Home | Chi Siamo | Archivio News | Contatti | E-mail |
 
  Mozzarella e diossina. "Ma da noi a Fondi ed in Provincia il problema non esiste"  
 

 


Solidarietà e sostegno alle aziende del settore bufalino

Il calo dei consumi di mozzarella di bufala, dovuto alle allarmistiche notizie riguardanti il presunto rilevamento di tracce di diossina in alcuni quantitativi di prodotto, rischia di dare un duro colpo alla zootecnia provinciale già in difficoltà per le note vicende riguardanti due tra i più importanti caseifici esistenti sul territorio, Pettinicchio e Cisternino.

La vicenda delle quote latte ha, negli anni scorsi, ridimensionato di molto il patrimonio zootecnico della nostra provincia; le difficoltà derivanti dall'applicazione delle norme comunitarie, che impedivano di fatto uno sviluppo economicamente compatibile, ha indotto una gran parte degli allevatori a vendere le proprie quote di produzione ad aziende del nord e chiudere quindi le stalle con gravi ripercussioni sia sul piano economico che occupazionale.
Una parziale ma importante risposta è venuta dalla riconversione di molti allevamenti bovini in allevamenti bufalini e dalla nascita di nuovi insediamenti di bufale che, non essendo soggetti a contingentamento, si sono sviluppati e ci hanno portato ad essere una delle realtà emergenti nel panorama nazionale. Con quasi 31 mila capi in lattazione e con una produzione annua di circa 650.000 q.li di latte e decine di caseifici, di cui molti aziendali, questo settore rappresenta ormai una realtà da incentivare e su cui puntare per il futuro.
La mozzarella di bufala rappresenta un prodotto sano e di qualità che fa ormai parte della tradizione gastronomica e della stessa identità territoriale della nostra realtà produttiva.

Occorre far conoscere all'opinione pubblica come i controlli nel campo siano estremamente rigorosi, lo dimostra il fatto che le verifiche sono costanti e portano anche al sequestro di prodotto non rispondente alle norme sanitarie e di qualità, e che, fermo restante che chi sbaglia deve pagare, non si può penalizzare un'intera categoria che lavora e produce nel rispetto della legge.
E' indispensabile evitare che si propaghi questo allarmismo che porterebbe ad accentuare ciò che già sta avvenendo cioè una riduzione sensibile dei consumi anche sul mercato interno oltre che sul fronte delle esportazioni.
Auspichiamo infine che si possa attivare una campagna informativa rivolta ai consumatori, che debbono essere garantiti e rassicurati, in cui si chiarisca come il fenomeno sia sotto controllo e che il prodotto che arriva sui mercati è sicuro perché sottoposto a controlli sempre più attenti.

Fondi