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  Commissione ispettiva al Comune di Fondi, i commenti  
 


Aspri i commenti da parte del Partito Democratico, attualmente rappresentato in consiglio comunale da Paolo Giardino e Massimo Di Fazio.
“Il livello di preoccupazione espresso nei giorni scorsi per le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia riguardanti il Comune di Fondi si è dimostrato quanto mai adeguato alla luce di ciò che è accaduto nella giornata di ieri” si legge in una nota del circolo cittadino del PD. “Avevamo sollecitato l’amministrazione – prosegue il documento - a prestare massima attenzione e a prendere il più seriamente possibile le indagini della DDA. Ora, con l’istituzione di una commissione per l’accesso agli atti, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio fallimento politico della giunta Parisella”. “Ciò che più desta preoccupazione – si legge nella stessa nota - è l’immagine della nostra città che si trasmette a tutti i livelli; quello che sta emergendo va infatti a danneggiare i cittadini e i commercianti onesti che vivono e operano sul nostro territorio”. “Come opposizione – concludo i dirigenti del PD - rimaniamo sconcertati dalle dichiarazioni rilasciate dal sindaco e auspichiamo nuovamente che il primo cittadini inizi ad occuparsi sul serio di quanto sta accadendo”. “La commissione e le istituzioni in genere facciano piena chiarezza per il buon nome della città e vengano perseguite fino in fondo eventuali responsabilità” aveva anticipato ieri il capogruppo consiliare del Partito Democratico Massimo Di Fazio, stigmatizzando chi “si ostina a minimizzare quanto sta avvenendo e ad addossare tutte le colpe alla stampa che gonfierebbe i fatti”.

Riguardo l'insediamento a Fondi della Commissione di accesso e accertamento per verificare se ricorrono pericoli di condizionamento da parte della criminalità organizzata nell’attività amministrativa, torna a dire la sua il Partito Democratico di Fondi. “E’ un atto di straordinaria gravità – afferma in una nota il Pd...
che allarma e mortifica l’intera cittadinanza. Il nostro Partito ha da sempre denunciato il pericolo di inquinamento da parte di organizzazioni malavitose del tessuto economico e sociale della nostra città. Gli amministratori della destra, che governano in modo incontrastato da quindici anni, non sono stati in grado di scongiurare tale pericolo. Mai le Amministrazioni di centro e di sinistra avevano permesso che si arrivasse ad un tale degrado”. Queste le parole durissime degli esponenti del Pd. “Auspichiamo per il bene di Fondi, fatta grande dalla straordinaria capacità di lavoro e d’impresa dei suoi cittadini, che nulla di quanto si paventa sia vero. Resta lo scempio del territorio, ferito da fenomeni di speculazione edilizia, cui la Giunta della Regione Lazio ha posto un freno con l’istituzione del Monumento naturale del Lago di Fondi e del Parco dei Monti Ausoni, intesi a sottrarre larga parte del territorio agli appetiti speculativi. Restano i segnali di una presenza malavitosa, diffusa ed arrogante, sul nostro territorio, resa evidente dai tanti atti intimidatori ai danni di imprenditori e singoli cittadini. Occorre – conclude nella nota il Pd cittadino - fare tempestivamente chiarezza per restituire ai cittadini di Fondi dignità e sicurezza”.

Sempre relativamente all’insediamento della commissione d’accesso e accertamento presso il Comune di Fondi, prevedibilmente cauti i commenti del senatore Claudio Fazzone e del presidente dell’amministrazione provinciale Armando Cusani, tra i principali esponenti regionali di Forza Italia.
“Per quanto mi risulta – ha detto per esempio Fazzone – nell’amministrazione comunale non c’è nessuno che intrattiene rapporti con la criminalità, ma se è vero il contrario ben venga il controllo”. Pur ritenendo in qualche maniera esagerata questa iniziativa, Fazzone auspica che si faccia finalmente chiarezza e coglie l’occasione per ricordare come negli anni scorsi siano stati mandati dallo Stato pregiudicati al confino proprio a Fondi. “La città subisce la loro presenza e questo non è corretto, anche perché in ormai troppe occasioni ne viene impropriamente infangata l’onorabilità” ha concluso il parlamentare azzurro. “Non vorrei – ha dichiarato dal canto suo il presidente della Provincia Cusani – che si fosse agito dietro la spinta di esposti di matrice politica, visto che è un’abitudine ormai imperante quella di cercare di ottenere con le segnalazioni alla magistratura e alle forze dell’ordine quei risultati che non si ottengono con i responsi delle urne”. “Comunque – ha aggiunto Cusani – mi auguro che la Commissione possa lavorare proficuamente dimostrando la trasparenza dell’operato comunale”. “Personalmente – ha concluso il presidente della Provincia – stimo il sindaco di Fondi e la sua amministrazione che tanto hanno fatto per lo sviluppo ed il miglioramento delle condizioni sociali della città”.

Arresti per usura a Fondi, duri interventi di Rifondazione regionale e provinciale
Rifondazione regionale e provinciale intervengono sul pericolo infiltrazioni malavitose sul territorio all'indomani dell'operazione Damasco.
"I fermi effettuati a Fondi dai carabinieri del comando provinciale di Latina su delega della direzione distrettuale antimafia confermano la gravi infiltrazioni mafiose che inquinano il sistema imprenditoriale e amministrativo del sud pontino". Lo afferma in una nota Enrico Fontana, Capogruppo della Sinistra al Consiglio regionale del Lazio. "E' fondamentale - spiega Fontana - che la Regione Lazio elabori, accanto alla nuova legge sugli appalti, un piano di prevenzione contro le infiltrazioni mafiose nel sistema economico e imprenditoriale del Lazio. In particolare occorre agire sulla gestione del sistema degli appalti, sull'urbanistica e su tutto ciò che riguarda il ciclo del cemento, che rappresenta molto spesso il cardine per favorire il riciclaggio di denaro sporco proveniente dagli affari della malavita organizzata".
"Istituzioni, associazioni imprenditoriali di categoria e società civile - conclude Fontana - devono stringere un patto per la legalità nel sud pontino affinché si faccia fronte comune per contrastare l'infiltrazione mafiosa. Siamo pronti a sostenere tutte le iniziative che assumono la legalità come priorità assoluta per garantire in questi territori una vita democratica e civile". “E' necessario – sottolinea anche il capogruppo regionale di Rifondazione Comunista Ivano Peduzzi - che la classe politica e le istituzioni diano massima attenzione al fenomeno del radicamento delle mafie nel territorio regionale, in particolare nel basso Lazio e chiederemo con la massima urgenza la convocazione di un Consiglio regionale straordinario sull'argomento". "E' la terza volta - ricorda l'esponente del Prc - in poco meno di due anni e mezzo, che nella nostra regione viene insediata una commissione di accesso". Peduzzi ricorda inoltre che "dopo Nettuno nel 2005 (il cui Consiglio comunale fu sciolto per accertato condizionamento da parte della criminalità organizzata) e ad Ardea nel 2006, ora è la volta di Fondi, la quale ricade in un territorio da lungo tempo interessato da pericolose infiltrazioni della criminalità organizzata. Siamo quindi in presenza di un fenomeno vasto, ben radicato, ormai allarmante che impone un esame attento sulla gestione del territorio del basso Lazio, in particolare nelle zone di Fondi, Minturno, Santi Cosma e Damiano e Terracina, che da anni registrano collusioni tra camorra, politica e imprenditoria". “Il ripristino della Legalità nella provincia comincia da Fondi” secondo la federazione provinciale di Latina del partito di Rifondazione Comunista, che da tempo denuncia il grave deficit di legalità. Il partito chiede al Prefetto di Latina, Bruno Frattasi, di puntare i riflettori su tutto il territorio, che delinea molte anomalie riguardo al binomio politica-illegalità e che venga avviata una commissione di accesso anche in seno al consiglio comunale di Minturno, oltre a quello di Fondi, come richiesto in passati attraverso tre interrogazioni in Senato, presso la Camera dei Deputati e in Regione. “Una provincia attanagliata da diverse consorterie criminali – scrivono Dario Gargiulo (responsabile area legalità della federazione provinciale del Prc) e Lucio Pavone, consigliere provinciale di Latina del partito - che agiscono ed interagiscono a volte, e con ancor più gravi danni per la collettività, con amministratori ed amministrazioni locali. Nella provincia di Latina vige una sorta di pax mafiosa per la spartizione delle attività economiche. Racket delle estorsioni, speculazioni immobiliari, abusivismo edilizio, barbari tentativi di lottizzazioni, grandi investimenti in attività commerciali che poi diventano vere e proprie lavanderie per il riciclaggio di denaro ed addirittura grandi investimenti come centri commerciali in territori dove non ce ne sarebbe assolutamente bisogno, senza dimenticare le numerosissime banche che ogni giorno aprono i battenti sul territorio provinciale e soprattutto nel sud della provincia, in una provincia che oltretutto ha un elevatissimo tasso di disoccupazione, quindi ci domandiamo a cosa possano servire così tante banche. La provincia di Latina è definita colonia dei cammorristi del nord Casertano, che incontrastati allungano le loro mani in tutto il territorio fin sui monti Lepini. Chiediamo oltretutto che venga instaurato un vero e proprio osservatorio dagli organi competenti in particolar modo nel sud della provincia, quindi nel territorio che intercorre tra Fondi e Santi Cosma e Damiano. Per quanto concerne l’attività della nostra federazione, abbiamo avviato un coordinamento provinciale potenzialmente atto a produrre una relazione dettagliata riguardo a Legalità ed Ambiente sulla provincia di Latina nella sua totalità”.

Fondi, sull'operazione Damasco intervento del sindaco Parisella
Dopo la scia di clamore che si è portata dietro l'operazione “Damasco”, a parlare è lo stesso sindaco di Fondi Luigi Parisella. “Se li hanno arrestati gli inquirenti avranno avuto i loro buoni motivi”, queste le prime parole del sindaco fondano sui quattro arresti effettuati dai carabinieri del comando provinciale di Latina.
Qualcuno ha avanzato ipotesi di rapporti tra il Comune e uno degli arrestati, il commerciante gestore del bar ristorante, tra l'altro anche ambasciatore commerciale della Liberia. Ma il primo cittadino fondano è stato lapidario e chiaro allo stesso tempo: “E' una persona che con l'Amministrazione comunale non ha rapporti. Un anno fa lo abbiamo ricevuto in Comune insieme proprio a una delegazione liberiana, ma solo perché ne faceva parte il sindaco di Mongrovia: in questo senso l'ho ritenuto un atto istituzionalmente dovuto in quanto sindaco della città”. Riguardo invece il commerciante del Mof pure in manette, “è un unico soggetto – ha chiarito Parisella – mentre nel Mof ne operano più di trecento, quindi se anche le accuse fossero fondate non si potrebbe parlare di un fenomeno radicato nel mercato. Se qualcuno delinque – prosegue lapalissiano il sindaco di Fondi – non puo' essere messo in cattiva luce un intero sistema. Il Mof è un bene che dobbiamo tutelare per Fondi e per tutto il territorio”. Tornando invece sulla questione dell'insediamento della commissione d'accesso in Comune, il sindaco Parisella è apparso sempre tranquillo: “noi amministratori auspichiamo che si faccia in fretta così che si chiuda una volta per tutte questa storia”.