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LAZIO: IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA IL DPEFR

 
 

 

Il Consiglio Regionale del Lazio, presieduto da Guido Milana, ha approvato martedì 18 dicembre, con 36 voti favorevoli e 16 contrari, il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2008-2010. I lavori in aula riprenderanno giovedì 19 dicembre su Finanziaria e Bilancio di previsione 2008.

Giovedì scorso, la Commissione Bilancio aveva licenziato e trasmesso all’aula il DPEFR, documento propedeutico alla discussione di Finanziaria e bilancio, con diversi emendamenti sia della maggioranza sia dell’opposizione sia della stessa Giunta. Venerdì, con la relazione dell’assessore competente, Luigi Nieri era iniziata la discussione in aula. “L’approvazione da parte del Consiglio regionale del Dpefr 2008-10 rappresenta un atto importante per il rilancio socio-economico del Lazio, in vista della discussione della finanziaria e del bilancio 2008 – lo dichiara l’assessore al bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione della Regione Lazio Luigi Nieri -. Il documento pone grande attenzione alle azioni strategiche che la Regione metterà in campo nei prossimi anni. L’obiettivo è quello di coniugare il riequilibrio finanziario con lo sviluppo economico e l’equità sociale. Nei prossimi anni la crescita dell’economia del Lazio sarà positiva. Il nostro impegno è garantire una equa distribuzione degli effetti di tale crescita. Il Dpefr, inoltre, si arricchisce dei contributi pervenuti dal processo di partecipazione e di concertazione. Ancora una volta abbiamo scelto di condividere con i cittadini le scelte strategiche della Regione Lazio. Un ringraziamento, infine, va a tutti i consiglieri e in particolare alla commissione bilancio. Il loro impegno e il serio lavoro ha contribuito ad arricchire ulteriormente il documento di programmazione.”

“Mettiamoci tutti comodi perché la giornata sarà lunga”, così aveva esordito stamane il consigliere il consigliere Fabio Desideri (Democrazia cristiana per le autonomie) autore di 300 dei cinquecento emendamenti presentati, in gran parte ritirati o decaduti nel corso della seduta di oggi.

Sarebbero state necessarie non meno di 15 ore per gli emendamenti presentati da Desideri (tre minuti per la dichiarazione di voto di ogni emendamento). Desideri è riuscito, seppure spezzando il suo ragionamento in sessioni da tre minuti ciascuna, a illustrare il senso della “sua battaglia solitaria” per rilanciare il ruolo del Consiglio regionale quale luogo deputato al confronto. “Non intendo rinunciare a una funzione fondamentale che ho accettato nel momento che ho deciso di candidarmi”, ha detto Desideri che però poi ha desistito dall’insistere in quello che lo stesso assessore Nieri aveva definito un “legittimo atteggiamento ostruzionistico”.

La filosofia del DPEFR
Come si legge a pagina 6 del documento, il DPFR vuole dare “un segnale di sobrietà istituzionale e di contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni”, a cominciare dal superamento del meccanismo delle cosiddette “tabelle allegate al bilancio”, la dotazione di fondi di cui ogni singolo Consigliere regionale può disporre per sovvenzionare iniziative sul territorio. Destinatari delle sovvenzioni erano per lo più enti locali, comuni e municipi, associazioni ed enti no-profit, a favore dei quali ogni Consigliere poteva chiedere fino a 350 mila euro. D’ora in poi sagre, feste e progetti saranno sovvenzionati con meccanismi più trasparenti. Ma il DPEFR non pone limiti soltanto ai consiglieri regionali, bensì anche agli assessori, con l’introduzione di procedure “che prevedano maggiore trasparenza e qualità degli interventi promozionali dei singoli assessorati”.

Meno spese e meno tasse dal 2009
Riduzione delle spese per la sanità, ripiano del disavanzo, rientro dal debito sanitario di 10 miliardi di euro. Alla riduzione dei costi sanitari regionali, 788 milioni nel 2007, 1.091 nel 2008 e 1.302 nel 2009, contribuiscono: costo del personale (30% del totale), farmaceutica convenzionata (26%), assistenza ospedaliera da privato (20%) e acquisto di beni e servizi (18%).
Riduzioni di spese per beni e servizi e riorganizzazione dell’azione amministrativa regionale. Interventi di riduzione delle addizionali regionali a partire dal 2009.

Ambiente
Tra le politiche ambientali da segnalare: l’adozione da parte del Consiglio della Revisione del Piano Regionale per l’energia entro il primo semestre del 2008, le azioni a tutela e conservazione della biodiversità, l’ampliamento e il rafforzamento del Sistema Regionale delle aree protette, l’attuazione della Rete Ecologica Regionale e sviluppo dell’agricoltura biologica.

Innovazione e sviluppo
Creazione di un collegamento stabile tra mondo della ricerca, mondo della produzione di beni e di servizi e sistema del credito e della finanza. Sviluppo dei Distretti Tecnologici dell’aerospazio, delle bioscienze e della cultura, stabilizzazione dei gruppi industriali, promozione di azioni per favorire l’aumento del capitale privato nella ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, incremento del numero di brevetti europei depositati e rilasciati nel Lazio dal sistema pubblico e privato nel triennio 2008-2010, partecipazione alle piattaforme tecnologiche europee, aumento del numero dei Progetti europei a valere sul settimo programma quadro.

Mobilità sostenibile
Sviluppo di una mobilità sostenibile integrata estesa all’intero territorio della Regione Lazio, modernizzando e potenziando il network ferroviario regionale al fine sia di migliorare la qualità degli spostamenti dei passeggeri sia di incrementare la quota di merci movimentate su ferro. Via libera al progetto relativo al Corridoio intermodale Roma-Latina e al collegamento Cisterna-Valmontone.

Sicurezza sul lavoro e contrasto alla precarietà
Il contrasto alla precarietà e la lotta al lavoro nero e insicuro costituiscono gli assi della filiera delle politiche regionali. “Fondo per il microcredito” che punta ad aiutare, con la concessione di piccoli prestiti, tutte le persone che hanno difficoltà ad ottenere credito dal sistema tradizionale.

In fase di dichiarazione di voto, è intervenuto per primo Massimiliano Maselli, capogruppo dell’UDC, per il quale “nel DPEFR non c’è traccia di politica di impresa, come non c’è traccia di politica per la sicurezza, ed è carente sui trasporti. Per questi motivi, l’UDC voterà contro il DPEFR”. Giudizio negativo anche da parte di Antonio Cicchetti, capogruppo di AN, che ha parlato di “quadro dissestato”. Cicchetti ha annunciato il voto contrario del suo gruppo su un DPEFR “frutto di un lavoro un po’ abborracciato, che non risponde alle aspettative delle popolazioni che amministriamo. Mancano prospettive unitarie e obiettivi omogenei”. Alfredo Pallone, capogruppo di Forza Italia, ha dato atto alla commissione Bilancio di aver sgrossato questo documento, “che era molto ideologico e che comunque non scioglie alcuni nodi, compreso quello dell’opzione sullo scalo aeroportuale del Sud del Lazio. E’ un DPEFR pieno di contraddizioni”.
329/Ntr/ac/18 dicembre 2007