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“TRA LE NUDE MACERIE SPUNTA UN FIORE!” Commento al IV novembre

 
 


“TRA LE NUDE MACERIE SPUNTA UN FIORE!”

4 novembre 2007
CASTELLO CAETANI di FONDI
(Latina)

Il 4 Novembre 2007, noi giovani dell’“ARCHIVIO DELLA MEMORIA DEL ‘900” abbiamo partecipato alla I SOLENNE COMMEMORAZIONE DEI CADUTI CIVILI E MILITARI DELLA CITTA’ DI FONDI, svoltasi presso il Castello Castani di Fondi.
La COMMEMORAZIONE è stata organizzata dalla prof.ssa Giulia Rita Eugenia Forte, responsabile dell’ARCHIVIO DELLA MEMORIA, col patrocinio dell’AMMINISTRAZIONE COMUNALE del Comune di Fondi.
Noi giovani abbiamo svolto compiti precisi con serietà e senso del dovere, sotto il vigile sguardo della madre di un nostro amico, la prof.ssa Vincenza Di Manno.
La cerimonia è iniziata intorno alle ore 18.30. E’ stata l’occasione per discutere di un tema importante e di ampia riflessione, attuale e seguito con particolare attenzione, come testimoniato dalla numerosa partecipazione dei cittadini.
Nella sala-convegni del Castello Caetani erano presenti numerose personalità comunali: il sindaco Luigi Parisella, il vicesindaco Giulio Cesare Di Manno, l’assessore Egidio Turchetta, i relatori ed importanti ospiti : il Capitano Lucio Gustavo Rotunno, lo storico Piergiacomo Sottoriva, il Parroco della Chiesa San Pietro Apostolo:don Luigi Mancini, i Maestri Nino Canale, Maria e Benedetto Di Biasio, il fisarmonicista Piero Rosati, che hanno indotto i presenti ad una profonda riflessione su un evento tanto drammatico quale quello della guerra.
In numero notevole i rappresentanti delle forze armate. La serata è stata condotta dal giornalista Gaetano Orticelli, presidente dell'Associazione Pro Loco Fondi.
La responsabile dell’ARCHIVIO, la prof.ssa Forte ha sottolineato l’importanza di NOI GIOVANI nell’Archivio della Memoria, ruolo di grande importanza, perché è proprio a noi che viene affidata la voce della testimonianza.
E’ vero, quotidianamente apprendiamo dai mezzi di comunicazione gli effetti delle guerre e scopriamo la persistenza delle cosiddette “guerre dimenticate”; studiamo a scuola i grandi conflitti del passato e spesso, proprio per questo, tendiamo a considerare tutto ciò semplici nozioni.
In realtà non possiamo limitarci a conoscere in modo generico la guerra; dobbiamo indagare ogni singola causa e conseguenza della guerra; dobbiamo analizzare i cambiamenti che la guerra ha prodotto nella società, perché…beh, perché a causa del passato, oggi possiamo dire di essere ciò che siamo.
“SIAMO PERCHE’ ERAVAMO” sentiamo spesso ripetere dalla prof.ssa Forte che ci invita a “conoscere”; questo è ciò che dovremmo fare; ma spesso la superficialità o anche la mancanza di tempo, non ci permette di soffermarci sul passato, perché ciò che ci preme è il futuro.
Ecco allora il vero scopo dell’evento del 4 novembre scorso: trasmettere conoscenze si, ma soprattutto testimoniare ciò che milioni di uomini hanno vissuto sulla propria pelle, e ciò che milioni di persone vivono ancora o potrebbero vivere, se non cambia qualcosa.
Per questo motivo è fondamentale CONOSCERE: conoscere ciò che i nostri nonni hanno vissuto ed hanno voglia di raccontare, e sebbene ogni esperienza sia diversa dall’altra, tutte risultano accomunate da un unico filo conduttore, quello della guerra, del dolore e della sofferenza, della paura e dell’inquietudine, ma da altrettanto coraggio e dignità, forza di andare avanti e di ricominciare.
Conoscere per TESTIMONIARE: questo è il compito affidato ad ognuno; testimoniare per non dimenticare, perché queste storie, questi orrori, che durante la COMMEMORAZIONE sono stati evidenziati brillantemente da tutti i relatori, non possono e non devono finire nell’oblio, non solo perché si tratta di situazioni di sofferenza, ma anche perché sottolineano l’orgoglio di chi è riuscito a sopravvivere, a impegnarsi per sé e per la società; evidenziano il divario tra due mondi diversi, nonostante a divederle ci siano neanche cinquant’anni.
Dalle testimonianze, dalle parole dei presenti, sono emersi piccoli e grandi episodi della vita individuale che è però una copia ridotta della vita nel periodo bellico.
E’stato impossibile evitare il brivido lungo la schiena durante la proiezione del video “…E CADEVANO SPEZZONI!!!”, realizzato dalla responsabile dell’Archivio, durante il lento scorrere dei nomi, numerosissimi, delle vittime fondane che queste guerre hanno comportato; giovani e adulti, uomini e donne, anziani e bambini: la guerra non ha risparmiato nessuno, si è accanita contro la vita ma non l’ha distrutta, ha lasciato la possibilità della ricostruzione, perché, come hanno testimoniato i fiori portati da noi giovani al tavolo dei relatori, “dalle macerie spunta un fiore”…
E ancora una volta la vita ha vinto sulla morte, ha trionfato il coraggio di chi ha saputo vivere e, in alcuni casi, sopravvivere.
Personalmente posso dire che questa esperienza mi ha dato modo di ampliare la mia visione della guerra: essa genera distruzione e incute terrore.
La guerra è un mostro, è una forma di cui l’uomo, a volte, si serve per dimostrare la propria superiorità; la guerra è violenza, la guerra è morte, e sebbene non sia prevista dalle norme etiche e morali , essa non viene evitata, perché non tutti credono nella sua totale inutilità e crudeltà.
Intorno ad essa ruotano interessi economici e politici, personali, schemi deviati di potere e denaro; ma intorno ad essa, e a tutto l’egoismo di chi la incoraggia, ruotano anche le vite della gente comune e della gente importante, di chi combatte e di chi sta a casa, sebbene la guerra spesso strappi via anche quella.
La guerra non deve essere mai giustificata!
Ora ne sono più convinta che mai, e questo perché quella COMMEMORAZIONE è riuscita a trasmettere qualcosa in più rispetto ai libri di storia, ai film e alle occasioni formali; è riuscita a riportare le testimonianze di ognuno, senza esagerare né sminuire, riuscendo a far riflettere tutti i presenti.
Allora è nostro compito non dimenticare e non far dimenticare; parlare di ciò che è stato, senza nasconderlo o modificarlo nel corso degli anni.
Possiamo essere fieri nel dire che la nostra società ricorda, perché il tempo passa, ma resta quel brivido lungo la schiena: quel 4 novembre 2007, sembrava il novembre del 1945, e la sensazione che si riusciva ad avvertire era un dolore straziante nello stomaco, e intorno il vuoto, distruzione, e un fiore sopra una pietra!
Un ringraziamento doveroso alla responsabile dell’ARCHIVIO, prof.ssa Forte, che frequentemente ci coinvolge nelle sue iniziative, dimostrandoci quanto possiamo e dobbiamo fare nel nostro piccolo, senza paura di esporci o batterci per qualcosa in cui crediamo, consapevoli che molti potrebbero muoverci critiche e rimproveri… perché la vita non è solo quella che si impara a scuola, ma anche quella che deriva dall’esperienza e partecipare a questa COMMEMORAZIONE è stato come vivere in quattro ore e mezza un’esperienza di una guerra di quattro anni e mezzo.

Fabiana Mastrobattista

 

CAINO

Caino ha ucciso mille volte Abele,
rimbomba ancora il grido nelle valli.

Gronda sangue dalle lame affilate,
sassi neri pesano sul cuore.

Rami secchi, come tetri fantasmi,
pendono sulla terra arida e nera.

Non vi sono più fresche sorgenti,
nella piana scorre, solo, un rivolo rossastro.

Il cuore di madre più non batte;
il vento piange i suoi figli lontani.

Per ogni FONDANO, disperso nella notte,
tra le nude macerie spunta un fiore.

Giulia R. E. Forte
4 novembre 2007