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NDRANGHETA: TRE PROPOSTE CONTRO LE MAFIE E LE DROGHE
Laurelli, De Ficchy, Foschi e Grippo hanno presentato ‘Cocaina connection’

 
 


“Solo tanta buona politica, o ‘bella politica’ direbbe Veltroni, può battere l’antipolitica e le infiltrazioni delle mafie nei partiti e nelle Istituzioni e noi siamo qui a testimoniarlo. Ogni presentazione di questo libro diventa un evento di buona politica militante, per affermare valori alti: la legalità, l’onesta, la solidarietà”. E’ questo il motivo conduttore della ‘serata per la legalità’ che si è tenuta ieri, 19 ottobre, a tarda sera a Roma, a San Lorenzo, al Tumas book bar, il caffè letterario che da oltre un anno ospita eventi culturali e musicali nello storico quartiere romano.
Solo posti in piedi per la presentazione del libro ‘Cocaina connection. L’impero della ‘ndrangheta: il traffico internazionale di stupefacenti’ di Orfeo Notaristefano, giornalista, calabrese, con la prefazione di Giuseppe Lumia, Vice-Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. “La strage di Duisburg –ha detto l’autore – ha squarciato il velo e ha portato in evidenza la dimensione mondiale della ‘ndrangheta, la mafia più forte e ramificata che fattura 36 miliardi di euro all’anno grazie al traffico di stupefacenti, che consente alle ‘ndrine di allungare poi le mani su attività commerciali e produttive, su circuiti della finanza internazionale, sugli appalti pubblici. Occorre la mobilitazione della politica, delle Istituzioni, dei cittadini, per attuare tre proposte concrete per il contrasto alle mafie:
1) I partiti devono assumere nei loro Statuti il Codice etico di autoregolamentazione, predisposto ad aprile dalla Commissione Parlamentare Antimafia, per impedire che siano candidati alle elezioni personaggi collusi con le organizzazioni criminali.
2) E’ necessario che il Parlamento acceleri l’iter della proposta di legge Lumia per velocizzare le procedure per la confisca dei beni ai mafiosi, perché le mafie devono essere colpite nei patrimoni.
3) Applicare su tutto il territorio nazionale i protocolli per la sicurezza sottoscritti dal Ministro Giuliano Amato con i Comuni. Già queste tre proposte darebbero una bella stoccata alle organizzazioni criminali, anche se siamo consapevoli che la nostra è una guerra di lungo periodo, ma andremo avanti, forti delle nostre convinzioni e con il nostro ormai storico slogan: le mafie sono ancora forti, ma si possono battere” – ha concluso Notaristefano.
Ma esiste la ‘ndrangheta a Roma? Luigi De Ficchy, magistrato della Procura Nazionale Antimafia, è categorico: “Nel libro c’è spiegato tutto: la ‘ndrangheta ha origini e roccaforti in Calabria, ma da almeno vent’anni è attorno a noi: a Roma i mafiosi ‘ndranghetisti hanno comprato palazzi, sono dentro attività commerciali, pilotano il racket delle estorsioni e sono vent’anni che li combatto senza esclusioni di colpi, portando in carcere diversi esponenti delle ‘ndrine, specialmente sul litorale romano e nel Sud Pontino”.
Enzo Foschi, Vice-Presidente della commissione Sport della Regione Lazio, impegnato in prima persona nell’associazionismo e nelle realtà sportive, ha detto: “Il contrasto alle droghe e al doping nello sport è un cardine della nostra cultura solidaristica. Noi siamo per la cura, il recupero e la riabilitazione dei tossicodipendenti, contro la punibilità e il libro va in questa direzione, perché spiega che ogni tossicodipendente che acquista una dose di cocaina finanzia la ‘ndrangheta. Le mafie sono il cancro della società e come la Medicina molto ha fatto per combattere tante forme di tumore, noi faremo la nostra parte per battere le mafie. Anche per questo sosteniamo il lavoro compiuto dalla commissione Sicurezza e Lotta alla criminalità della Regione, per cui, nello schema di riduzione delle commissioni consiliari, questa commissione deve rimanere e continuare nella sua azione”.
Dopo gli interventi di Roberto Mancini, coordinatore dei poliziotti di quartiere di San Lorenzo e di Valentina Grippo, consigliere del III Municipio, Luisa Laurelli, Presidente della commissione Sicurezza e Lotta alla criminalità, ha tratto le conclusioni della serata: “Andremo avanti, facendo nostre le tre proposte e mettendole in pratica. La commissione che presiedo ha svolto un grande lavoro nelle carceri del Lazio e, con la cultura della prossimità, siamo accanto alle tante aree del disagio di Roma e del Lazio, parliamo con gli studenti, con gli insegnanti per affermare le opzioni per la vita, per sconfiggere la distruzione e la morte seminate dalle droghe e dalla cocaina in particolare. Ormai non siamo più in presenza di infiltrazioni, ma purtroppo di radicamenti delle mafie nel Lazio, come è avvenuto a Nettuno, primo comune del Lazio sciolto per mafia. La commissione, assieme all’Osservatorio, farà fino in fondo il proprio dovere perché si affermi la buona politica delle scelte e azioni positive contro mafie, corruzione e malaffare”.
Non a caso, venerdì 26 ottobre alle ore 17,30 ‘Cocaina connection’ sbarcherà a Nettuno, presso la libreria Farhenheit, con un’iniziativa promossa dal coordinamento Antimafia di Anzio-Nettuno, presieduto da Edoardo Levantini. A novembre altre tappe nella Valle dell’Aniene, a Velletri, con tutti i paesi dei Castelli Romani; ancora a Roma a parlare in discoteca con i giovani; a Fondi, con i licei e le scuole medie superiori con la Pro Loco di Fondi; e quindi in Calabria a Soverato, Lamezia Terme, Cosenza, Catanzaro, Paola, Cetraro e in Sicilia, toccando Palermo, Termini Imerese, Bagheria, Gela e Trapani, in eventi organizzati da Giuseppe Lumia.