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Dyalogo de Sancto Gregorio Papa, riproduzione anastatica.

 
 


La riproduzione anastatica dell’incunabolo “Dyalogo de sancto Gregorio papa”, il cui esemplare unico è custodito nella Biblioteca Comunale “Salvatore Mignano” di Gaeta, è un altro fondamentale tassello per il recupero del patrimonio storico ed artistico del nostro territorio. Cosi dichiara il Sindaco di Fondi Luigi Parisella.
Il testo del 1488, tradotto in volgare italiano da un monaco anonimo e stampato a Gaeta appena due decenni dopo la morte di Gutenberg dal tipografo tedesco Giusto Hohenstein, si apre con la storia di S. Onorato e del monastero da lui creato alle pendici di Monte Arcano. In quella contrada di S. Magno, che tante sorprese archeologiche, pittoriche ed architettoniche sta restituendo alla storia spesso inedita dell’importante comprensorio di Fondi, che da secoli e per cultura religiosa fa parte delle “Terre di S. Benedetto”.
La scoperta di questo significativo prodotto librario, infatti, è da connettere alla storia dell’Abbazia di San Magno, prima basilica paleocristiana di Fondi, il cui ruolo nella comunità non solo locale è stato sempre essenziale sia nella vita religiosa che in quella economico-sociale. L’ “Ora et Labora” di S. Benedetto veniva praticato già dai duecento monaci raccolti dal patrono S. Onorato nelle “grotte” della contrada di S. Magno.
Delle attività secolari di S. Magno ci sono rimaste pochissime testimonianze. Gli ultimi ritrovamenti ci permettono ora di avanzare delle ipotesi sulle produzioni letterarie ed artistiche dell’abbazia. Intanto, non è ipotetico il “placito di S. Magno” del 990, quasi coevo di quello di Montecassino del 960, che rappresenta uno dei primi documenti della lingua italiana come la pergamena dell’“Inventario di Fondi” del XII secolo.
Molto potrebbe ancora raccontare l’inedita “Rubrica della carte appartenenti al monastero di S. Magno di Fondi che si conservano nell’archivio del monastero di Monte Oliveto di Napoli fatta nel MDCCLXXXIII”, da poco data alle stampe.
Gli eccezionali ed inimmaginabili affreschi del XII secolo riapparsi su un’ala di transetto della chiesa medievale di S. Magno autorizzano altre suggestive ipotesi.
La più esaltante è quella legata alla produzione in un probabile scriptorium del complesso abbaziale dell’ “Exultet di Fondi”, il rotolo pergamenaceo custodito per secoli nell’ex Cattedrale di S. Pietro, venduto alla Francia nel 1900 e da allora conservato a Parigi nella Bibliothèque Nationale.
La valenza del recupero dell’incunabolo, rileva il Sindaco Luigi Parisella, si coglie, quindi, in tutta la sua portata se si considera che lo stesso potrebbe essere stato tradotto in italiano da un monaco di S. Magno per diffondere le vite dei santi raccontati dal papa S. Gregorio Magno nei suoi “Dialoghi”.
Il recupero del libro quattrocentesco, infine, potrebbe rappresentare una prima pietra per la ricostituzione dell’archivio dell’abbazia e un primo filo per ritessere la storia della “terra di S. Benedetto” con gli altri insostituibili fili di S. Angelo in Formis e S. Vincenzo al Volturno.

Fondi, 24 novembre 2007 p. la Comunicazione Istituzionale
Gianfranco Antonetti