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LAUREA HONORIS CAUSA A MARVIN CARL GERSHENGORN

 
 



Conferita dal Rettore Franco Cuccurullo con la consegna del Diploma

LAUREA HONORIS CAUSA A MARVIN CARL GERSHENGORN

Il riconoscimento per l’attività di ricerca nella cerimonia solenne all’Auditorium del Campus dell’Università di Chieti-Pescara. Il profilo di Gershengorn.

A pochi giorni dall’annuncio del Premio Nobel a un italo americano, Mario Renato Capecchi, un’altra circostanza conferma il rapporto di interscambio esistente, nel mondo della Medicina e della Ricerca biomedica, tra Italia e USA. Il Rettore dell’Università ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara Franco Cuccurullo ha conferito e consegnato il Diploma di Laurea Honoris Causa a Marvin Carl Gershengorn, che dal 2001 dirige l’Intramural Research del National Institute of diabetses, Digestive and Nidney Disease del National Institutese of Health.
La cerimonia solenne si è tenuta oggi nell’Auditorium del Rettorato dell’Università di Chieti-Pescara. Ha letto la motivazione del conferimento accademico il professor Carmine Di Ilio, Preside della Facoltà di Medicina, mentre il professor Giorgio Napolitano ha tenuto la Laudatio e il professor Fabrizio Monaco ha pronunciato l’allocutio sul tema ‘Universitas: scientia, investigatio, doctrina’. Genshengorn ha tenuto la Lectio Doctoralis “The intramural research program of NIDDK/NIH’, una panoramica dell’attività di ricerca condotta sotto la sua direzione al NIH. Prima di questo incarico Gershengorn ha diretto il "Program in physiology, biophysics and molecular medicine at Cornell's Weill Medical College in New York City" e prima ancora la "Division of Endocrinology and Metabolism, Cornell University Medical College and The New York Hospital" dal 1983. Il professor Monaco ha spiegato che Laurea Honoris Causa vuol dire ‘a titolo d’onore’: è un conferimento che è dato per chiara fama o per riconoscimento di alti meriti. Nel caso di Gershengorn si uniscono le due motivazioni.
“I rapporti di collaborazione tra l’Università di Chieti-Pescara e il NIH, prestigioso Istituto statunitense, dimostrano che anche in Italia è possible fare ricerca con dignità. La vita professionale di Gershengorn è un esempio per i nostri giovani –ha detto Franco Cuccurullo – che hanno bisogno di simboli positive in un momento in cui da più parti viene l’attacco al mondo della ricerca. Invece i giovani hanno bisogno di crederci ed è nostro compito non mandar delusa la speranza che anche in Italia si possa fare ricerca di qualità”.

Le ricerche condotte da Gershengorn
Il profilo del ricercatore è frutto di anni e anni di lavoro di ricerca: ha pubblicato circa 200 lavori scientifici. Gershengorn si è laureato nel 1971 e già l'anno successivo pubblicava su Science un articolo che dimostrava che la somministrazione dell'ormone ipotalamico TRH induce una risposta ipofisaria che è inversamente proporzionale allo stato funzionale tiroideo. Proprio il test al TRH ha rappresentato fino alla fine degli anni '90 il cardine della diagnostica tiroidea.
Solo tre anni dopo Gershengorn descriveva e spiegava l'etiopatogenesi di una forma di ipertiroidismo dovuta a mutazione recettoriale; l'importanza della scoperta non è tanto nella descrizione della malattia, ma nella identificazione della causa, ovvero di una mutazione recettoriale selettiva. Questa scoperta ha aperto il campo allo studio delle patologie recettoriali nell'endocrinologia.
Lo studio dei recettori rappresenta una delle principali linee di ricerca di Gershengorn e ha costituito il mezzo per valutare fenomeni assai più ampi e di maggiore rilevanza scientifica (i recettori accoppiati alle G-protein) e per avvicinarsi anche a patologie non endocrine legate, ad esempio, all'infezione da Herpes virus e all'insorgere del sarcoma di Kaposi.
La più recente linea di ricerca riguarda il diabete. Gershengorn ha infatti descritto e pubblicato su Science, nel 2004, lo studio che rivela la capacità delle cellule beta-pancreatiche di dedifferenziarsi in cellule mesenchimali che, a loro volta, possono essere nuovamente indotte a trasformarsi in cellule insulino-secernenti, aprendo quindi la porta a nuove possibilità in campo terapeutico. Gershengorn è autore, tra l'altro, di 5 brevetti depositati presso lo United States Patent and Trademark Office. Gli studi del Dott. Gershengorn gli sono valsi numerosi premi, massimi riconoscimenti nel campo dell'Endocrinologia internazionale, tra i quali il Gerald D. Aurbach Lecture Award, nel 2000, conferito dall'Endocrine Society ed il Sidney H. Ingbar Distinguished Lectureship Award, nel 1998, da parte dell'American Thyroid Association. La sua posizione di assoluta preminenza in campo endocrinologico è anche confermata dal ruolo di ambasciatore presso il Congresso degli Stati Uniti d'America dove, tra l'altro, terminava un suo intervento davanti alla Commissione Sanità con un invito ad investire nella Ricerca: "Con il continuo supporto e la direzione di questo Comitato, noi possiamo cogliere l'opportunità oggi di fare un investimento che continuerà a fruttare grandi dividendi per la nostra Nazione per molti decenni a venire”.

Chieti si conferma énclave di studio e ricerca
L’Università di Chieti-Pescara, grazie alla guida del professor Franco Cuccurullo, ha una lunga tradizione di rapporti internazionali nel campo della ricerca, rapporti che interessano tutte le Facoltà. Per quanto riguarda la Facoltà di Medicina e Chirurgia, è naturale che trattandosi di scienze biomediche i riferimenti non possono che essere i centri di ricerca del mondo intero. Anche perché Chieti è un’énclave di medici e ricercatori specialmente da quando, il 16 aprile 2003, è stato inaugurato il CESI, Centro di scienze dell’invecchiamento che sviluppa ricerche su tre grandi patologie: i tumori, le malattie cardiovascolari, le malattie neurodegenerative.
Il CESI, struttura che si aggiunge al già funzionante ITAB, ha ottenuto il riconoscimento come centro di riferimento dell’ONU. Si tratta di una realtà di eccellenza che sorge a poche centinaia di metri dal Campus, raggiungibile a piedi con un ‘percorso salute’ immerso nel verde. Una realtà da ‘modello americano’ in terra d’Abruzzo, in una piccola provincia dove fino a qualche anno fa era inimmaginabile la crescita esponenziale dell’Università, del Campus, dell’ITAB e del CESI, mentre prende consistenza l’Università telematica ‘Leonardo da Vinci’, il cui Rettore Fabio Capani ha lanciato sfide innovative nel campo dell’e-learning. Tutto questo tra Chieti, Pescara e Torrevecchia Teatina, lì dove l’Università si conferma essere punto di riferimento e fattore di sviluppo per tutta l’area geografica, ormai area metropolitana.

Orfeo Notaristefano