Home | Chi Siamo | Archivio News | Contatti | E-mail |
 
 

Il Papa nomina Bernardo D'Onorio, Arcivescovo di Gaeta

 
 

 

CITTA' DEL VATICANO, 20 SET. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Fabio Bernardo D'Onorio, O.S.B., finora Abate Ordinario di Montecassino, Arcivescovo di Gaeta (superficie: 603; popolazione: 160.150; cattolici: 152.350; sacerdoti: 81; religiosi: 246; diaconi permanenti: 18), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Veroli (Frosinone), nel 1940, nel 1962 ha emesso i voti monastici, nel 1966 è stato ordinato sacerdote e nel 2004 ha ricevuto la consacrazione episcopale. L'Arcivescovo D'Onorio succede all'Arcivescovo Pier Luigi Mazzoni, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

Bernardo D’Onorio nominato Arcivescovo di Gaeta.

E’ l’inattesa notizia che ha riguardato l’abate di Montecassino e vescovo titolare di Minturno. Alle 12 in punto di mercoledì 20 settembre attorno a Bernardo D’Onorio, 190esimo successore di San Benedetto, erano riuniti i pochi invitati da lui scelti: i 25 monaci e novizi dell’abbazia, il vicario generale della diocesi (monsignor Adamo Gizzarelli) il vicario episcopale per la pastorale, (monsignor Domenico Simeone), il collegio dei consultori, i vicari foranei, i responsabili degli
uffici di curia. La voce del loro superiore, interrotta dalla commozione, pronunciava con lentezza il discorso «scritto con il cuore» per comunicare la scelta vaticana, in perfetta contemporaneità con l’annuncio avvenuto presso la Santa Sede. Il silenzio dei presenti era ugualmente carico di commozione mentre nel testo correva il paragone con i discepoli di Gesù sul Tabor.
«Di fronte alla bellezza di quella visione - ha riferito l’abate - Gesù riporta i presenti alla realtà: “Alzatevi e non abbiate paura”». Anche per dom Bernardo D’Onorio si è ripresentato lo stesso episodio.
Da Montecassino partirà per Gaeta ma sembra perfettamente valida quell’esortazione: “Non avere paura”.
Alle 12 e 4 minuti le campane dell’abbazia hanno iniziato a suonare a festa.
La città si è allarmata. L’ultima volta, il 13 aprile del 2004, quello stesso suono aveva annunciato la sua nomina episcopale.
Questa volta però la cittadinanza non ha capito con facilità, non era semplice immaginare una nuova
designazione. Poi sono sopraggiunte le prime informazioni che hanno fatto il giro dell’intera diocesi raggiungendo i comuni confinanti, il territorio che l’abate ha guidato per oltre 24 anni. Parliamo di 21 comuni e quasi 100 mila abitanti.
Ognuno si è trovato impreparato, questo è stato il sentimento prevalente nelle strade cittadine. Una
divisione tra gioia e dolore, tra letizia per un incarico che arriva direttamente dal Papa e un pizzico
di malincuore per quella figura ormai storica che grandi e piccoli conoscevano. Come dimenticare le
sue battaglie per gli operai Fiat, la spedizione a Torino da Gianni Agnelli, la sua “laurea honoris causa” ricevuta dall’ateneo, i discorsi pronunciati dalla Chiesa Madre per il “ Te Deum” di fine anno, la battaglia per l’apertura del nuovo ospedale e del Commissariato?
Direttamente dall’ abbazia di Montecassino, a pochi momenti dalla comunicazione ai monaci e ai sacerdoti, il Padre Abate ha riferito queste semplici parole: «Il mio cuore è diviso, devo lasciare Montecassino dove sono entrato da giovinetto, devo lasciare il monastero che ho amato intensamente in ogni suo settore e persona, compresa l’intera diocesi. Questo mi addolora ma, nello stesso tempo, la promozione del Papa mi riempie di gratitudine.
Vado verso l’incognita ma sono sicuro che anche lì si apriranno i cuori, la disponibilità e la generosità
della gente. Vado dunque con fiducia, il vuoto lasciato da Montecassino sarà riempito, colmato da
sacerdoti fedeli e religiosi di Gaeta. La Madonna e il Signore mi diano la forza».
Il pensiero alla sua città è stato costante per tutta la giornata di ieri fino a quando non è sceso nella sua
amata curia dove ha incontrato i sacerdoti.
Poco dopo le 21 molti cittadini, amici, autorità erano ancora lì per salutarlo, mostrargli affetto e vicinanza. Lui ha rassicurato: «Il nuovo successore saprà rispondere alle esigenze di tutto il territorio.
Per me si apre un nuovo capitolo, una storia tutta da scrivere». La preoccupazione è andata subito
verso la diocesi. Montecassino è una delle due abbazie territoriali ancora esistenti al mondo, accanto a quella di San Martino in Ungheria. Ma le ultime parole del già abate hanno rassicurato i presenti: «Il Papa mi ha promesso che la diocesi non corre rischi, rimarrà nella sua configurazione geo-grafica». Fino a tarda serata, l’arcivescovo D’Onorio ha continuato il suo “viaggio” di saluto incontrando le religiose della città.

Katia Valente

 

BIOGRAFIA

Monaco, sacerdote, abate e poi vescovo. Ogni passaggio è stato vissuto all’interno dell’abbazia, assieme ai suoi monaci, ai sacerdoti della diocesi.
Così, da 54 anni Bernardo D’Onorio vive e prega nell’abbazia benedettina di Montecassino. E’ passato più di mezzo secolo da quando nel 1953 ha varcato la soglia della casa di San Benedetto accompagnato dai suoi genitori. Il giovane Fabio Bernardo aveva soli 13 anni ma la decisione sembrava particolarmente matura.
La vocazione del piccolo Fabio nasce sin da quando veste gli abiti del ministrante durante le celebrazioni religiose che si svolgono nel monastero benedettino di Veroli, cittadina ciociara dov’è nato il 20 agosto del 1940. In quel frangente ha potuto approfondire l’amicizia con un monaco che, di tanto in tanto, giungeva dalla Capitale per seguire la vita religiosa della comunità.
Il suo esempio, la sua personalità hanno creato nell’adolescente il desiderio di seguire la stessa strada fino a decidersi per la scelta monastica.
Nell’Abbazia di Montecassino ha frequentato gli studi ginnasiali e liceali e teologici arrivando ad emettere i voti monastici il 30 settembre del 1962. Con la professione solenne è stato nominato segretario dell’abate Ildefonso Rea e, successivamente, lo stesso incarico gli è arrivato dell’abate Vescovo Martino Matronola che, compiuti i 75 anni di abbaziato, ha proseguito per altri 5 l’esercizio della guida.
Il 3 febbraio del 1983 ben 25 monaci hanno così votato don Bernardo D’Onorio quale 190esimo successore di San Benedetto, lui che nel frattempo aveva conseguito anche la laurea presso l’ateneo lateranense in diritto canonico e civile, dottore in “Utroque iure”.
L’esito della votazione, spedito in gran segreto presso la Santa Sede, ha ricevuto il 25 aprile 1983 la conferma ufficiale e pubblica di Sua Santità Giovanni Paolo II che gli ha conferito non solo il ruolo di abate ma anche la potestà ordinaria sulla diocesi. Da allora una celebrazione eucaristica, da lui presieduta, ricorda quel giorno memorabile, una data che viene festeggiata nella Chiesa Madre della città, assieme a tutto il popolo fedele di Cassino.
La storia di don Bernardo non si ferma qui. Il 13 aprile del 2004 si sentono suonare a festa le campane di Montecassino e di Cassino: è l’annuncio dell’ufficialità della sua elevazione alla dignità episcopale.
Domenica 16 maggio per effusione dello Spirito Santo l’abate di Montecassino è entrato di diritto nel collegio episcopale. Un rito solenne officiato dal cardinale Giovanni Battista Re, dell’arcivescovo di Foggia, monsignor Francesco Tamburrino e dell’abate di Ungeria, Aszlrik Varszegr.
Sono trascorsi 54 anni dal giorno in cui il giovanissimo Fabio Bernardo chiedeva di partecipare alla vita nel monastero di Montecassino, un luogo dal quale, per indicazione precisa della “Regola” non si è mai allontanato nel rispetto di quel quarto voto voluto proprio da San Benedetto, quello della “stabilità”. Ugualmente, sono trascorsi 24 anni dalla sua nomina ad abate di Montecassino.
Adesso, il conteggio riparte da zero. Il nuovo incarico lo spinge verso la nuova sede arcivescovile. Nella sua vita si apre un nuovo capitolo.

IL SALUTO A MONTECASSINO

Un discorso riservato alla carissima e veneranda Chiesa di Montecassino, ai sacerdoti, ai religiosi, religiose, ai fedeli, alle distinte autorità civili e militari.
«Il Santo Padre Benedetto XVI mi ha chiesto la disponibilità a servire la vicina Chiesa di Gaeta: al Papa è impossibile dire di No, anche se il distacco da ognuno di voi e da Montecassino è immenso.
Come dimenticare - ha scritto alla sua città dom Bernardo D’Onorio - le conoscenze, gli incontri, le varie celebrazioni nelle nostre belle e frequentate Parrocchie, come non ricordare i solenni riti in onore di san Benedetto, nostro padre e patrono, e la commovente Incoronazione e processione in onore di Maria Ss.ma Assunta in Cassino! I luoghi della Terra di san Benedetto, le comunità parrocchiali, i volti di tanti giovani, anziani e malati, lo sguardo felice di tante nostre belle famiglie rimangono indelebili nel cuore e nella memoria: ciò che è stato fatto non potrà certo essere disfatto!
La nostra Chiesa diocesana di Montecassino ha percorso un lungo cammino insieme affinché il Vangelo di Cristo Gesù diventasse il nostro amore e il nostro sicuro riferimento sia per l’intimo delle coscienze come per la vita sociale e pubblica.
A tutti va il mio riconoscente pensiero per ogni segno di affetto e stima: un grazie particolare ai Parroci e alle Autorità del nostro Territorio, sempre disponibili per il progresso civico e morale delle nostre comunità. Continuate a voler bene e soprattutto a pregare per il vostro Abate Bernardo, come io assicuro a tutti la mia vicinanza nell’affetto e nella preghiera, sempre! Maria Ss.ma Assunta in cielo, san Benedetto e i nostri Santi Patroni intercedano per noi tutti!».

 

L'ANNUNCIO DELL'ARCIVESCOVO PIER LUIGI MAZZONI

Carissimi presbiteri, diaconi, religiose e religiosi, seminaristi e fedeli tutti della Chiesa di Dio che è in Gaeta, grazia e pace a voi dal Signore nostro Gesù Cristo.
Ho il gradito incarico dalla Santa Sede di annunciare la nomina del mio successore ad Arcivescovo di Gaeta nella persona di

S.E. Mons. Fabio Bernardo D’Onorio,

attuale Vescovo titolare di Minturno e Abate di Montecassino.
Mons. D’Onorio viene a Gaeta portando le sue apprezzate doti umane e sacerdotali, congiunte ad una ricca esperienza pastorale, che saranno di arricchimento per la nostra Chiesa diocesana.
Un grazie elevo, quindi, al Signore per il dono del nuovo Arcivescovo, che segna la continuità della successione apostolica, di cui Cristo Signore è l’apice quale Pastore dei Pastori, il Pastore grande delle nostre anime.
Un grazie al Santo Padre Benedetto XVI per averlo nominato e all’Abate-Vescovo D’Onorio per aver accettato.
Un grazie personale devo alla Sede Apostolica per aver accolto la mia istanza a procedere con sollecitudine alla successione, dopo il compimento del mio 75mo anno di età, non perché vi sia motivo di un minor apprezzamento nei confronti di tutta la Comunità diocesana né per scrollarmi dalle spalle la fatica dell’azione pastorale, ma unicamente nel vivo desiderio – che è amore vero e sincero verso tutta la diocesi – di nulla farvi mancare o togliervi, causa gli attuali miei limiti di salute.
Sappia fin d’ora S.E. Mons. D’Onorio che la Comunità gaetana, ricca di un profondo sentire religioso e di tanto bene, l’attende con devozione filiale e si unisce a lui nella preghiera per invocare dal Signore un sereno e fruttuoso servizio episcopale in mezzo a noi, pronti ad accoglierlo e a seguirlo cor unum et anima una.
Viviamo con fede e gaudio spirituale l’attesa del nuovo Arcivescovo, che viene a noi nel nome del Signore, mentre vi benedico con quel grande affetto che mi spinge a rimanere con voi come Arcivescovo emerito, assicurandovi che, per il carisma episcopale che ci è stato donato, sarò a voi sempre vicino nella preghiera e nell’invocare dal Signore l’abbondanza delle sue grazie.

+ Pier Luigi Mazzoni - Arcivescovo

 
 
HornetMultimedia