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In apertura del Consiglio provinciale congiunto alla Conferenza dei Sindaci,
il Presidente Armando Cusani ha sensibilizzato l’assise sul problema
rifiuti in provincia, ponendolo come “un caso di coscienza”
sulla scorta di quanto accade in Campania.
“Abbiamo voluto questo Consiglio congiunto con i Sindaci del territorio
– esordiva il Presidente Cusani – per dibattere insieme un
tema che non può non essere considerato degno della massima attenzione.
In questi giorni ho sentito ancora più forte il senso di responsabilità,
come amministratore, nel dover prendere una posizione congiunta con tutti
voi, perché siamo stati colpiti da questa sindrome d’impotenza
di fronte a questa materia d’assoluta ordinarietà sulla quale
non c’è ancora una soluzione definita.
La gestione dei rifiuti dovrebbe essere un problema marginale per una
società evoluta come la nostra: dovrebbe essere l’abc per
ogni amministratore e non è il caso di scaricare la responsabilità
su altre persone, né di fare distinzioni politiche di sorta, ma
di prendere soluzioni in tempi rapidi”.
Due i momenti di riflessione offerti da Cusani all’assemblea come
possibile soluzione al problema: “autonomia” e “chiusura
del ciclo”.
“Se ci sarà una classe dirigente capace di prendere decisioni,
se è vero che il commissariamento è cessato il 31 dicembre
2007, allora ci troviamo nel regime dei poteri ordinari.
La raccolta differenziata in Provincia di Latina nel 2006 era del 15%
e il conferimento in discarica è diminuito di poco (nel 2006 circa
30.000 tonnellate in meno).
Ma è sulla base della proiezione dei dati che possiamo affermare
in tutta onestà che l’emergenza non è cessata.
Se questo allora è, dobbiamo puntare su un sistema autonomo che
chiude il ciclo, ponendoci un problema di coscienza: se il commissariamento
non sarà prorogato ed avremo il regime ordinario, non dobbiamo
avere paura delle nostre scelte”.
Il Presidente Cusani, nel corso del suo intervento, ha fatto riferimento
anche al monito lanciato da Guido Bertolaso, Capo del Dipartimento della
Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 4 aprile
del 2007, nel corso dell’audizione al Senato sul Ciclo dei rifiuti
della Commissione parlamentare d’inchiesta.
“La presenza dei commissari – affermava Cusani – ha
sempre costituito uno strumento per utilizzare le deroghe (che dovevano
essere finalizzate a risolvere problemi emergenziali) al fine di realizzare
una serie d’atti che in molti casi si sono rivelati illegittimi.
In questi anni siamo stati consapevoli che avremmo rischiato di compromettere
l’immagine, il ruolo e la credibilità che la protezione civile
aveva acquisito in altri campi.
E’ a tutti noto che più volte abbiamo sollecitato i Ministeri
e le istituzioni territoriali competenti a riprendersi le responsabilità.
E’ forse su questo che avremmo bisogno di ragionare – sottolineava
Cusani – e non credo che le vicende emergenziali, più o meno
critiche, riguardanti lo smaltimento dei rifiuti in Italia si risolveranno
in breve tempo.
Anzi, continuando così, anche la Regione Lazio presto si troverà
in una situazione difficile, perché mi pare di non vedere altro
al di là della struttura di Malagrotta e di un termovalorizzatore,
tra l’altro gestito da una società che si trova in una situazione
di crisi (Gaia)”.
I consiglieri intervenuti hanno condiviso l’analisi di Cusani.
“Dobbiamo stringere e lavorare su queste linee – commentava
il sindaco di Cisterna Mauro Carturan (Lista Cusani) – questa provincia
non perde niente, anzi ci guadagna se al suo interno ha un impianto di
termovalorizzazione. E’ una questione da risolvere con la tecnologia
dei tempi”.
“Condivisibile il pensiero di Cusani – aggiungeva il sindaco
di Formia Sandro Bartolomeo (Pd) – il CDR della Campania nessuno
lo vuole perché è di scarsa qualità. Noi dobbiamo
produrre un CDR buono. Decidiamo subito dove costruire due impianti (potrebbero
essere anche 3): questo ci farebbe uscire dall’angoscia del non
fare”.
“Dobbiamo tenere un discorso serio con la Regione Lazio –
proseguiva Roberto Migliori (AN) - la soluzione deve essere unanime, la
politica deve avere il coraggio di fare anche delle scelte scomode”.
“Il ciclo virtuoso deve essere contestuale, – segnalava il
sindaco di Castelforte, Giampiero Forte – la chiusura della discarica
dell’umido di Pontinia ha interrotto questo ciclo e prodotto difficoltà
di conferimento e questo non è praticabile”.
“Il completamento del ciclo nel proprio ambito territoriale –
assicurava Claudio Cardogna (Lista Cusani) – sarebbe l’ideale”.
Visto il protrarsi degli interventi, la seduta è stata aggiornata
a lunedì 21 gennaio, quando sarà presentato all’assise
un documento congiunto da votare e presentare alla Regione Lazio.
Latina, 14 gennaio 2008
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