Servizio si impegnava in campagne educative sui rumori e loro nocività; sull’aggressività dell’ambiente per la formazione di una coscienza ecologica; sull’educazione alla sicurezza, sull’alcoolismo, sul tabagismo, sul disagio giovanile.
E, ancor prima delle disposizioni ministeriali, nelle scuole di Fondi si avviavano esperienze educative di avanguardia nell’ambito della tossicodipendenza e della educazione affettivo - sessuale.
Interessanti iniziative furono attivate in maniera quasi pionieristica su vari temi, prima che gli stessi appartenessero alla pubblica opinione.
Ma il Servizio di Medicina Scolastica ha anche il merito di aver favorito l’ingresso degli handicappati nella scuola. L’handicap infatti trovò immediati riferimenti nel Servizio fin dal 1959. Il medico scolastico di allora, come esordio, provvide al primo censimento dei bambini fondani portatori di handicap.
Mancava in quel tempo una coscienza generale dell’handicap e - in assenza di ogni apertura culturale e sociale- il problema veniva regolarmente privatizzato e vissuto con disagio che ne impediva la comune reale conoscenza. Primo compito fu quindi un delicato e difficile reperimento dei bambini svantaggiati che avvenne con la mediazione della parrocchia. La parrocchia - nella società contadina- rappresentava il fondamentale riferimento e sollievo alla sofferenza, per cui la richiesta fu rivolta al parroco, il quale fece anche gentile concessione di un locale (nell’attuale Ospizio) per una umana e rispettosa conoscenza di detti bambini e loro genitori.
E, in quel lontano pomeriggio, assistemmo ad una tragica parata di piccole vite crudelmente ferite, casi di varia gravità, quasi abbrutiti dal grande isolamento e fino allora a tutti sconosciuti.
Una occasione storica per la vita dell’handicap: quanto ai genitori che vedevano ridursi frustrazioni ed ansie e quanto ai bambini che venivano sottratti al generale silenzio per entrare ufficialmente nella Scuola e nella società.
FULVIA di SARRA