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  Nominati i nuovi quattro vicari foranei dell'Arcidiocesi di Gaeta  
 

Fondi 21 aprile 2008

 

L’Arcivescovo di Gaeta S.E. Mons. Fabio Bernardo D’Onorio ha provveduto a nominare i suoi quattro vicari foranei.

E’ bene ricordare che le loro sedi rispecchiano oltre quella di Gaeta, attuale sede arcivescovile, quelle che sono state sedi vescovili nei secoli passati.
Ha anche provveduto a nominare il Rettore del Seminario Minore di Gaeta e del Centro Diocesano Vocazioni diocesano nella persona del presbitero don Antonio Guglietta di anni 41 originario di Sperlonga – parroco della Chiesa di Santa Margherita in Coreno Ausonio.
Per i vicari foranei:
Vicario di Fondi
don Mariano Parisella – presbitero di anni 52 originario di Fondi –
parroco della Chiesa di San Paolo Apostolo in Fondi
riconfermato
Vicario di Gaeta
don Gianluigi Valente – presbitero di anni 34 originario di Gaeta –
parroco della Chiesa di San Carlo Bartolomeo in Gaeta
in sostituzione di
don Giuseppe Sparagna parroco della Chiesa di San Giacomo Apostolo
Vicario di Formia
don Mariano Salpinone – presbitero di anni 33 originario di Gaeta -
parroco della Chiesa del Buon Pastore con sede a Penitro
in sostituzione di
don Vittorio Valerio Parroco della Chiesa della Madonna del Carmine
Vicario di Minturno
padre Giuseppe d’Agostino dell’Ordine dei Trinitari
presbitero di anni 62 di Felline di Alliste (Lecce)
parroco della Chiesa di Sant’Antonio di Padova in Santi Cosma e Damiano
in sostituzione di
don Simone Di Vito Parroco della Chiesa di Santa Albina in Scauri

Il Codice di Diritto Canonico nella parte seconda “La costituzione gerarchica della Chiesa” al capitolo VII intitolato “I Vicari Foranei” dal canone 553 al canone 555 spiega le loro funzioni che sono estremamente delicate:
“Can. 553
Il vicario foraneo, chiamato anche decano o arciprete o con altro nome, è il sacerdote che preposto al vicariato foraneo.
A meno che il diritto particolarmente non stabilisca altro, il vicario foraneo è nominato dal Vescovo diocesano, dopo aver sentito, a suo prudente giudizio, i sacerdoti che svolgono il ministero nel vicariato in questione.
Can. 554
Per l'ufficio di vicario foraneo, che non è legato all'ufficio di parroco di una parrocchia determinata, il Vescovo scelga il sacerdote che avrà giudicato idoneo, valutate le circostanze di luogo e di tempo.
Il vicario foraneo venga nominato a tempo determinato, definito dal diritto particolare.
Il Vescovo diocesano può rimuovere liberamente, per giusta causa, secondo la sua prudente decisione, il vicario foraneo.
Can. 555
Il vicario foraneo, oltre alla facoltà che gli attribuisce legittimamente il diritto particolare, ha il dovere e il diritto:
- promuovere e coordinare l'attività pastorale comune nell'ambito del vicariato.
- avere cura che i chierici del proprio distretto conducano una vita consona al loro stato e adempiano diligentemente i loro doveri.
- provvedere che le funzioni sacre siano celebrate secondo le disposizioni della sacra liturgia, che si curi il decoro e la pulizia delle chiese e della suppellettile sacra, soprattutto nella celebrazione eucaristica e nella custodia del santissimo Sacramento, che i libri parrocchiali vengano redatti accuratamente e custoditi nel debito modo, che i beni ecclesiastici siano amministrati diligentemente; infine che la casa parrocchiale sia conservata con la debita cura.
Il vicario foraneo nell'ambito del vicariato affidatogli: si adoperi perchè i chierici, secondo le disposizioni del diritto particolare, partecipino nei tempi stabiliti alle lezioni, ai convegni teologici o alle conferenze a norma del can. 279, capitolo 2. Abbia cura che siano disponibili sussidi spirituali per i presbiteri del suo distretto ed abbia parimenti la massima sollecitudine per i sacerdoti che si trovino in situazioni difficili o sono angustiati da problemi.
Il vicario foraneo abbia cura che i parroci del suo distretto, che egli sappia gravemente ammalati, non manchino di aiuti spirituali e materiali e che vengano celebrate degne esequie per coloro che muoiono; faccia anche in modo che durante la loro malattia o dopo la loro morte, non vadano perduti o asportati i libri, i documenti, la suppellettile sacra e ogni altra cosa che appartiene alla chiesa.
Il vicario foraneo è tenuto all'obbligo di visitare le parrocchie del suo distretto secondo quanto avrà determinato il Vescovo diocesano”.
Con l’occasione l’Arcivescovo ha espresso apprezzamento e gratitudine per coloro che hanno ricoperto tali ruoli sino all’attuale avvicendamento.

Il Capo Ufficio Stampa
Marcello Caliman - diacono