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PROPOSTA “LA REGIONE LAZIO DELLE PROVINCE” che taglia l'area metropolitana di Roma

 
 


Un progetto politico che parte dal basso per costruire il “bene comune”


Possiamo ragionevolmente pensare che il percorso per la costruzione della “Regione Lazio delle Province” sia iniziato.
Ad aprire il sentiero è stato l’incontro avuto in settimana tra il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, il presidente della Provincia di Frosinone Francesco Scalia, il sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo e il sindaco di Frosinone Michele Marini.
Scopo della riunione: la possibilità di rafforzare l’alleanza tra le due province per arrivare ad ottenere il sospirato terzo scalo aeroportuale del Lazio e non solo.
Al termine della riunione un comunicato congiunto ha indicato la strada da seguire: tra quindici giorni sarà firmato un documento che rappresenterà la piattaforma sulla quale lavorare congiuntamente in favore dei territori delle due province.
Riteniamo quest’accadimento oltremodo importante per la Provincia di Latina e il suo presidente, perché certifica in maniera inconfutabile che l’Ente di via Costa non ha mai remato contro gli interessi del territorio pontino solo perché in Regione Lazio c’è un governo di sinistra.
Si contestava e si contesta ancora oggi alla Regione Lazio, tra le altre cose, l’imbarazzante indirizzo politico ed amministrativo che ha assunto negli anni a causa dell’ingombrante presenza della Capitale della Repubblica e l’incapacità di gestire in equale misura l’intero territorio regionale.
Una regione che è diventata nei fatti sempre più romanocentrica e che alla Città Eterna riserva tutte o quasi le risorse finanziarie e gli interessi sociali, culturali e imprenditoriali, stanno irreversibilmente e definitivamente soffocando lo sviluppo delle sue province.
Per ovviare a questo nefasto abbraccio sul tavolo della discussione politica regionale e nazionale, da anni, c’è la proposta di assegnare alla Città di Roma uno status giuridico improntato sul modello di regione, proprio per l’importante funzione che è chiamata a svolgere.
Nel panorama internazione, del resto, sono tanti gli esempi di “Città Regioni”: da Washington, che vanta una struttura organizzativa territoriale quale il distretto di Columbia a Brasilia, che annovera le stesse attribuzioni che compongono la Federazione del Brasile, a Berlino che prima dell’unificazione usufruiva dello status di Land, per passare a Vienna, considerata alla stregua dei Lander che costituiscono lo Stato federale.
Come Parigi ed Atene, per chiudere, che pur essendo capitali di Stati raccolti, hanno attribuzioni particolari la prima e d’autonomia economica e amministrativa la seconda.
Soltanto Roma, che è la Capitale di uno Stato che riconosce e garantisce costituzionalmente le autonomie, sempre più proiettato verso il federalismo, continua ad essere un caso anomalo nel quadro internazionale.
La proposta in discussione propone di trasformare Roma e la sua area metropolitana in una regione a statuto speciale, con una maggiore autonomia statutaria, indirizzo politico, legislativo, amministrativo e finanziario, che già la nostra Costituzione all’articolo 116 attribuisce proprio a questo tipo di regioni.
Rispetto a quest’intenzione che giace inerme presso la Camera dei Deputati, si può leggere in uno dei suoi articoli fondamentali che il territorio della futura nuova regione autonoma di “Roma Capitale” sarà costituito dal distretto di Roma, comprensivo della città di Roma e dei Comuni della Provincia di Roma.
Con l’approvazione di una simile pianificazione i vantaggi saranno molteplici per i cittadini delle altre Province del Lazio, ad iniziare da un maggior conferimento delle risorse finanziarie spettanti alla “nuova regione”.
Oggi, ad esempio, il 66% dei 13 mila miliardi delle vecchie lire destinati al settore sanitario del Lazio si riversano tutti o quasi su Roma.
Il nuovo soggetto sarà dunque in grado di riequilibrare i capitoli di spesa, che alleggeriti del peso della Capitale, permetterà una più equa ripartizione delle risorse sul territorio.
Depennando Roma dal “nuovo Lazio” questo si presenterà come una regione popolata in maniera uniforme, attraente per il turismo, più competitiva sui mercati esteri, con una rinnovata attenzione al sociale.
Di pari passo all’ibernata discussione sul disegno di legge che prevede la “Regione di Roma”, procede nei luoghi d’aggregazione politica, culturale e sociale, l’impegno del Presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, nel promozionare l’idea di costituzione di una “Regione Lazio delle Province”.
Un’idea importante e strategica per le sorti di 86 comuni dell’area romana, 33 dell’area pontina, 91 dell’area ciociara, 73 dell’area sabina e 60 dell’area della tuscia, per un totale di 1.909.824 abitanti (dati Istat riferiti al 31 gennaio 2006).