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BRUNO FRATTASI NUOVO PREFETTO DI LATINA

 
 

 

IL NUOVO PREFETTO: "QUESTA E' UNA PROVINCIA IMPEGNATIVA"


"Questa è una provincia sicuramente impegnativa, ci sono molti aspetti da valutare soprattutto rispetto alle infiltrazioni criminali, non solo al sud ma anche al nord del territorio". È il primo commento del nuovo prefetto di Latina, nominato nelle scorse settimane in sostituzione di Alfonso Pironti, trasferito a Taranto.


Bruno Frattasi, 51enne originario di Napoli, da 26 anni è al servizio del ministero, prima al gabinetto del ministero, poi come vice capo di gabinetto con il ministro Pisanu e con Amato. Frattasi ha inoltre trascorso alcuni mesi in provincia di Latina, ricoprendo la carica di commissario governativo al Comune di Gaeta. Le prime parole, nella presentazione, sono state proprio dedicate ai problemi della provincia pontina, con particolare riferimento al fenomeno delle infiltrazioni della malavita: "Si sono verificate connessioni con la criminalità - ha precisato Frattasi - più che normali infiltrazioni. L'attenzione dunque va tenuta alta e va proseguito il lavoro investigativo".

Per quanto riguarda il fenomeno degli incidenti stradali il nuovo prefetto ha poi aggiunto: "La perdita di vite umane che si verifica qui non è più accettabile, è un'emergenza terribile. Al di là del ruolo della polizia municipale, occorre che si percepisca una maggiore presenza di tutte le forze dell'ordine sul territorio". Infine, il proposito per il nuovo lavoro in provincia di Latina: "Non sono abituato a fare proclami - ha concluso - Lavorerò con umiltà. Ai cittadini posso dire che concepisco il mio incarico come servizio e così intendo impegnarmi".

Pironti, l'ora dell'addio. «Me ne vado con rammarico, ma lascio una provincia sana». Appello ai politici per le infrastrutture...


Ai microfoni di ParvapoliS Alfonso Pironti, Prefetto per un anno e mezzo e che lascia, con una punta di tristezza, con sei mesi di anticipo. Un bilancio di questa esperienza... «Un bilancio positivo. Mi sono impegnato in un contesto difficile. Che avrebbe richiesto un tempo di permanenza maggiore. Lascio con rammarico questo territorio, che purtroppo non ho avuto la possibilità di conoscere bene e a fondo. Ci sono problemi occupazionali e ferite nel tessuto sociale. Penso alla Mistral, le aziende dei Veneruso». Ed ora le priorità? «Tante e nessuna. Le questioni di fondo restano legate alle infrastrutture. È la battaglia più importante. I politici devono fare sistema». Molti parlano di allarme criminalità, di una camorra agguerrita che sale dalla Campania. Da questo punto di vista come la vede la provincia che lascia? «Abbiamo forze dell'ordine molto presenti. E molto radicata nel territorio. E non ci sono situazioni di allarme, non più che in altre zone del Paese». Francamente, questo trasferimento anticipato la amareggia. «Mi era stato detto a fine anno. Non me lo aspettavo, quindi qualche programmazione è saltata. Ora spetterà al mio successore interpretare la sua funzione».

 
 
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