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Allarme: il 42% degli studenti ha ammesso l’uso della droga

 
 


Quel sottile anello di fumo

E’ stata condotta una ricerca (con questionari anonimi) da un istituto specializzato sul consumo di sostanze stupefacenti su un campione di 2.362 ragazzi dai 14 ai 19 anni in 15 Istituti delle scuole medie superiori considerati dal Viminale.
I risultati sono inquietanti: il 42% degli studenti ha ammesso l’uso della droga, dall’hashish alla cocaina, alle droghe sintetiche, aggiungendo che l’ambiente preferito per il consumo è proprio la scuola, non la discoteca. Dalla ricerca emerge ancora che i ragazzi consumano droga mediamente nove volte ogni mese e che il 90% lo fa in compagnia. Uno su tre usa droghe almeno due volte la settimana. Da qui lo stupore delle famiglie e degli operatori scolastici.
A tanti ragazzi, fumare una canna, far uso delle droghe, sembra quasi una cosa normale, una delle possibilità offerte dalla vita, alla pari di tante altre.

Il messaggio forte è che non esistono droghe senza rischio, che è una illusione pensare che certe droghe sono normali, che non è vero che un ragazzo che si limita agli spinelli non corra pericoli; e questo non solo per gli effetti di queste sostanze, ma perché il problema più grave non sono le droghe ma le persone che si drogano, che non riescono a trovare una risposta più valida ai loro bisogni, ai loro dubbi, ai loro problemi.
Non è responsabilità della scuola se chi la frequenta si trova proprio in quell’età in cui il ricorso alle droghe è più facile, ma diventa responsabilità della scuola controllare adeguatamente il proprio personale, non innescare processi di emarginazione, fare adeguata formazione, eliminare fattori di rischio che potrebbero creare un ambiente favorevole alla domanda droga.

A mio avviso è indispensabile che gli operatori scolastici prestino attenzione ala situazione personale degli allievi.
Pur volendo evitare qualsiasi ombra di stupido moralismo e di sbagliata criminalizzazione, dopo il tempo della totale accondiscendenza e della testa girata dall’altra parte è arrivato quello del passo indietro e della guardia più alta, visto i contorni potenzialmente devastanti che il fenomeno sta assumendo.
E quello della chiarezza informativa: anche fumare cannabis o nicotina o altro, come bere superalcolici, può fare male. Punto. Agli adulti come ai ragazzi, alle donne come agli uomini. Detto questo, si tratta ora di stabilire quantità e frequenze e la propria capacità a saper prendere le distanze mentali per smettere quando lo si decide, senza subirne pericolose schiavitù.
In questo genitori, educatori, esperti, hanno un ruolo fondamentale: occorre informare, non colpevolizzare, far capire scientificamente i danni a medio e lungo periodo delle droghe, non demonizzarle acriticamente rendendole vieppiù deduttive.
E far diventare questo dibattito un momento fondamentale per l’educazione al limite, il punto in cui mettere a fuoco la distinzione uso-abuso. Solo cosi aiuteremo davvero i giovai in questa difficile battaglia.

dott. Antonio Marcucci
Assistente sociale - Comune di Fondi