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Ventotene regina delle spiagge laziali

 
 

 

67.5 (84,6) - Ventotene (Latina) 4 vele
63.3 (78,3) - Gaeta (Latina) 3 vele
63.5 (81,2) - Ponza (Latina) 3 vele
62.9 (79,3) - Sperlonga (Latina) 2 vele
62.9 (76,6) - Sabaudia (Latina) 2 vele
60.2 (74,7) - San Felice Circeo (Latina) 2 vele
58.3 (75,6) - Terracina (Latina) 1 vela

La spiaggia più bella del Lazio? È sull’isola di Ventotene. È quanto si legge sulla nuova «Guida Blu» di Legambiente, presentata ieri a Villa Celimontana alla presenza del ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio dal presidente nazionale dell’associazione ambientalista Roberto Della Seta. Nella classifica pubblicata sul volumetto l’isola pontina ottiene il prestigioso punteggio, unico nella nostra regione, di quattro «vele» su cinque. A ruota, con tre vele, si sono classificate Montalto di Castro, Tarquinia, Ponza e Gaeta; solo due vele per Ostia e Santa Marinella. Anzio porta a casa il punteggio minimo, una sola vela, ma riceve la menzione speciale per aver promosso iniziative ad alto valore ecologico. Novità della «Guida Blu 2007» la classifica delle località lacustri: nel Lazio a guadagnare l’ambito riconoscimento sono Bolsena, Montefiascone, Anguillara e Nemi.

Come si legge la Guida Blu
Dei 483 comuni definiti "centri balneari" dal Touring Club, Legambiente, insieme ai suoi circoli locali, ne ha selezionati quasi 300. Sono quelli che presentano un'offerta turistica di qualità ed un buono stato di conservazione dell'ambiente marino e costiero. E' bene specificare che tutte le località prese in considerazione hanno totalizzato un punteggio superiore alla sufficienza: come dire che ognuna delle località presenti nella Guida Blu merita di essere scelta come meta per una vacanza più o meno breve, per una gita durante il fine settimana o almeno per una visita di passaggio. Su ognuno di questi Comuni sono stati raccolti dati sulle caratteristiche ambientali e ricettive, integrati con le valutazioni espresse dai circoli di Legambiente e dall'equipaggio della Goletta Verde di Legambiente.

Il giudizio attribuito a ciascuna località, dalle 5 vele assegnate alle dieci migliori fino ad 1 vela, è dunque il frutto di valutazioni ricche ed approfondite. I parametri presi in esame possono essere suddivisi grosso modo in due categorie: la qualità dei servizi ricettivi e la qualità ambientale del territorio. Così, vi saranno certamente località naturalisticamente più significative delle dieci premiate con le 5 vele, ma che non offrono servizi turistici di eccellenza. Come ve ne sono altre con strutture ricettive impeccabili dove, però, il territorio marino e costiero è stato più o meno gravemente compromesso.

Per la prima volta Guida Blu ha provato a sistematizzare le informazioni ambientali e "turistiche" relative alle località costiere prese in esame allo scopo di fornire una valutazione dello stato di conservazione e gestione del territorio e del mare, dell'attrattività dei fondali, del livello dei servizi pubblici e dell'accoglienza, della promozione delle risorse territoriali, della sostenibilità turistica, dell'impegno nell'applicazione di efficaci politiche ambientali (riduzione dei consumi idrici ed energetici, diminuzione della produzione dei rifiuti e incremento della raccolta differenziata, incentivazione di una mobilità sostenibile, produzione locale di energia da fonti rinnovabili).

I numerosi parametri utilizzati in passato sono stati quindi adoperati per strutturare un set d'indicatori (21) i cui valori hanno determinato la graduatoria finale.

Le informazioni di base necessarie per la costruzione degli indicatori sono state raccolte da banche dati nazionali (tra cui Istat, Ancitel, Cerved, Ministero della Salute, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Enit, Touring Club, Enel) e attraverso le valutazioni espresse dai circoli di Legambiente e dall'equipaggio della Goletta Verde di Legambiente.

Per ciascun indicatore si è costruita un'apposita scala di riferimento che va da una soglia minima (che può essere più bassa o più alta del peggior valore registrato), al di sotto della quale non sono stati attribuiti punteggi, fino a un "obiettivo" che rappresenta il limite da conseguire per ottenere il punteggio massimo. Per l'identificazione della soglia minima ci si è basati su indicazioni normative, limiti minimi desiderabili o sui peggiori valori registrati. In maniera simile, l'individuazione dell'obiettivo è avvenuta anche tenendo conto dei migliori risultati raggiunti. La scelta degli indicatori e successivamente la loro attribuzione a differenti macroaree ha tenuto conto di alcuni requisiti chiave, definiti e riconosciuti in ambito europeo anche con il contributo della Associazione VISIT.

I requisiti
1) Uso del suolo, degrado del paesaggio, biodiversità, impatto delle attività turistiche
Spazio consumato dalle strutture ricettive turistiche, territorio occupato da seconde case. Presenza di attività destinate al tempo libero con utilizzo intensivo di risorse naturali. Conservazione e protezione delle aree naturali ed effetti delle attività turistiche sulla biodiversità. Degrado del paesaggio causato da processi disordinati di urbanizzazione. Presenza di aree naturali. Presenza e conservazione del centro storico, arredo urbano, aree verdi, lungomare, ecc...
2) Stato delle aree costiere
Pressione sui sistemi idrici dei mari e fiumi nelle immediate vicinanze della costa. Presenza - e misura - del sovraffollamento delle zone costiere determinato dai turisti, rapporto aree edificate e aree naturali, percentuale di costa non edificata fino a un km dall'acqua su tutta la linea costiera. Presenza di seconde case lungo la fascia costiera rispetto alla complessiva capacità abitativa.
3) Accessibilità alle destinazioni e mobilità locale
Aumento o diminuzione della pressione del traffico determinata dal turismo. Disponibilità di mezzi di trasporto a basso impatto. Andamento e incidenza della durata del soggiorno. Impatto del trasporto sul rumore, qualità dell'aria, volumi di traffico e congestione.
4) Consumo e produzione di energia
Percentuale di approvvigionamento da fonti rinnovabili (prodotto sul luogo o importata). Impegno dell'amministrazione alla riduzione dei consumi.
5) Consumi idrici e sistemi di trattamento delle acque reflue
Pressione sulle risorse idriche locali, disponibilità di acqua a sufficienza per i turisti, qualità delle risorsa disponibile, unità abitative o produttive collegate ad un impianti di depurazione delle acque di scarico scarichi a mare abusivi, crisi idriche,ecc.)
6) Produzione e gestione dei rifiuti
Presenza di iniziative (e risultati) in direzione della riduzione dei rifiuti (riduzione dell'usa e getta, degli imballaggi, misure dirette a contenere la diffusione di imballaggi a perdere. Presenza di un efficace sistema di gestione dei rifiuti. Incidenza della raccolta differenziata. Presenza di impianti di compostaggio o di fitodepurazione, ecc.) Abbandono illegale di materiali di scarto nell'ambiente. Eventuali effetti negativi sulla salute accertati, collegabili con lo smaltimento dei rifiuti (es. discariche o inceneritori).
7) Struttura sanitaria e sociale
Condizioni di vita della popolazione locale, accettazione del turista da parte della popolazione locale, sicurezza generale del turista, qualità e disponibilità dei servizi pubblici generali, (es. pronto soccorso, assistenza medica, assistenza al turista); servizi per disabili (rampe d'accesso al mare per disabili, cabine telefoniche attrezzate, servizi sanitari).
8) Sicurezza alimentare e produzioni tipiche di qualità
Presenza di un sistema di distribuzione e somministrazione di prodotti che garantiscano la sicurezza alimentare (alimenti provenienti da coltivazioni biologiche e/o a basso impatto ambientale). Disponibilità di prodotti artigianali tipici e locali; promozione delle specialità gastronomiche del territorio; promozione e disponibilità negli esercizi di ristorazione di piatti regionali preparati con pesce locale, carni e formaggi con marchi regionali, frutta e verdura di stagione.
9) Opportunità e qualità della vacanza
Qualità delle acque di balneazione, stato delle spiagge, pulizia del litorale, presenza di spiagge libere, affollamento del litorale, presenza di servizi di sicurezza a terra, qualità dei fondali, ricchezza ittica e faunistica, siti archeologici sommersi, presenza di relitti, presenza di diving e scuole sub, percorsi culturali e/o naturalistici, luoghi d'interesse storico-culturale, artigianato di qualità, ecoturismo, presenza di musei e siti archeologici, servizi per disabili, rampe d'accesso al mare per disabili motori, cabine telefoniche attrezzate, servizi sanitari, ecc..
10) Iniziativa per il miglioramento della sostenibilità
Presenza di un sistema di gestione ambientale dotato di strumenti di monitoraggio turistico, con la partecipazione di associazioni di categoria, associazioni ambientaliste e dei consumatori. Monitoraggio e iniziative di informazione per mantenere o migliorare la qualità della destinazione; inventario dei siti di interesse culturale e naturalistico. Presenza o meno di attività ricettive con etichette ambientali controllate da terzi. Presenza di isole ecologiche marine nei porti per la raccolta differenziata dei rifiuti a terra e dei rifiuti pericolosi quali oli e batterie.

Sulla base di questi principi guida Legambiente ha individuato 7 macroaree:

Paesaggio e Territorio
Accoglienza e Sostenibilità Turistica
Mare e Spiaggia
Sub
Oltre il mare
Disabili
Sostenibilità ambientale

 
 
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