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  Attivazione del dormitorio presso la sede Caritas  
 

 


Da lunedì scorso, 3 marzo, un nuovo successo e un nuovo traguardo per la diocesi, che si deve alla volontà e all’appoggio ferreo al progetto dell’Arcivescovo S.E. Mons. Fabio Bernardo D’Onorio e all’impegno quotidiano di Suor Cleofe Falletta delle Suore dell’Apostolato Cattolico “Pallottine”, sostenuta nei suoi sforzi dal direttore della Caritas diocesana don Mariano Parisella e dalla madre provinciale Suor Sara Carfagna che è a Roma.

Sino ad ora presso la sede Caritas di Formia sita in Via Capo Castello ha funzionato un servizio mensa con 56 posti a tavola, utilizzata da una media di circa venticinque persone a pranzo. Un servizio attivato nel giugno 2003 e in funzione tutti i giorni, meno la domenica e i festivi. Mensa attiva solo a pranzo dalle ore 12.15 alle 14.45, ma ai ritardatari non è mai negato un colazione a sacco. L’angelo all’opera ha il volto e il cuore di Suor Cleofe Falletta, settantaduenne ma con l’entusiasmo di una novizia.

La sua famiglia sono quegli esseri umani privi di ogni mezzo e totalmente indifesi che si rivolgono a lei. Accanto a lei suora Jessy, di nazionalità indiana. Racconta: “Sono suora dal 1957 e dal 2001 mi dedico totalmente alla Caritas. Mi sono più cari dei miei stessi familiari e mi rattrista il pensiero che vivono e dormono sotto i ponti o nelle stazioni ferroviarie sopra delle panchine.

Per loro abbiamo deciso di attivare anche un dormitorio. La prima sera li ho visto buttarsi sul letto senza lavarsi, disabituati a dormire normalmente e a confrontarsi con gli altri. Ma un tetto li copriva. Sono attrezzati posti letti per 12 uomini e 6 donne con pensione completa.

Grazie all’autorizzazione del sindaco di Formia finalmente diamo ospitalità ai senza fissa dimora almeno per i quattro mesi più freddi dell’anno sino 10 maggio. Stiamo attrezzando dei lavori che ci consentiranno poi di allargare il servizio a tutto l’anno. E’ anche in funzione un convitto chiamato “Sorriso alla vita” che consente l’ospitalità di 4 ragazze madri, da quando sono incinte e sino a sei mesi dopo, in sostanza per un anno. Tre gestanti dopo il parto si sono avvalse della facoltà di non riconoscere il bambino e poiché si vergognavano le ho accompagnate all’Ospedale di Avellino, dove ho lavorato. Abbiamo però raggiunto l’obiettivo che tre esseri umani sono nati e ora vivono in tre famiglie sane che li hanno adottati secondo le regole vigenti nel nostro Paese, senza mercati sotterranei. Presso la nostra struttura operano con impegno 18 volontari, anche tenendo corsi di alfabetizzazione dell’italiano e di informatica, per poi presentarli nei centri autorizzati per acquisire la patente europea. Abbiamo anche medici volontari che visitano gli stranieri in possesso del tesserino di stranieri temporaneamente presenti STP rilasciati dall’ASL in virtù di un accordo con noi, dietro esibizione di una lettera di presentazione e del loro passaporto personale. L’Amministrazione comunale con un suo comunicato ha evidenziato parimenti che il servizio è a disposizione delle fasce sociali più bisognose: clochard, extracomunitari senza fissa dimora, chiunque abbia bisogno di aiuto e assistenza potrà trovare, anche di notte, asilo e aiuto sicuro.

Fondi 9 marzo 2008

Il Capo Ufficio Stampa
Marcello Caliman - diacono