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ELEZIONI: LEGGE ELETTORALE, COME FUNZIONA

 
 


La legge elettorale vigente, con la
quale si tornerà al voto, prevede un sistema ibrido e
complicato, che riprende alcune caratteristiche del sistema
proporzionale (in particolare il voto di lista per il partito)
ma le subordina al principio fondamentale del sistema
maggioritario (chi prende un voto in piu' ha vinto).
IL CAPO DELLA COALIZIONE - Le coalizioni sono identificate
dal nome del loro capo (che nel 2006 erano Romano Prodi per
l'Unione, Silvio Berlusconi per la Cdl). Il fine della legge e',
infatti, quello di aggregare le coalizioni prima del voto, e di
indicare al capo dello stato la persona da nominare presidente
del consiglio, assieme alla maggioranza di governo che lo dovra'
sostenere. Nel 2006 le liste collegate a Prodi, per la Camera,
ebbero circa 25.000 voti in piu' di quelle collegate a
Berlusconi, determinando la vittoria dell'Unione.
PARTITI E COALIZIONI - L'elettore vota per il partito che
sceglie; in questo modo, pero', indica implicitamente anche la
coalizione di governo preferita e la persona che dovra' guidare
il governo. Non e' ammessa la possibilita' di votare per un
partito e scegliere una coalizione diversa (come accade invece
per i sindaci, i presidenti di provincia e delle regioni).
PREMI DI MAGGIORANZA - La coalizione che ha ricevuto piu'
voti ha diritto al premio di maggioranza, pari al 55 per cento
dei seggi (se non abbia gia' diritto, in base ai voti ricevuti,
ad una percentuale piu' alta). Il premio e' applicato su base
nazionale alla Camera (con esclusione della Val d'Aosta), ed
equivale a 340 seggi su 630, che vengono ripartiti fra i partiti
in proporzione ai voti ottenuti (mentre i partiti sconfitti si
dividono gli altri). Per il Senato, il premio di maggioranza e'
assegnato regione per regione. Non e' prevista alcuna soglia
minima da raggiungere per avere diritto al premio (cosa su cui
la Corte Costituzionale ha avanzato forti dubbi, paventando una
possibile dichiarazione di illegittimita').
SBARRAMENTI - Alla ripartizione dei seggi sono ammessi solo i
partiti che abbiano superato gli sbarramenti previsti; questi
non sono uguali per tutti, perche' concepiti in maniera da
premiare i partiti che si coalizzano a discapito di quelli che
si presentano al di fuori delle coalizioni principali.
- Alla CAMERA - I partiti coalizzati sono ammessi alla
ripartizione dei seggi se hanno avuto almeno il 2 PER CENTO dei
voti; ma e' previsto anche il ripescaggio del partito piu'
votato fra gli esclusi di ciascuna coalizione. Cosi, ad esempio,
nel 2006, nell'Unione fu ripescata l'Udeur, che aveva avuto
l'1,4 per cento; mentre nella Cdl fu ripescata la lista comune
fra Nuovo Psi e Dca, che aveva avuto solo lo 0,7 per cento.
Per i partiti non coalizzati, la soglia di sbarramento sale
al 4 PER CENTO. Inoltre, se una coalizione non raggiunge il 10
per cento, i suoi partiti sono esclusi comunque.
- Al SENATO valgono principi analoghi, ma le soglie sono
diverse, e sono sempre considerate su base regionale: 3 PER
CENTO per i partiti coalizzati (senza ripescaggi); 8 PER CENTO
per i non coalizzati; 20 PER CENTO per le coalizioni.
ELETTI ALL'ESTERO - A parte vengono eletti i 12 deputati e 6
senatori riservati agli italiani residenti all'estero, che non
entrano nel calcolo dei premi di maggioranza.
NIENTE QUOTE ROSA - La legge elettorale non prevede alcuna
riserva di candidature ne' altri meccanismi per promuovere la
presenza di donne in parlamento.
NIENTE PREFERENZE - Non e' ammessa la possibilita' di
indicare la preferenza fra i candidati (cosiddette liste
bloccate): i candidati vengono eletti in base all'ordine di
presentazione.