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CONSORZIO BONIFICA . I numeri della difesa del suolo

 
 

 

Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente nella Regione Lazio il 97,3 % dei comuni ricadono in aree ad alto rischio idrogeologico.
Secondo uno studio effettuato dall’Unione Regionale delle Bonifiche del Lazio, su una superficie totale di 1.604.858 ettari gestita dai consorzi di bonifica laziali (1.440.480 interessata dai corsi d’acqua a caduta naturale, 163.378 ettari interessata da canali artificiali e dal sollevamento meccanico) la superfice delle aree a potenziale rischio idrogeologico più alto riguardano un totale di 1251,7 kmq : 358 kmq a rischio alluvione, 893,7 a rischio frane. Di tutta la regione sono 200 i comuni a rischio idrogeologico più elevato.

Questi alcuni dei dati ufficiali emersi nel corso di una conferenza stampa dal titolo “I numeri della difesa del suolo nella Regione Lazio” presentata a Roma lo scorso 22 novembre dal Presidente ANBI Lazio Massimo Gargano.
All’affollata conferenza, hanno partecipato l’Assessore regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti e il Presidente regionale dell’Unione delle province italiane Aurelio Lo Fazio, i dirigenti regionali Raniero De Filippis e Mario Cutonilli nonché i dieci consorzi di bonifica laziali tra i quali in rappresentanza del Consorzio di Bonifica Sud Pontino il Presidente Lino Conti, il Direttore generale Giuseppe Mitrano e gli amministratori Rocco Ferrante e Paolo Di Cristoforo.

“ In considerazione dei preoccupanti dati emersi che vedono la nostra regione interessata da aree ad alto rischio idrogeologico- ha commentato il Presidente Anbi Lazio Massimo Gargano- si è reso necessario lanciare l’allarme e la richiesta di attenzione alle istituzioni per determinare attraverso azioni sinergiche le scelte da perseguire attraverso una cultura della prevenzione volta alla sicurezza idrogeologica della nostra Regione. Non possiamo più permetterci- ha continuato Gargano- di seguire la logica dell’emergenza, è necessario lavorare attraverso specifichi momenti di concertazione per la sicurezza idraulica del nostro territorio, quella sicurezza che deve essere assunta come priorità assoluta. E’ necessario- ha concluso Gargano- acquisire che la consapevolezza che la sicurezza idrogeologica è condizione indispensabile per qualsiasi ipotesi di sviluppo e per qualsiasi livello di programmazione urbanistica.

Al termine della conferenza è stato firmato un protocollo di intesa tra Upi Lazio e Anbi Lazio. Attraverso questo protocollo le province laziali ed i consorzi di bonifica, tenuto conto delle specifiche realtà sul territorio regionale e nel rispetto dei ruoli e delle funzioni proprie, si sono impegnate a promuovere una costante azione sinergica finalizzata alla realizzazione sul territorio di azioni ed interventi di comune interesse nell’ambito della difesa e conservazione del suolo e della tutela dell’ambiente, mirati in particolare alla mitigazione del rischio idrogeologico ed idraulico, alla regimentazione e scolo delle acque, nonché alla tutela e difesa delle coste e dell’ambiente, secondo le rispettive competenze, in un’ottica di efficienze ed efficacia delle politiche di governo dei territori nonché dio collaborazione nelle attività di previsione, prevenzione ed emergenza in particolare ai rischi idraulico ed idrogeologico ai fini di Protezione Civile.


I principi e le linee operative emerse in tale importante circostanza, di fatto vedono già riscontro e concreta attuazione nell’azione quotidiana da parte del Consorzio di Bonifica Sud Pontino.
Infatti, pur essendo il comprensorio del sud pontino per le sue caratteristiche rientrante tra le zone a maggior rischio idrogeologico, a seguito dell’azione dinamica ed incisiva dell’amministrazione del Presidente Lino Conti fatta di un continuo monitoraggio del territorio, di prevenzione, di celerità di intervento nelle situazioni di emergenza, di continua interrelazione con tutti gli enti deputati alla difesa del suolo ed alla salvaguardia ambientale, negli ultimi anni si sono ridotti notevolmente le situazioni di pericolo per le persone ed i danni alle attività agricole e non causate da eventi calamitosi come purtroppo verificatosi nel passato.